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Museo

Giuseppe Diotti

Nato a Casalmaggiore nel 1779, Giuseppe Diotti era di umili origini. Allievo in patria di Paolo Araldi, potè frequentare l'Accademia di Parma grazie al mecenatismo di Giovanni Vicenza Ponzone.
Si aggiudicò quindi una borsa di studio quadriennale dell'Accademia di Brera che gli consentì di soggiornare dal 1805 al 1809 a Roma, dove studiò Raffaello e l'arte classica.
Oltre ad alcune opere del periodo giovanile, al museo sono esposti i dipinti che Diotti inviò da Roma all'Accademia di Brera quali saggi del terzo e quarto anno.
Tornato a Milano, Diotti rafforzò i legami con l'ambiente artistico cittadino, fortemente improntato al Neoclassicismo e in particolar modo con Andrea Appiani.
Nel 1811 si trasferi a Bergamo per ricoprire l'incarico di docente e, per trent'anni, anche di direttore della neonata Accademia Carrara. Sotto la sua guida, la scuola divenne una delle più autorevoli dell'Italia settentrionale formando artisti illustri come Trécourt, Piccio e Scuri. Per quanto riguarda la produzione pittorica, Diotti fu un buon ritrattista ma anche decoratore di chiese e palazzi, soprattutto nelle zone comprese tra Bergamo e Cremona. Di questa produzione il Museo conserva bozzetti, disegni preparatori di dettaglio e d’insieme che consentono di documentare efficacemente il suo rigoroso metodo di lavoro.
Grande sostenitore del Neoclassicismo, solo in alcune circostanze non disdegnò le tematiche romantiche, che si stavano diffondendo nell'ambiente culturale milanese. Una su tutte la versione del Conte Ugolino eseguita per il conte Tosio di Brescia, opera che gli decretò un notevole successo di pubblico.
Negli ultimi tempi Diotti si ritirò a lavorare nella natìa Casalmaggiore, dove ristrutturò il palazzo che oggi ospita il Museo. Qui egli allestì il suo atelier ed espose la sua ricchissima collezione di dipinti e stampe (in seguito dispersa). Morì nel 1846, lasciando incompiuta la sua ultima grande opera, il Giuramento di Pontida che si trova oggi nella Sala Consiliare del Municipio di Casalmaggiore.

Il progetto del Museo

Il Museo è nato nel 2007 per ospitare le Civiche raccolte d’arte nel palazzo che fu casa-studio del pittore neoclassico Giuseppe Diotti (1779-1846), originario di Casalmaggiore e a lungo direttore e docente all’Accademia Carrara di Bergamo. All’origine del progetto museologico, curato da Valter Rosa, oltre un decennio di ricerche e mostre volte a far conoscere e valorizzare la produzione dei principali artisti del territorio, dalla metà del Settecento a oggi. L’allestimento è stato possibile grazie all’Accordo di Programma che ha consentito di affiancare al Comune la Regione Lombardia e la Provincia di Cremona, con l’obiettivo di riunire in un unico edificio tutte le Civiche raccolte d’arte, garantendone in questo modo una miglior conservazione, valorizzazione e fruizione pubblica, dando inoltre particolare attenzione all’attività di ricerca, ai servizi educativi e alle esposizioni temporanee quali requisiti qualificanti di un museo moderno e vivace. I lavori di restauro, realizzati anche grazie ad un contributo della Fondazione Cariplo, sono stati affidati all’architetto Giacomo Zani, il quale ha saputo efficacemente fondere le diverse anime del palazzo: quella più antica e nobile, ma nello stesso tempo intima e accogliente, della casa-atelier; quella più essenziale e luminosa degli spazi destinati alle collezioni moderne e alle mostre; quella più amena del giardino.

Proprio per l’origine di casa d’artista, il percorso museale sviluppa in particolare i temi dell’atelier e del lavoro dell’artista. La Casa-atelier di Giuseppe Diotti, nel piano nobile del palazzo, è un Museo dell’Ottocento: a partire dalle opere dei precursori e maestri di Diotti e dai suoi lavori giovanili e della maturità per arrivare alla produzione degli allievi e alle trasformazioni profonde intervenute nell’arte fra fine Ottocento e inizi del Novecento. Ai pittori del Novecento è dedicata la Galleria d’Arte moderna: i principali sono Goliardo Padova, Gianfranco Manara e Tino Aroldi, tutti diversamente legati al tema del paesaggio. Un’ala del palazzo è poi dedicata al Percorso degli atelier: qui sono stati ricostruiti con materiali originali gli ambienti di lavoro del pittore Goliardo Padova, del pittore-decoratore Palmiro Vezzoni e dello scultore Ercole Priori.
Lo Spazio Rossari è un’apposita sala è riservata alle mostre temporanee che alternano personali e collettive di autori contemporanei a mostre di ricerca dedicate a momenti e figure della storia artistica locale.
È inoltre da sottolineare che il Museo Diotti oltre a documentare la “scuola locale”, possiede pregevoli opere di altri autori (citiamo solo i nomi di Paolo Troubetzkoy e di Amedeo Bocchi), la cui presenza nelle collezioni civiche è legata al collezionismo locale fra Otto e primo Novecento.

Una sezione staccata del Museo è rappresentata dalla Scuola di disegno “Bottoli”, antica scuola d’arti e mestieri le cui collezioni consentono di documentare la storia della didattica artistica a Casalmaggiore dall’Ottocento e offrono significative testimonianze delle arti applicate all’artigianato e alle industrie locali. Questa sezione ha sede nel rinascimentale Palazzo Martinelli, a poche centinaia di metri dal Museo Diotti.

Il palazzo

Il Museo Diotti, nato nel 2007, è ubicato nel centro storico di Casal- maggiore, nei pressi del Duomo di Santo Stefano e del complesso monastico di Santa Chiara. L’edificio è un antico palazzo il cui aspetto neoclassico è dovuto all’architetto Fermo Zuccari che nel 1838 lo ha ristrutturato per conto del pittore Giuseppe Diotti (Casalmaggiore, 1779-1846). Insegnante e direttore dell’Accademia Carrara di Bergamo e importante interprete del Neoclassicismo, Diotti ha qui dimorato negli ultimi anni della sua vita, insediandovi il proprio studio e una notevole raccolta di stampe e dipinti ad uso degli allievi locali, raccolta aperta per la prima volta al pubblico nel 1865 dagli eredi dell’artista e in seguito dispersa. Anche nei nei successivi passaggi di proprietà ed adattamenti alle funzioni di asilo, collegio, scuola e biblioteca comunale, l’edificio ha mantenuto questa vocazione di luogo della formazione e della cultura senza modifiche sostanziali al proprio assetto architettonico-spaziale. Rispettando l’antica volontà del suo più illustre abitante e ripristinando l’aspetto di una dimora privata, il nuovo Museo Diotti intende proporsi non solo come una pinacoteca dell’Ottocento, ma anche come una casa-museo volta a ricostruire l’immagine dell’atelier e a restituire didatticamente il metodo di lavoro dell’artista. La Casa-atelier di Giuseppe Diotti occupa le otto stanze del piano nobile che affrontano per temi ogni aspetto dell’attività del pittore, con particolare riguardo al contesto in cui egli visse, operò e fece scuola. Come utile completamento di una pinacoteca cittadina, il percorso prosegue cronologicamente con la Galleria d’arte moderna che, nei due livelli dell’ala nord dell’edificio, raccoglie le opere più significative del Novecento di proprietà comunale o di recente donazione al museo. Il criterio di scelta degli artisti è legato soprattutto alla vocazione territoriale del museo, con l’intento di documentare gli sviluppi di una “scuola” locale e il suo intrecciarsi con le grandi vicende artistiche nazionali ed internazionali.

Percorso espositivo

Il Settecento a Casalmaggiore

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Anticamera a ponente

Sotto le spinte riformistiche dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa e del figlio Giuseppe II, Casalmaggiore, elevata nel 1754 al rango di città, vive una nuova stagione politica, sociale e culturale dove, accanto al potenziamento delle strutture educative ed assistenziali, si assiste al rifiorire delle arti e delle lettere attraverso i cerimoniali festivi, l’apertura di una scuola di disegno (1768), il teatro, la poesia, le passioni antiquarie e il gusto per l’antico.
Protagonisti del nuovo corso sono i benefattori, gli artefici, i poeti ed altri affiliati della Colonia Arcadica Eridania, i cui ritratti sono qui affiancati a quelli dei sovrani.
È in questo contesto che nel 1779 nasce Giuseppe Diotti.

La maggior parte dei dipinti qui esposti appartiene alla quadreria storica che la Fondazione Conte Busi Onlus ha concesso in deposito al Museo.












Il luogo e il personaggio

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Piccola cucina

In questo piccolo ambiente sono collocati alcuni “segni” della presenza di Giuseppe Diotti (nato a Casalmaggiore nel 1779) nella casa dove scelse di abitare negli ultimi anni.
Si trovano qui il busto marmoreo voluto dagli allievi, il fazzoletto di seta col Carme dedicatogli dalla Comunità quando decise di rientrare in patria dopo oltre trent’anni trascorsi come direttore e docente all’Accademia Carrara di Bergamo, e il progetto di ristrutturazione della facciata del palazzo affidato all’architetto Fermo Zuccari.















Maestri e committenti

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Salotto


In questa sala sono riunite alcune opere di Francesco Antonio Chiozzi, il primo pittore locale di formazione accademica che aprì a Casalmaggiore una scuola di disegno nel 1768 dove si formarono numerosi allievi, fra cui Paolo Araldi, a sua volta maestro di Giuseppe Diotti. Vi sono inoltre alcuni ritratti dei primi mecenati del Diotti che gli consentirono di compiere gli studi e di avviare la carriera, quali Giovanni Vicenza Ponzone e il cardinal Francesco Fontana. Due opere giovanili del Diotti, qui esposte, furono realizzate per il Vicenza Ponzone.




















La Formazione Accademica

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Camera delle stampe

Secondo le fonti una stanza del palazzo era originariamente “coperta” di stampe, cioè allestita con i criteri sette-ottocenteschi del collezionismo privato. Si è voluto riproporre in parte questo effetto riunendo disegni, stampe e gessi quali potevano trovarsi nell’atelier di un pittore d’inizio Ottocento. Oltre ad alcune opere che documentano la cultura visiva classicista che Diotti acquisì a Roma nel periodo del Pensionato artistico (1804-1809), sono qui presenti i due saggi pittorici che il pittore inviò da Roma all’Accademia di Brera, il Mosè e l’Adorazione dei pastori, concesse in deposito al museo dall’Accademia stessa.
















Il metodo di lavoro

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Camera da letto

Il rigoroso metodo di lavoro di Giuseppe Diotti viene documentato in questa stanza da studi prevalentemente disegnati di molte opere: dallo schizzo iniziale, che costituisce il momento ideativo, al modelletto dipinto, passando attraverso una serie di disegni d’assieme o parziali, volti ad approfondire singoli particolari anatomici, figure intere o panneggi. Da questi studi preparatori il pittore passava poi all’esecuzione dei cartoni a scala reale per gli affreschi o le grandi pale d’altare. È qui esposto il cartone della Consegna della chiavi a San Pietro per l’affresco del presbiterio del Duomo di Cremona, concesso in deposito dall’Accademia Carrara di Bergamo.

Il cartone
Il grande cartone del Diotti preparatorio per l'affresco del Duomo di Cremona, raffigurante Cristo che consegna le chiavi a San Pietro, è stato dato in deposito dall'Accademia Carrara di Bergamo. Nei confronti di quest'opera la Soprintendenza competente ha attuato, attingendo ai fondi ministeriali, una vera e propria operazione di pronto soccorso, salvandolo da una possibile rovina.
L'intervento era gravoso innanzitutto per le dimensioni monumentali dell'opera, per la fragilità del supporto, e per l'eterogeneità dei materiali da disegno. Una volta compiuto il lavoro, i fogli furono riassemblati e incollati su una tela tirata su telaio, rimasta esposta per decenni in un salone all'Accademia Carrara come materiale didattico.
L'intervento di restauro ha comportato una lunga e complessa operazione di smontaggio dal telaio originale, di rimozione delle colle e dei rinforzi in carta che tenevano insieme le varie parti, il trattamento dell'acidità delle diverse carte, la sutura dal retro di porzioni mancanti e la successiva ricomposizione del tutto su una nuova tela. Saggiamente, chi ha diretto il restauro, ha deciso di rispettare la natura originaria del cartone quale strumento di lavoro, perciò le carte non sono state uniformemente sbiancate, né sono state mascherate alcune imperfezioni nella sovrapposizione delle parti, perché sono segni evidenti che danno conto della storia del manufatto.

L'Atelier del Giuramento di Pontida

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Galleria dei quadri

In questa sala, la più grande della casa, Diotti teneva esposte, a beneficio degli ultimi allievi, le opere appartenenti alla sua collezione, ovvero 38 dipinti che, secondo le attribuzioni di allora, spaziavano da Poussin a Rubens, da Guercino a Veronese, Tiziano, Tintoretto, oltre ad alcuni autori contemporanei. Questa prima vocazione museale del palazzo fu rispettata da Lucia Diotti, nipote del pittore, che, dopo la morte dell’artista, aprì occasionalmente la collezione al pubblico. Dispersa la collezione originaria, oggi la sala si presta a ricostruire idealmente l’atelier dell’ultima impresa del Diotti, quella versione in grande del Giuramento di Pontida che – rimasta incompiuta alla sua morte nel 1846 – si trova ora nella Sala Consiliare del Municipio di Casalmaggiore. Studi di teste finalizzate al grande dipinto, nonché opere di quegli allievi che collaboravano col Maestro o ne frequentavano la casa, come Luigi Quarenghi e Felice Olivieri, oltre a stampe, libri e cimeli, sono qui contornate da ritratti di personaggi locali dipinti da Giovanni Bergamaschi o tradotti in busti scultorei da Pietro Civeri, il maggiore scultore casalasco dell’Ottocento.

Collezionismo fra '800 e '900

Casa - Atelier Giuseppe Diotti
Anticamera a levante


Questa piccola stanza è dedicata al collezionismo locale, orientato in modo uniforme su pittori e incisori parmigiani, quali Cletofonte Preti, Roberto Guastalla, Enrico Sartori, Paolo Toschi e Cecrope Barilli, che nel corso dell’Ottocento sono stati un punto di riferimento per gli artisti casalaschi. Alcuni dipinti e stampe che ne fanno parte sono temporaneamente collocati nei depositi del museo per far posto alla prestigiosa collezione privata di Pietro Mortara, distribuita anche nelle due sale seguenti, concessa in comodato dalla Fondazione Casa Leandra di Canneto sull’Oglio. Fra queste opere risulta documentata in modo significativo la prima e la tarda scapigliatura attraverso autori quali Tranquillo Cremona, Luigi Conconi e Giuseppe Maldarelli. Si segnala inoltre un pregevole acquarello di Gaetano Previati.

Il primo 900

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Camera da letto

Il passaggio al Novecento trova qui espressione attraverso le opere degli artisti che ebbero un ruolo nell’Esposizione Agricola e Industriale del 1910: il pittore e architetto Tommaso Aroldi (autore del manifesto litografico per l’Esposizione, principale esponente della schiera di decoratori che si stavano formando presso la Scuola di disegno Bottoli e che contribuirono al rinnovamento dell’immagine della città), lo scultore Carlo Cerati, i pittori Alessandro Mina e Amedeo Bocchi, il cui grande dipinto Sull’impalcatura (1906) dominava il padiglione delle Belle Arti. Quest’ultimo dipinto sintetizza al meglio le conquiste della pittura italiana del momento, dallo studio scientifico della luce e del colore alla scelta del tema impegnato (un giovane garzone intento a pulire i pennelli).
Il tondo col profilo di Carlo Cattaneo, galvanoplastica di Paolo Troubetzkoy, sul fronte della riproducibilità dell’opera d’arte, attesta una felice confluenza di pratica scultorea e scienza applicata.
Sono integrate nella collezione permanente, altri pregevoli dipinti della collezione Mortara, tra naturalismo e tardo divisionismo, di autori quali Leonardo Bazzaro, Baldassarre Longoni e Antonio Pasinetti.


Tra Novecento e Chiarismo

Galleria d'Arte Moderna

Vengono riunite in questa sala alcune opere esposte nel 1931 nella Mostra d’arte di Casalmaggiore, allora acquisite dall’Amministrazione Comunale.
Questa ed altre mostre erano legate alla promozione culturale degli anni del fascismo, attuata da un gruppo di studenti universitari che le organizzarono coinvolgendo pittori delle province limitrofe. Accanto ad autori casalaschi quali Goliardo Padova, Mario Beltrami e Aldo Mario Aroldi ( si erano definiti “I 3 del Novecento”) e Giuseppe Giacomo Gardani, troviamo infatti Biazzi, Nodari Pesenti, Sifola e Tegon. Alcune opere di Beltrami e Padova documentano il successivo legame di questi due autori con il Chiarismo milanese. Si tratta di pittori che ebbero un posto di rilievo nelle esposizioni regionali lombarde a Milano degli anni ’30, nel caso di Padova con un significativo avvicinamento a Corrente, movimento documentato in sala dalla presenza di un disegno di Arnaldo Badodi.
Sempre negli anni Trenta, la fortuna delle arti grafiche coinvolge molti artisti locali, ma trova in Aldo Mario Aroldi, xilografo e illustratore attivo soprattutto a Milano, la figura più rappresentativa qui documentata attraverso xilografie, libri e materiali di lavoro.
Altre significative opere della collezione Mortara, di autori quali Vittori, Tosi, Bernasconi, Gaudenzi e Corradi, oltre al novecentista busto in alluminio di Leandra Mortara, figlia del collezionista, opera dello scultore Michele Vedani, dialogano con la collezione permanente.

Rinascita delle Arti Grafiche

Galleria d'Arte Morderna

La xilografia godeva negli anni Trenta, in Italia, di una particolare fioritura.
Era praticata da una cerchia ristretta di artisti, accomunati non tanto dall'adesione a una corrente stilistica, quanto piuttosto dal possesso e dalla pratica di una tecnica difficile e laboriosa; oltre che dall'amore per il libro, a cui spesso l'incisione xilografica era destinata. La loro produzione era diffusa soprattutto da alcuni editori specializzati nella cosiddetta editio picta, quali Cesare Ratta ed Ettore Cozzani. D'altra parte, anche Casalmaggiore era diventata, in quegli anni, punto di convergenza di studi ed esperienze artistiche sull'incisoria. Qui, l'insegnante Arnoldo Bonorandi stava realizzando, presso la Scuola di disegno "Bottoli", una pregevole raccolta bibliografica e di incisioni originali, incentivando donazioni sia di giovani artisti sia di maestri del genere, come Adolfo de Carolis.
Alla xilografia, in cui si specializzò con successo soprattutto Aldo Mario Aroldi, si dedicarono anche Mario Beltrami e Goliardo Padova.









Paesaggi Padani e Autoritratti

Galleria d'Arte Moderna anni '50 '70

I paesaggi (della campagna e soprattutto del Po) e gli autoritratti sono i due filoni attraverso cui il museo ha scelto di documentare la produzione dei suoi maggiori artisti fra gli anni fra gli anni del secondo dopoguerra e gli anni’70 del Novecento. Alcuni, come Beltrami e Padova, che erano già stati attivi nei decenni precedenti, in queste opere mostrano l’evoluzione della loro pittura e il loro modo completamente diverso di interpretare la natura e il fiume, più romantico per Beltrami, mentre per Padova, anche a seguito del trauma della deportazione, viene reso attraverso una materia turbata e sconvolta. Altri, quali Tino Aroldi e Gianfranco Manara, si affacciano in questi anni sulla scena pittorica. Di Aroldi sono presenti qui alcune opere del primo periodo (gli anni della partecipazione al Premio Suzzara) in cui il paesaggio è plasmato dal lavoro dell’uomo, sia nei campi che nell’industria. In Manara il tema del paesaggio e quello del pittore nello studio trovano uno sviluppo parallelo, anche se trattati l’uno con un occhio più sereno e quasi impressionista e l’altro in modo più sofferto e introspettivo.
Si segnala inoltre la presenza di due grandi bronzi dello scultore Ercole Priori e di una scultura in ceramica di Sandro Cherchi.



Tino Aroldi

Galleria d'Arte Moderna

Una sala è interamente dedicata a Tino Aroldi e riunisce oltre trenta opere sul tema del paesaggio e del fiume, donate nel 2007 al museo dalla sorella Carla. Lo studio del paesaggio si approfondisce attraverso ricerche sulla forma resa con pochi tratti essenziali, sulla luce, sul colore locale e sui toni, sempre più raffinati. I risultati più alti vengono raggiunti negli ultimi dipinti del 1997: accanto al paesaggio reale si è ormai costituito nella sua pittura un paesaggio ideale, totalmente interiorizzato, ma più vero e universale dell’altro, di cui ha finalmente captato l’essenza segreta, la forma.

Forme diverse dell'Astrazione

Galleria d'Arte Moderna

La parte più strettamente contemporanea del museo riunisce le opere che il Comune di Casalmaggiore ha acquisito in occasione delle mostre realizzate dalla prima metà degli anni ’90 ad oggi. In questo primo spazio l’artista maggiormente rappresentata, grazie alla consistente donazione di dipinti e soprattutto di grafica pervenuta al Comune, è la milanese Elena Mezzadra. La sua opera si distingue per raffinate ricerche spaziali affidate all’intersecarsi di piani cromatici non costretti in rigide geometrie ma fluttuanti e sfocati nella luce.
Accanto alla Mezzadra, alcune opere pittoriche o grafiche di celebri maestri italiani, quali Arturo Bonfanti, Giovanni Korompay, Enrico Della Torre e Vittorio Magnani, declinano in modi altrettanto personali il linguaggio dell’astrazione.

Realismo Esistenziale

Galleria d'Arte Moderna

Mentre trionfavano anche in Italia, negli anni Cinquanta, le ricerche che escludevano la rappresentazione della figura umana, quest'ultima venne strenuamente difesa da un gruppo di artisti milanesi che diedero vita al cosiddetto Realismo esistenziale: Mino Cerretti, Bepi Romagnoni, Giuseppe Guerreschi, Tino Vaglieri, Giuseppe Banchieri, Floriano Bodini e Gianfranco Ferroni, la cui produzione è documentata presso il Museo Diotti da un nucleo di opere provenienti per lo più dalla collezione del sociologo Danilo Montaldi. Si tratta di artisti accomunati dall’adozione di un linguaggio crudo, impietoso, che si richiama in parte all’espressionismo tedesco, quale strumento di testimonianza e reazione, in presa diretta, ai fatti di cronaca più dolorosi di quegli anni, come l'emigrazione dalle campagne e dal Sud, l'esplosione delle periferie urbane, la tragedia dei minatori di Marcinelle o l'invasione sovietica dell'Ungheria.

Archivio del Contemporaneo

Le più recenti acquisizioni del Museo Diotti, trovano collocazione parte nel bookshop, parte nell’ingresso e soprattutto nella Sala didattica.
Si segnalano in particolare i dipinti di Giancarlo Bargoni, Luiso Sturla, Peter Casagrande, Stefanie Hoellering, che documentano l’attività espositiva realizzata a Casalmaggiore dalla delegazione locale dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei musei mantovani, le opere di Giuliano Pescaroli, Matteo Bergamasco, Gianna Zanafredi, Danilo Aroldi, Chiara Federici, le fotografie di Antonella Pizzamiglio e di Guglielmo Pigozzi, oltre alle sculture di Brunivo Buttarelli, Italo Lanfredini, Marco Lodola e Giorgio Tentolini.
Si segnalano infine alcuni dipinti di Franco Rossari, il bibliotecario che è stato l’ultimo abitante della casa di Giuseppe Diotti. Qui si era ricavato uno spazio dove dipingeva nei momenti liberi, mentre le sale di lettura della biblioteca erano il naturale luogo espositivo in un singolare allestimento che affiancava ai libri cimeli storici, piante grasse e gli oggetti più svariati. A Rossari, al cui gusto e alla cui sensibilità si deve la conservazione di tanti dipinti, documenti e reperti, il museo ha dedicato il suo Spazio per le esposizioni temporanee.







Lo studio di Goliardo Padova

Percorso degli Atelier - Atelier del pittore

Goliardo Padova (Casalmaggiore, 1909 – Parma, 1979) è stato un protagonista del Chiarismo milanese negli anni Trenta e un interprete originale, nel secondo dopoguerra, del naturalismo informale.
Nel corso della sua vicenda artistica Padova ha cambiato diversi atelier, l’ultimo dei quali, conservato sino al 2009 nella casa di Tizzano (sulle colline parmensi), ne ha sedimentato gran parte degli attrezzi e dei materiali, ora allestiti in questo ambiente in seguito alle donazioni del figlio Florenzio (2009) e del nipote Leonardo (2011). Dell’atelier del periodo milanese (1930-1942) situato presso Città Studi, quando l’attività di Padova, prima come studente e poi come insegnante di grafica pubblicitaria, gravitava a Brera, possiamo riconoscere il vecchio tavolo da disegno con piano reclinabile, antenato dei moderni tecnigrafi, nonché alcune valigette in legno per i colori. In una di queste ritroviamo gli strumenti per l’incisione xilografica, tecnica da lui praticata quando era allievo di Disertori e qui documentata dai Tre manichini in movimento.

Dopo la cesura della guerra, il trauma della prigionia in Germania e la successiva lunga crisi esistenziale ed artistica - interrotta solo dalla singolare decorazione di un pollaio razionale annesso alla sua dimora casalasca - Padova riprende pienamente a dipingere nella sua casa di Casalmaggiore, nella quale lo studio è emblematicamente installato in cima a una torretta. Pur non praticando la pittura en plein air, negli anni di Casalmaggiore Padova osserva con attenzione la natura che lo circonda (in particolare le lanche e le terre di golena), eseguendo sur le motif innumerevoli disegni in cui annota con precisione le impressioni cromatiche che poi in studio verranno puntualmente trasposte sulla tela. A quegli anni possiamo far risalire probabilmente il cavalletto da studio ed altri oggetti della casa, mentre risale a un’epoca forse anteriore il cavalletto portatile per esterni, in tutto simile a quello utilizzato alla fine dell’Ottocento dagli impressionisti e immortalato nella sequenza che ritrae il pittore presso una lanca del Po nel film Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci (1963).
Nel 1962 abitazione e studio sono trasferiti a Parma in una fase contrassegnata dall’accoglienza favorevole della critica e da un discreto successo commerciale. Le primitive tavole di compensato degli anni del chiarismo sono ormai sostituite da tele di buona fabbricazione; ai ripiani di fortuna dove appoggiare tavolozza e colori, subentra una professionale cassettiera della ditta Maimeri di Milano, che qui ritroviamo come è stata lasciata, cioè ricolma di tubetti di colore ad olio di ottima qualità nelle gamme preferite, una riserva pronta per le tele che il pittore immaginava ancora di poter dipingere. Tali materiali in seguito furono trasferiti a Tizzano, in una dimora che il pittore ha interamente rimodellato, all’esterno e all’interno, postazione a lui molto cara da cui osservava le colline, i pagliai, i nidi degli uccelli, il lavorio degli insetti, ovvero quelli che negli stessi anni (1963-1977) erano diventati i principali temi della sua pittura.
Rendono più intima e viva l’immagine dell’atelier qui ricostruito la presenza della vestaglia da lavoro del pittore e il suo cappello appesi a un attaccapanni disegnato da Padova medesimo, alcuni oggetti d’affezione, i ritratti del figlio Florenzio, della madre Nanda e del padre Rienzo. Dalla ricca collezione di Rienzo provengono le litografie satiriche di Melchiorre Delfico (dono di Fiammetta Padova, figlia di Goilardo), ma la parte forse più preziosa dello studio è costituita dalla biblioteca e dall’archivio (di cui una selezione è esposta nei ripiani della libreria), che aprono uno spaccato sulla cultura famigliare (una famiglia di tradizioni e fede prima garibaldina, poi socialista), fra le precoci letture etnografiche di Rienzo e i più marcati interessi artistici di Goliardo.

La pittura murale di Palmiro Vezzoni

Percorso degli Atelier - Atelier d'Arte Sacra

Palmiro Vezzoni (Rivarolo del Re, 1908 – 1997) è il pittore più rappresentativo del territorio casalasco nel campo della grande decorazione e dell’arte sacra.
Formatosi sotto la guida dei pittori Ambrogio Alciati, Giuseppe Palanti e Aldo Carpi all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano ha frequentato pure i corsi artistici della scuola del Castello Sforzesco, approfondendo la tecnica dell’affresco.
L’inizio della sua attività professionale negli anni Quaranta è legato alla decorazione e al restauro di chiese del territorio, ma è soprattutto nel secondo dopoguerra che riceve numerose commissioni per cicli di affreschi e imprese decorative in diverse chiese della diocesi di Cremona, quali quelle di Ardole San Marino, Quattrocase, Scandolara Ravara, Rivarolo del Re, Casaletto e Cizzolo. Artista di profonda fede e amico di don Primo Mazzolari, Palmiro Vezzoni affronta i temi sacri attraverso immagini chiare che fanno tesoro dell’esempio della grande decorazione (fra gli autori guardati con interesse va segnalato Tiepolo) per sviluppare un racconto visivo di sicura efficacia e presa emotiva.
La parte più propriamente ornamentale del suo lavoro asseconda ed interpreta con sensibilità i caratteri e lo stile architettonico delle chiese su cui interviene.
Oltre i confini locali, la sua attività tocca località più lontane quali San Colombano, Carrara e alcuni centri della diocesi bresciana. Alla pittura sacra inoltre Vezzoni affianca una pittura di genere o di natura morta (alcuni esempi si conservano in questo museo), con intento decorativo di dimore private, come nella villa Brunelli Bonetti di Rivarolo del Re. Nel 1963 esegue, tra l’altro, gli affreschi del salone centrale della Direzione Provinciale delle Poste e delle telecomunicazioni di Cremona.
Palmiro Vezzoni ebbe il suo primo studio nella torre della Todeschina, una dimora signorile con grande corte rustica situata all’ingresso di Rivarolo del Re. Il luogo, da lui abitato con la propria famiglia, è ritratto in alcuni oli conservati in questo museo, raffiguranti scorci della torre merlata e l’interno della stalla. Successivamente acquistò la vicina Colonia elioterapica, architettura razionalista realizzata dopo il 1936 su progetto dall’ing. Carlo Gaudenzi per volontà di Clemente Giuseppe Longari Ponzone. L’edificio, da tempo in disuso, venne riadattato dal pittore e trasformato in un’elegante dimora. Qui, sfruttando sapientemente un’infilata di stanze comunicanti, vi sistemò lo studiolo-archivio, l’atelier-laboratorio, il magazzino delle tele e delle cornici, utilizzando il vasto e luminoso refettorio semicircolare come uno spazio espositivo-museale di grande suggestione. Nella parte alta delle pareti ricurve sistemò i grandi cartoni, sotto ai quali appese i numerosi bozzetti e studi d’assieme per le decorazioni realizzate in molte chiese del circondario, mentre in primo piano, su entrambi i lati, aveva disposto sui cavalletti i quadri ad olio (paesaggi e nature morte) in un allestimento che consentiva di ripercorrere tutta la sua storia d’artista. Dopo la vendita della casa e lo smantellamento dello studio, una parte significativa dei cartoni, dei bozzetti e dei diversi materiali e attrezzi dell’atelier, è stata donata nel 2007 al Museo dalle figlie dell’artista, Maria e Luisa Vezzoni.
Nell’allestimento di questa sala si è cercato in parte di riproporre una suggestione visiva analoga a quella dello studio di Rivarolo, impaginando le opere secondo un filo logico che consente di seguire il suo metodo di lavoro: qui, oltre ai cartoni per gli affreschi, ai modelletti di singole scene e ai progetti decorativi d’assieme, ritroviamo alcuni degli oggetti più tipici, fra cui il monumentale cavalletto, la tavolozza e gli strumenti del disegno.

Materiali e tecniche di Ercole Priori

Percorso degli Atelier -  Atelier dello scultore

Ercole Priori (San Daniele Po, 1918 – Cremona, 2011), rappresentativo scultore del ’900 cremonese, coltiva la sua precoce passione artistica nelle scuole operaie di disegno (a Casalmaggiore presso la Scuola “Bottoli” e a Cremona nell’Istituto Ala Ponzone), imparando poi il mestiere dello scultore nella mitica bottega romana dello zio Alceo Dossena, uno dei più abili imitatori della statuaria antica e moderna, prematuramente scomparso nel 1937.
Per Priori, partito nel 1941 per la campagna di Russia, la guerra rappresenta una brusca cesura nell’attività, un evento fortemente traumatico che lascerà una traccia profonda e persistente nelle opere degli anni a venire. Educato al bel disegno e alla conchiusa classica perfezione della scultura antica, Priori vive drammaticamente lo iato fra quanto ha imparato e la nuova urgenza espressiva che trova il suo linguaggio nelle scomposizioni formali, nelle frantumazioni e nelle deformazioni delle avanguardie del XX secolo, da Picasso in poi, o talvolta a ritroso sino a risalire al Goya più cupo e pessimista.

Tuttavia nelle opere prodotte nel dopoguerra e nei decenni successivi, tanto nei marmi e nei bronzi per i numerosi monumenti sepolcrali, quanto nelle più intime sculture in terracotta o in legno, vi era spazio anche per una visione più umanistica, per uno sguardo tutto compreso dalla bellezza e sensualità femminile, per la commozione di fronte al mistero della vita e della maternità, come si può notare in alcune sculture qui esposte. Riflessi, forse, della riconquistata serenità grazie agli affetti famigliari, cui si aggiunge presto la fratellanza di una più estesa famiglia artistica, ovvero quel sodalizio di cui sarà il principale animatore, spesso insieme con l’amico pittore casalasco Tino Aroldi, fra tante mostre collettive, discussioni e battaglie per l’arte.
Priori vive allora una sua stagione pubblica che lo vede affrontare impegnative opere monumentali anche fuori Cremona e realizzare numerose medaglie commemorative prodotte dalla Johnson di Milano, coltivando parallelamente la pittura: grazie a questa pratica lascia il meglio di sé come scultore nei bassorilievi in cui trova la più compiuta espressione il suo instancabile bisogno di narrare, di raccontare storie, come farà negli ultimi anni di vita con la matita e la penna nei suoi innumerevoli diari, uno dei quali è qui esposto in fac-simile.

Ercole Priori ha praticato tutte le tecniche scultoree tradizionali (intaglio della pietra e del legno, fusione bronzea, terracotta, calco e modellazione diretta del gesso), come appare chiaramente documentato da opere, materiali e attrezzi del suo studio, ora parte dell’allestimento di questa sala, grazie alla donazione della figlia Tiziana (2011). Per tale ragione la ricostruzione ideale e ordinata dell’atelier Priori, necessariamente differente dalla sua caotica immagine reale (qui documentata da alcune fotografie), acquista un valore aggiunto nella sua evidenza didattica. Se si considera poi che l’arco dell’attività dell’artista abbraccia quasi un secolo, si comprende come di tali tecniche scultoree l’atelier Priori possa documentare tanto la pratica antica (magari con qualche attrezzo proveniente dalla bottega romana del Dossena), quanto l’evoluzione più meccanizzata costituita da trapani e frese elettriche.
Nel dopoguerra Priori teneva il proprio laboratorio di scultura a Cremona, in una casa a corte dove spesso radunava gli amici artisti. È lì, in un ambiente antico, certamente umido e dalle pareti scrostate, che ha realizzato le sue principali sculture, come si può vedere da alcune vecchie fotografie. Nel successivo studio di via Buoso da Dovara, quello utilizzato sino agli ultimi tempi, ricavato in una cantina proprio sotto il suo appartamento e collegato da un’interna scala a chiocciola, lo spazio è suddiviso in due ambienti: uno dedicato alla lavorazione, con specifiche zone per il deposito di materiali come l’argilla o i marmi, pur nella sovrapposizione di funzioni operative e di relativi attrezzi; l’altro dedicato all’esposizione e all’archiviazione delle sculture stesse, le più grandi collocate su basamenti o cavalletti, le più piccole su scaffalature, frammiste a modelli di studio, ovvero calchi in gesso di celebri capolavori classici o rinascimentali, di modelli anatomici e di reperti geologici e naturalistici su cui Priori, come apprendiamo dai suoi scritti, esercitava l’immaginazione.

Il giardino

Il giardino del Museo è uno spazio che attrae la curiosità dei visitatori quando lo scorgono entrando dal portone d'ingresso o visitando le esposizioni temporanee allestite nello Spazio Rossari che si affaccia su di esso. E' apprezzato dagli artisti che qui hanno esposto e installatole proprie creazioni e soprattutto è notato dai bambini che in ogni stagione si mostrano sempre desiderosi di esplorarlo e di corrervi liberamente: il giardino – con la sua quercia, il melograno e il giuggiolo – è così diventato il punto di partenza per lo svolgersi di attività legate alla sperimentazione del colore verde.

Scuola di disegno "G. Bottoli"

STORIA

Sorta dopo l’Unità d’Italia dalla trasformazione di una piccola accademia locale settecentesca, la Scuola di disegno “Giuseppe Bottoli” rappresenta oggi, con le sue cospicue raccolte didattiche, una sezione staccata del Museo Diotti. Il ruolo storico della Scuola – intitolata all’insegnante che la diresse alla fine dell’Ottocento e che ne divenne benefattore – fu però quello della formazione artistica e professionale di operai e artigiani attraverso lo strumento essenziale del disegno, primo livello di un tirocinio poi proseguito nelle botteghe o nelle industrie manifatturiere locali e in qualche caso fortunato approdato a una vera e propria carriera artistica.
Il periodo aureo della Scuola si ebbe agli inizi del Novecento quando, sotto la direzione del pittore e architetto Tommaso Aroldi, essa era frequentata da quasi duecento allievi, divenendo così la palestra di quei decoratori che intorno al 1910, anno dell’Esposizione Agricola-Industriale di Casalmaggiore, cambiarono il volto della città e degli interni delle case.
Tra gli anni ’20 e ’40, con la direzione di Arnoldo Bonorandi, la didattica della Scuola Bottoli cambiò sensibilmente: non si copiavano più solo ordini classici e gessi o le tavole litografiche sullo stile floreale, ma si apprendevano i primi rudimenti di meccanica, con un’attenzione più precisa al mondo industriale: è soprattutto in questi anni che è più forte il legame con le Fabbriche Riunite Placcato Oro e con la fabbrica di terraglie Zanibelli che sostenevano anche finanziariamente l’istituzione e creavano una filiera diretta fra scuola e industria.
Le trasformazioni dell’insegnamento e dell’industria si fecero però incalzanti nel secondo dopoguerra, cominciando a decretare la fine della Scuola: l’attrezzatura didattica era obsoleta rispetto a quella dei laboratori delle scuole tecniche pubbliche e, d’altra parte, le attività prima svolte a livello artigianale ora venivano assorbite nei processi meccanizzati e seriali della produzione industriale che potevano prescindere dall’abilità manuale affinata con l’esercizio del disegno. Fallito anche il tentativo del pittore Goliardo Padova – docente della Scuola negli anni Cinquanta – di avviare un insegnamento di grafica pubblicitaria e di design, gli ultimi docenti preferirono puntare al recupero di attività artigianali, soprattutto nel campo della lavorazione del legno.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

EDIFICIO

La scuola di disegno ha sede dal 1930 nel Palazzo Martinelli, un pregevole palazzetto del primo Cinquecento. Il recente restauro, realizzato nel 2014 col contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito del Distretto Culturale della provincia di Cremona, ha consentito il recupero di una delle più antiche dimore civili di Casalmaggiore che presenta tratti architettonici d’ascendenza bramantesca. Il portale e la facciata rivelano il rigoroso rispetto delle proporzioni geometriche; la facciata, in particolare, risultava in origine inscrivibile originariamente entro un quadrato e solo nel Settecento essa fu rialzata con l’aggiunta di un sottotetto. Fino agli anni ’30 del Novecento nella fascia marcapiano della facciata era visibile un’iscrizione in latino che, oltre a recare una data di riferimento per la storia del palazzo (1501), evidenziava il carattere colto della committenza, aggiornata rispetto alla cultura umanistica e architettonica del periodo. Committente del palazzo fu probabilmente un esponente della famiglia Mattei, a cui risale lo stemma lapideo esposto nell’atrio, sopra il portone di accesso al cortile. Particolarmente interessanti il bel portale d’accesso e la facciata interna sul cortile, con resti di un’antica loggia (oggi tamponata) arricchita da affreschi e decorazioni fittili.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

COLLEZIONI
La storia didattica dell’istituzione è ancora palpabile attraverso la ricostruzione dell’aula scolastica, col recupero dei banchi da disegno ottocenteschi e della ricca gipsoteca e con l’esposizione di modelli e prove didattiche. In questo luogo di studio e di lavoro, copiando le tavole dell’Albertolli, i calchi degli ornati classici e i repertori degli stili del passato, molte generazioni di falegnami, fabbri, muratori e decoratori nel corso dell’Ottocento trassero un campionario di forme da impiegare nel loro lavoro. Altri nuclei delle raccolte sono rappresentati dalle collezioni che documentano l’attività e le produzioni delle principali industrie artistiche locali. Una sala è dedicata all’arte della stampa e sviluppa il tema della storia della tipografia casalasca: qui sono esposti un antico torchio, svariati campionari di caratteri in legno e in piombo, alcuni attrezzi di un’antica legatoria e una selezione delle raccolte xilografiche e calcografiche della Scuola. Sono poi presenti testimonianze dell’antica industria vetraria, della ceramica, della bigiotteria e del laterizio.
E’ stato infine ricostruito presso la Scuola l’ottocentesco Gabinetto di Fisica e Scienze Naturali delle scuole cittadine.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

CORSI

Esaurita la sua funzione storica, la Scuola Bottoli è oggi preposta ad una più ampia formazione, sempre comunque nel solco della sua tradizione di scuola d’arti e mestieri. Oltre alle attività laboratoriali per le scolaresche – ispirate alle collezioni conservate - la Scuola infatti propone una serie di corsi di carattere amatoriale per adulti che implicano l’esercizio della manualità, come l’intaglio del legno, il restauro di mobili, la decorazione, la lavorazione del vetro. I corsi si tengono prevalentemente in orario serale oppure di sabato. Per informazioni e iscrizioni è necessario contattare la segreteria del Museo Diotti.

Donazioni



Albo donatori

La creazione del Museo ha determinato una crescente fiducia nel suo ruolo di tutela, conservazione e valorizzazione, tale da indurre la donazione non solo di singole opere, ma di interi fondi che hanno contribuito ad arricchire le collezioni negli ambiti che più appartengono alla mission del Museo. Di questo siamo molto grati a tutti i donatori.

Le donazioni e i lasciti ereditari, l’intraprendenza di associazioni di Amici di musei, le sponsorizzazioni e le sottoscrizioni popolari sono molto importanti per la crescita del Museo, ad integrazione delle risorse pubbliche. La sensibilità del territorio può esprimersi in forma tempestiva e costruttiva soprattutto laddove siano segnalate sul mercato opere importanti per la loro connessione locale.
Di notevole importanza è anche l’istituto del deposito che consente ai titolari, enti pubblici o privati, di mantenere la titolarità dei beni concessi in comodato e resi in questo modo fruibili al pubblico. Fra gli enti che hanno concesso in deposito nuclei di opere al Museo ricordiamo la Fondazione Conte Busi onlus di Casalmaggiore , l’ASP Casa Leandra di Canneto sull’Oglio, il Comune di Bergamo – Accademia Carrara, l’azienda sanitaria Locale della provincia di Cremona e l’Accademia di Belle Arti di Brera.

2016
Angela e Paola Fiorattini - Casteldidone/Piadena
Ruggero Maggi - Milano
Cesare Mazzini - Casalmaggiore
Tiziana Priori - Milano
Stefano Schiroli - Casalmaggiore

2015
Claudia Mori - Agoiolo di Casalmaggiore
Guglielmo Pigozzi - Viadana
 
2014
Josita Bravi - Casalmaggiore
Marco Lodola - Pavia
Giuliano Pescaroli - Sala Baganza
Antonella Pizzamiglio - Casalmaggiore
Tiziana Priori - Milano
Giorgio Volta - Legnago
Stefano Orlandi - Casalmaggiore
Paolo Orsini - Casalmaggiore
Tipografia Fazzi & C. - Casalmaggiore
Ombretta Vecchini - Casalmaggiore
 
2013
Corrado, Maurizio e Piermarco Aroldi - Milano
Armando Chitolina - Casalmaggiore
Mario Cipriani - Parma
Gianpaola e Luigi Mazzani - Varese
 
2012
Brunivo Buttarelli (con pubblica sottoscrizione)
Maurizio Coppiardi ed Enrica Cadario - Cremona
Francesco Favagrossa - Casalmaggiore
Chiara Federici - Casalmaggiore
Gianfranco Fiameni e Anna Cesari - Cremona
Ruggero Maggi - Milano
Gabriella Montaldi-Seelhorst - Amburgo
Ersilia Monti - Milano
Fiammetta Padova - Milano
Francesco Vitale - Casalmaggiore
Gianna Zanafredi – Casalmaggiore
 
2011
Gianluca Ferrari - Casalmaggiore
Tiziana Priori - Milano
Leonardo Padova - Parma
Fiammetta Padova - Milano
 
2010
Leida Avigni - Martignana
Giordana Guareschi Bocchi - Casalmaggiore
Corrado, Maurizio e Piermarco Aroldi - Milano
 
2009
Maurizio Coppiardi - Cremona
Ombretta Vecchini - Casalmaggiore
Elena Mezzadra - Milano
Kramer Moggia - Casalmaggiore
Franco Piccoli - Colorno
Bianca Maria Prosperi Aroldi - Milano
 
2008
Florenzio Padova -Tizzano Val Parma
Giorgio Tentolini - Casalmaggiore
Piero Del Giudice - Milano
Italo Lanfredini - Commessaggio
Ercole Priori - Cremona
Emanuela, Gianna e Nadia Zanafredi - Casalmaggiore
 
2007
Giordana Guareschi Bocchi - Casalmaggiore
Laura Locci - Milano
Elena Mezzadra - Milano
Florenzio Padova - Tizzano Val Parma
 
In vista dell’allestimento del Museo
Carla Aroldi - Casalmaggiore
Vincenzo Balena - Milano
Giancarlo Bargoni - Castell’Arquato
Matteo Bergamasco - Milano
Maria Giovanna Brovetto Rondo Manara - Milano
Peter Casagrande - Maitenbeth (Baviera)
Marisa Coppini - Campitello
Lia e Primo Ferrari - Casalmaggiore
Giuseppe e Lucia Mainoldi - Cremona/Casalmaggiore
Elena Mezzadra - Milano
Giovanni Poggi - Albisola
Gilda Rossari e Alessandro Osti - Casalmaggiore
Luiso Sturla - Chiavari
Luisa e Maria Vezzoni - Rivarolo del Re

Eventi

Eventi in programma

ISCRIZIONI "ARTE PER GIOCO"  corso 2017
Sono già aperte le iscrizioni per l'edizione 2017 dell'Arte per Gioco, il corso del sabato pomeriggio per i ragazzi dai  6 ai 10 anni che avrà inizio il prossimo 11 febbraio.
Le date degli otto incontri saranno:
11 e 25 febbraio, 11 e 25 marzo, 8 e 22 aprile, 6 e 20 maggio.

Media

Gallery


Marc'Antonio Ghislina

olio su tela

San Pietro
prima metà del XVIII secolo



Giuseppe Diotti

Olio su tela

Ritratto di Giovanni Vicenza Ponzone
inizio del XIX secolo
Deposito Fondazione Conti Busi Onlus




Antonio Canova

calco in gesso

Testa autoritratto
1812



Paolo Araldi

olio su tela

(su disegno di Giuseppe Diotti)
Ritratto del Cardinale Francesco Fontana
1816

Giuseppe Diotti

Matita su carta

Nudo virile
Studio per la figura del santo per la Decollazione di San Giovanni Battista
1823

Giuseppe Diotti

Carboncino e gessetto bianco su carta

Studio di mano
1836-1840 ca.


Luigi Quarenghi

 Olio su tela

Ritratto del canonico Giovanni Fontana
1840

Tranquillo Cremona

Olio su cartoncino

Testa di bambina
Deposito Collezione Mortara
1873

Silvio Monti

Marmo

Busto di Giuseppe Diotti
(da G.B.Comolli)
1886





Giuseppe Diotti

Olio su tela

Studio di teste per il Giuramento di Pontida
1845-46



Amedeo Bocchi

Olio su tela

Sull'impalcatura
1906

Carlo Cerati

Marmo

Ritratto di ignoto
1907

Pubblicazioni

Vengono qui riportate tutte le pubblicazioni disponibili presso il bookshop del Museo e riguardanti il Museo stesso, gli artisti in esso presenti e le varie mostre realizzate. Si trovano anche pubblicazioni relative, più in generale, alla storia e all’arte di Casalmaggiore.

Nella maggior parte dei casi si tratta di edizioni “Biblioteca Mortara” (link al catalogo pdf) del Comune di Casalmaggiore che potrete richiedere con la seguente procedura:

• contattate la segreteria del Museo telefonicamente o via mail per verificare l’effettiva disponibilità del volume per la spedizione e il costo;

•effettuate il pagamento attraverso un bonifico bancario intestato a:

Tesoreria del Comune di Casalmaggiore

Banco Popolare, filiale di Casalmaggiore

IBAN IT48U0503456746000000214636

oppure versate la somma sul conto corrente postale n.11894268 intestato a Comune di Casalmaggiore - Servizio Tesoreria

• inviate via mail (info@museodiotti.it) o fax (0375 200251) copia della ricevuta del pagamento precisando il vostro nome, cognome e indirizzo postale completo.

La spedizione sarà effettuata dal Museo per posta ordinaria entro 5 giorni dal ricevimento dell’ordine (a richiesta - e con costi a carico del richiedente - potranno essere utilizzate modalità diverse di spedizione).

Ricordiamo che le nostre pubblicazioni possono essere acquistate anche attraverso i maggiori distributori librari on-line, alle condizioni da essi praticate.

 

Per Musei, Biblioteche, Enti

Siamo disponibili a concordare scambi librari relativamente agli ambiti d’interesse del Museo.

 

2016 


STUPOR MUNDI

Riflessi del Sol Levante, sulla via italiana della seta

a cura di Valter Rosa

Testi di Vittorio Rizzi, Giuseppe Romanetti e Valter Rosa

ISBN 978-88-88087-51-1


COLPIRE NEL SEGNO

un secolo di grafica pubblicitaria nella bassa

Testi Lucia Miodini

Fotografie Antonella Pizzamiglio

Grafica Armando Chitolina

ISBN 978-88-88087-50-4



2015

 

I meloni, la lince, le zanzare

MARTINO FIORATTINI

visionario padano

Testo di Bianca Tosatti.

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 31 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2015, 47 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-49-8]

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GIUSEPPE CHIARI

Quit classic music

A cura di Anna Vergine e Gabriele Fallini. Con un testo di Vittorio Rizzi.

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 20 giugno al 26 luglio 2015

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2015, 64 p., € 15

[ISBN 978-88-88087-48-1]

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ITALO LANFREDINI

Spaesamenti

A cura di Marina Travagliati e Marco Orlandi

Catalogo della mostra diffusa “Spaesamenti” organizzata dall’Associazione Amici di Casalmaggiore

e tenutasi a Casalmaggiore e Sabbioneta dal 23 maggio al 27 settembre 2015

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2015, 84 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-47-4]

 

 

2014

 

CASALMAGGIORE CONTEMPORANEA

L’arte, lo spazio, il tempo

A cura di Giuseppe Pannini;

testi di Brunivo Buttarelli, Marzio Dell’Acqua, Giuseppe Pannini, Natalia Vecchia

Catalogo della rassegna “Brunivo Buttarelli and Friends”

tenutasi a Casalmaggiore e Vicoboneghisio dal 6 settembre 2014 al 5 ottobre 2014

Mantova 2014, 168 p., € 10

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GIUSEPPE PEZZANI

A cura di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 6 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2014, 38 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-46-7]

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2013

 

GIULIANO PESCAROLI

Lo sguardo di Orfeo

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 14 settembre al 13 ottobre 2013

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2013, 107 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-43-6]

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IL PAESAGGIO CHE MI FU RUBATO

Trasformazioni, sottrazioni e restituzioni fra pittura e fotografia

Testi e fotocronache di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 26 ottobre all’8 dicembre 2013

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2013, 47 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-44-3]

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IL QUADRO COME ENIGMA

Renzo Gipèn Federici

A cura di Piero Del Giudice

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 1° giugno al 23 luglio 2013

Arti Grafiche Veladini, Lugano 2013, 152 p., € 15

[ISBN 978-88-7922-111-5]

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LODOLA. GOLDEN LIGHT

A cura di Anna Vergine e Gabriele Falini;

testi di Anna Vergine, Gabriele Fallini, Luca Beatrice, Red Ronnie, Vittorio Sgarbi

Catalogo della mostra “Lodola. Golden light”

tenutasi al Museo Diotti dal 14 dicembre 2013 al 2 febbraio 2014

Arti Grafiche Castello, Viadana 2013, 61 p., € 10

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MUSEO DIOTTI

Guida creativa alle raccolte d’arte

Testi di Roberta Ronda e Luisa Zanacchi

Guida alle raccolte e ai servizi educativi del Museo Diotti per avvicinare le giovani generazioni al patrimonio artistico

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2013, 202 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-42-9]

 

 

2012

 

ANTONELLA PIZZAMIGLIO

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Testi di Brenda Bacigalupo, Roberto Mutti, Claudio Silla

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 24 marzo al 5 maggio 2013

Arti Grafiche Castello, Viadana 2012, 29 p., € 10

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GIANNA ZANAFREDI

Un’arte altra. Metamorfosi, mutazioni, paesaggi

A cura di Piero Del Giudice

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 26 maggio al 1° luglio 2012

Galleria d’Arte La Colomba, Lugano 2012, 85 p.

ESAURITO

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INFINITI PIANI

Danilo Montaldi, il Realismo esistenziale e gli artisti della “Botti”

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 21 aprile al 13 maggio 2012

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2012, 46 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-41-2]

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MUSEI LOMBARDI A TRE COLORI

Materiali tra storia e arte

A cura di Susanna Zatti, Claudio Gamba per la Rete Museale dell’Ottocento Lombardo

Fra i saggi contenuti nel volume: V.Rosa, Il riso fa l’Italia. Dalle grimaces alla caricatura politica.

Una raccolta di giornali satirici nel Museo Diotti di Casalmaggiore

Allemandi, Torino 2012, 170 p., € 10

[ISBN 978-88-422-21340]

 

 

MUSEI NELL’OTTOCENTO

Alle origini delle collezioni pubbliche lombarde

A cura di Maria Fratelli e Francesca Valli per la Rete Museale dell’Ottocento Lombardo

Fra i saggi contenuti nel volume: V.Rosa, Costruire identità.

Collezionismo e storiografia a Casalmaggiore nell’Ottocento

Allemandi, Torino 2012, 493 p., € 20

[ISBN 978-88-422-1916-3]

 

 

2011

 

CASALMAGGIORE RISORGIMENTALE

Testi di Antonia Arslan, Gian Luca Baio, Aurora Furlai, Giorgio Lipreri, Luciano Roncai, Guido Sanfilippo

Volume di saggi sulla storia di Casalmaggiore nel periodo risorgimentale

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2011, 211 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-40-5]

 

 

2010

 

ALDO MARIO AROLDI

Xilografo e illustratore

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 24 aprile al 2 giugno 2010

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2010, 142 p., € 15

[ISBN 978-88-88087-38-2]

vai alla mostra

 

 

DALLO SGUARDO CURIOSO ALLE COMPETENZE

La scuola e i musei di Casalmaggiore per educare alla scienza e alla tecnologia

A cura di Roberta Ronda

Volume realizzato in collaborazione con l’I.C. “Diotti”

a conclusione del Progetto EST- Educare alla scienza e alla tecnologia

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2010, 238 p., € 15

[ISBN 978-88-88087-39-9]

 

 

VIAGGIO IN LOMBARDIA

Opere delle collezioni della Rete museale dell’Ottocento lombardo

A cura di Susanna Zatti per la Rete Museale dell’Ottocento Lombardo

Fra i saggi contenuti nel volume:

V.Rosa, Il motivo delle «piene» nella percezione del paesaggio padano.

Presenza del tema paesistico nelle collezioni del Museo Diotti di Casalmaggiore

Allemandi, Torino 2010, 215 p., €10

[ISBN 978-88-422-1828-6]

 

 

2009

 

BRUNIVO BUTTARELLI

I luoghi del tempo

Testi di Enzo Dall’Ara e Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 31 ottobre 2009 al 25 gennaio 2010

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2009, 105 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-37-5]

vai alla mostra

 

 

GLI ANIMALI PARLANTI

Il bestiario di Goliardo Padova

A cura di Valter Rosa; testi di Piero Del Giudice, Silvio Lena, Roberta Ronda, Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 2 maggio al 21 giugno 2009

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2009, 165 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-36-8]

vai alla mostra

 

 

IL CIELO DECORATO

Il cancello del Cimitero di Casalmaggiore e il suo recupero

Testi di Gabriele Pezzini e Marco Orlandi; fotografie di Nazareno Pisano

Volume dedicato al restauro del cancello ottocentesco del Cimitero urbano

nei suoi aspetti storico culturali, progettuali e tecnologici

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2009, 77 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-31-3]

 

 

PER MARGHERITE… E IL TEMPO PASSA

Installazioni e sculture in terracotta

Catalogo della mostra di Maria Giuseppina Marjni

tenutasi al Museo Diotti dal 28 marzo al 26 aprile 2009

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2009, € 10

[ISBN 978-88-88087-35-1]

vai alla mostra

 

 

2008

 

2007 NOTIZIARIO DEL MUSEO DIOTTI

a cura di Valter Rosa, Roberta Ronda e Letizia Frigerio

Documentazione del primo anno di attività del Museo Diotti

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 30 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-30-3]

ESAURITO – e-book

 

 

ARTE E ILLUSIONE SUL SET

Il grande cinema del Novecento nell’archivio di Carlo Rissone

Testi di Valter Rosa e Luigi Simeone

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 2 al 30 luglio 2008

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 39 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-32-X]

ESAURITO – e-book

vai alla mostra

 

 

DANILO AROLDI. DIPINTI E DISEGNI 1977-1988

A cura di Sara Fontana

Monografia sull’artista (1915-1988) a corredo della mostra

tenutasi al Museo Diotti dal 21 febbraio al 22 marzo 2009

L’Archivolto, Milano 2008, 67 p., € 20

[ISBN 978-88-7685-179-7]

vai alla mostra

 

 

ELENA MEZZADRA

L’opera incisa 1969-2007

A cura di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 23 febbraio al 24 marzo 2008

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 107p., € 10

[ISBN 978-88-88087-27-3]

vai alla mostra

 

 

ERCOLE PRIORI

Sculture e disegni

Testi di Lidia Azzolini, Luciano Roncai e Valter Rosa

Catalogo della mostra antologica dello scultore Ercole Priori (1918-2012)

tenutasi al Museo Diotti dal 18 ottobre al 16 novembre 2008

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 70 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-33-7]

vai alla mostra

 

 

ITALO LANFREDINI

A-Temporale

A cura di Valter Rosa e dell’Associazione Amici di Palazzo e dei Musei mantovani

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 5 aprile al 18 maggio 2008

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 63 p., € 15

[ISBN 978-88-88087-28-1]

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RI…CORDAI

Il lavoro degli artigiani cordai nella tradizione del cremonese

a cura di Gabriele Fallini e Anna Vergine;

testi di Gabriele Fallini, Anna Vergine, Sergio Cofferati, Giorgio Celli, Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 30 novembre 2008 al 1° febbraio 2009

Fantigrafica, Cremona 2008, 78 p., € 15

ESAURITO

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2007

 

GOLIARDO PADOVA

Catalogo della mostra “I Padova di Florenzio”

A cura di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 30 marzo al 7 ottobre 2007

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2007, 78 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-24-9]

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2005

 

STEFANIE HOELLERING

Retrospettiva (1974-2000)

Catalogo della mostra tenutasi a Monaco di Baviera, Rosenheim e Casalmaggiore

nel 2005 a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2005, 183 p., € 12

[ISBN 978-88-88087-21-4]

 

 

GIOVANNI ROMANI E IL SUO TEMPO

Storia, lingua, patrimonio e istituzioni tra Ancient Regime e Restaurazione

Quaderno comprendente

gli Atti del convegno dedicato allo storico e linguista Giovanni Romani,

il catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore dal 20 dicembre 2003 al 1° febbraio 2004

gli Atti del convegno “Per i 250 anni di Casalmaggiore Città”

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2005, 184 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-20-6]


2004

 

 

GIOVANNI ROMANI

MEMORIE PRIVATE DEL VIAGGIO A PARIGI

Trascrizione del manoscritto inedito a cura di Enrico Cirani e Valter Rosa

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2004, 798 p., € 30

[ISBN 978-88-88087-03-6]

 

 

LA PRATICA EDUCATIVA NEI MUSEI

L’esperienza di formazione

I musei si presentano

A cura di Mario Calidoni e Roberta Ronda

Documentazione del corso di formazione per docenti e operatori museali

tenutosi a Casalmaggiore dal 9 ottobre 2003 al 22 aprile 2004

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2004, 48+30 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-17-6]

 

 

L’OPERA INCISA DI GIANFRANCO MANARA

A cura di Francesco Garrone e Maria Giovanna Brovetto Rondo

Catalogo ragionato delle acqueforti di Gianfranco Manara pubblicato in occasione della mostra

dedicata all’artista al Museo della Permanente di Milano dal 3 al 19 dicembre 2004

Kartoprint, Pizzighettone 2004, 207 p., € 20

 

 

PARMIGIANINO E LA SCUOLA DI PARMA

A cura del Rotary Club Casalmaggiore - Viadana – Sabbioneta

Atti del convegno “ Parmigianino e la scuola di Parma”

tenutosi a Casalmaggiore e Viadana il 5 aprile 2003

Arti Grafiche Castello, Viadana 2004, 129 p., € 15

 

 

2003

 

CERAMICA CONTEMPORANEA

Una manifattura storica

Testo di Germano Beringheli

Catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore nel 2003

sulle opere ceramiche prodotte da artisti italiani e stranieri nella bottega Poggi di Albisola

a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 139 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-16-8]

 

 

LA FABBRICA DELL’ORO MATTO

Macchinari e lavorazioni dell’antica industria bigiottiera di Casalmaggiore

A cura di Rita Brunetti, Annamaria Galbani, Edoardo Rovida

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 47 p., € 5

[ISBN 978-88-88087-12-5]

 

LUISO STURLA

Il qui e l’altrove

Testi di Gianni Cavazzini e G.Franco Ravasi

Catalogo della mostra tenutasi a Palazzo Diotti dal 9 marzo al 6 aprile 2003

a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 86 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-34-6]

 

 

TRA ARTE E ALCHIMIA

La Madonna di Casalmaggiore del Parmigianino. Ricerche storiche e iconografiche

Testo di Guido Sanfilippo

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 207 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-14-1]

 

 

TRIBUTI A PARMIGIANINO

Catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore dal 27 aprile al 18 maggio 2003

in occasione del V Centenario della nascita dell’artista

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 40 p., € 5

[ISBN 978-88-88087-15-X]

 

 

2002

 

LA DONAZIONE ADAMI

Testo di Gianpietro Torresani

Catalogo della mostra postuma del pittore Renzo Adami (1910-2002)

tenutasi a Palazzo Diotti dal 31 ottobre al 17 novembre 2006

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2002, 15 p., € 2

[ISBN 978-88-88087-13-3]

 

 

PETER CASAGRANDE

Opere (1995-2002)

Testo di Bruno Bandini

Catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore nel 2002, a Marktoberdof e Monaco di Baviera

nel 2003 a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2002, 77 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-11-7]

 

TINO AROLDI

Antologica

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra antologica del pittore Tino Aroldi (1915-2000)

tenutasi a Palazzo Diotti dal 20 aprile al 2 giugno 2002

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2002, 126 p., € 20

 [ISBN 978-88-88087-10-9]

 

 

2001

 

GIANCARLO BARGONI

Testo di Gianni Cavazzini

Catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore dal 20 ottobre al 18 novembre 2001

a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2001, 43 p., € 7

[ISBN 978-88-88087-05-2]

 

 

GIOVANNI ROMANI

MEMORIE PRIVATE E PERSONALI

Trascrizione dei manoscritti inediti con annotazioni e appendici a cura di Enrico Cirani;

ricerche iconografiche di Valter Rosa (2 voll.)

I - Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2001, 338 p., € 20 [ISBN 978-88-88087-03-6]

II - Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2002, 223 p., € 20 [ISBN 978-88-88087-07-9]

 

 

IL FURORE E LA GRAZIA

Carlo Cerati scultore (1865-1948)

A cura di Carla Cerati e Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi a Palazzo Diotti dal 7 aprile al 6 maggio 2001

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2001, 206 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-04-4]

 

 

IL SACRO INDOSSO

I segni della devozione nei bijoux di Casalmaggiore

A cura di Roberto Brunelli con un contributo di Valter Rosa

Catalogo della mostra di medaglie e piccoli oggetti devozionali prodotti dall’industria bigiottiera locale

e oggi patrimonio del Museo del Bijou di Casalmaggiore

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2001, 38 p., € 5

[ISBN 978-88-88087-06-0]

 

 

2000

 

MARIO BELTRAMI

La visione gentile delle cose

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra del pittore Mario Beltrami (1902-1987)

tenutasi a Palazzo Diotti dal 17 settembre al 19 novembre 2000.

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2000, 150 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-00-1]

 

 

1998

 

I DIPINTI DELLA CHIESA DI SANTO STEFANO IN CASALMAGGIORE

Testo e schede di Maria Adelaide Donzelli e Ulisse Bocchi;

notizie storiche e ricerche documentali di Enrico Cirani; fotografie di Luigi Lena

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 1998, 156 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-01-X]

 

 

1996

 

GIANFRANCO FERRONI

Le icone dell’attesa

A cura di Mauro Bini e Arialdo Ceribelli; testo di Francesco Piero Franchi

Dialogo tra i versi di Giacomo Leopardi e le acqueforti di Gianfranco Ferroni.

Il Bulino Edizioni d’Arte, Modena 1996, 21 p., € 5.

 

 

LA SCUOLA DI DISEGNO GIUSEPPE BOTTOLI

Storia e patrimonio

Testo e schede di Valter Rosa; fotografie di Luigi Lena

Storia dell’istituzione e catalogo delle raccolte didattiche e artistiche.

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 1996, 352 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-08-7].

Info Museo

Orari e biglietti


Orari
lunedì chiuso
martedì,mercoledì,giovedì,venerdì
8.00 - 13.00
Sabato - domenica - festivi
15.30 -18.30

Chiuso Natale, Capodanno
e un mese circa nel periodo estivo

Biglietti
Intero € 3
Ridotto € 2,50
Tessera annuale Intero € 12
Tessera annuale Ridotto € 10
Tessera annuale Sostenitore € 50
Biglietto cumulativo con Museo del Bijou € 4
Visite e laboratori per le scolaresche € 4 ad alunno 
Visite guidate per gruppi di adulti su prenotazione €45

#domenicalmuseo
Ingresso gratuito per tutti la prima domenica di ogni mese (con possibilità di visita guidata alle ore 17:00).

Il biglietto ridotto vale per i minori di 25 anni, gli over 65, i gruppi di almeno 15 persone e i soggetti convenzionati.
L’ingresso è gratuito per i minori di 6 anni, gli accompagnatori di gruppi, invalidi e giornalisti.


Nel Museo non sono presenti barriere architettoniche e gli spazi sono facilmente accessibili a tutti.


Matrimoni al Museo
Su richiesta, è possibile celebrare matrimoni nel giardino del Museo.
Per informazioni contattare l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Casalmaggiore (centralino tel.0375 284411)








Dove siamo

Museo Diotti, Via Formis 17 - 26041 Casalmaggiore (CR)

 Come arrivare: Il Museo si trova in Via Formis 17, a fianco del Duomo di Santo Stefano e a poche centinaia di metri dalla centrale Piazza Garibaldi.

In auto:

- da Parma/Mantova/Viadana: alla terza rotonda svoltare a sinistra; procedere fino al senso vietato e svoltare nuovamente a sinistra in Via Formis

- da Cremona/Brescia: alla prima rotonda svoltare a destra; procedere fino al senso vietato e svoltare a sinistra in Via Formis

In treno:  

linea ferroviaria Brescia-Parma; la stazione dista dieci minuti a piedi

Materiali informativi

Il Museo Diotti è un Museo Civico del Comune di Casalmaggiore. La Scuola di disegno Bottoli è una sezione staccata del Museo che si trova nel rinascimentale Palazzo Martinelli, in Via Cairoli 29. Questa sezione è visitabile solo in particolari occasioni oppure, a richiesta, per gruppi su appuntamento.

In città consigliamo di visitare anche l'originale Museo del Bijou, il Teatro Comunale, il Duomo di Santo Stefano, il Santuario della Madonna della Fontana, l’argine del Po e la zona golenale.


Per maggiori informazioni di tipo turistico si rinvia al sito dell’Ufficio IAT di Casalmaggiore e al sito OP - Viaggiare nell' Oglio Po.

Nei dintorni, a pochi chilometri da Casalmaggiore, vi ricordiamo che potete visitare le importanti località di Sabbioneta e Colorno.
Vi invitiamo a comunicarci il vostro indirizzo e-mail per ricevere regolarmente le comunicazioni sull’attività del Museo. Potete anche seguirci su Facebook.

Contattaci

Museo Diotti, Via Formis 17, 26041 Casalmaggiore(CR)

Telefono/Fax 0375 200416
E-mail info@museodiotti.it
Facebook facebook Museo Diotti

Direttore e Responsabile Servizi Educativi
Roberta Ronda
 
Conservatore delle Civiche Raccolte d'Arte
Valter Rosa
 
Operatori didattici
Associazione DiMusE
 
Associazione di sostegno al Museo
Il Torrione sul Po