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Museo

Giuseppe Diotti

Nato a Casalmaggiore nel 1779, Giuseppe Diotti era di umili origini. Allievo in patria di Paolo Araldi, potè frequentare l'Accademia di Parma grazie al mecenatismo di Giovanni Vicenza Ponzone.
Si aggiudicò quindi una borsa di studio quadriennale dell'Accademia di Brera che gli consentì di soggiornare dal 1805 al 1809 a Roma, dove studiò Raffaello e l'arte classica.
Oltre ad alcune opere del periodo giovanile, al museo sono esposti i dipinti che Diotti inviò da Roma all'Accademia di Brera quali saggi del terzo e quarto anno.
Tornato a Milano, Diotti rafforzò i legami con l'ambiente artistico cittadino, fortemente improntato al Neoclassicismo e in particolar modo con Andrea Appiani.
Nel 1811 si trasferi a Bergamo per ricoprire l'incarico di docente e, per trent'anni, anche di direttore della neonata Accademia Carrara. Sotto la sua guida, la scuola divenne una delle più autorevoli dell'Italia settentrionale formando artisti illustri come Trécourt, Piccio e Scuri. Per quanto riguarda la produzione pittorica, Diotti fu un buon ritrattista ma anche decoratore di chiese e palazzi, soprattutto nelle zone comprese tra Bergamo e Cremona. Di questa produzione il Museo conserva bozzetti, disegni preparatori di dettaglio e d’insieme che consentono di documentare efficacemente il suo rigoroso metodo di lavoro.
Grande sostenitore del Neoclassicismo, solo in alcune circostanze non disdegnò le tematiche romantiche, che si stavano diffondendo nell'ambiente culturale milanese. Una su tutte la versione del Conte Ugolino eseguita per il conte Tosio di Brescia, opera che gli decretò un notevole successo di pubblico.
Negli ultimi tempi Diotti si ritirò a lavorare nella natìa Casalmaggiore, dove ristrutturò il palazzo che oggi ospita il Museo. Qui egli allestì il suo atelier ed espose la sua ricchissima collezione di dipinti e stampe (in seguito dispersa). Morì nel 1846, lasciando incompiuta la sua ultima grande opera, il Giuramento di Pontida che si trova oggi nella Sala Consiliare del Municipio di Casalmaggiore.

Il progetto del Museo

Il Museo è nato nel 2007 per ospitare le Civiche raccolte d’arte nel palazzo che fu casa-studio del pittore neoclassico Giuseppe Diotti (1779-1846), originario di Casalmaggiore e a lungo direttore e docente all’Accademia Carrara di Bergamo. All’origine del progetto museologico, curato da Valter Rosa, oltre un decennio di ricerche e mostre volte a far conoscere e valorizzare la produzione dei principali artisti del territorio, dalla metà del Settecento a oggi. L’allestimento è stato possibile grazie all’Accordo di Programma che ha consentito di affiancare al Comune la Regione Lombardia e la Provincia di Cremona, con l’obiettivo di riunire in un unico edificio tutte le Civiche raccolte d’arte, garantendone in questo modo una miglior conservazione, valorizzazione e fruizione pubblica, dando inoltre particolare attenzione all’attività di ricerca, ai servizi educativi e alle esposizioni temporanee quali requisiti qualificanti di un museo moderno e vivace. I lavori di restauro, realizzati anche grazie ad un contributo della Fondazione Cariplo, sono stati affidati all’architetto Giacomo Zani, il quale ha saputo efficacemente fondere le diverse anime del palazzo: quella più antica e nobile, ma nello stesso tempo intima e accogliente, della casa-atelier; quella più essenziale e luminosa degli spazi destinati alle collezioni moderne e alle mostre; quella più amena del giardino.

Proprio per l’origine di casa d’artista, il percorso museale sviluppa in particolare i temi dell’atelier e del lavoro dell’artista. La Casa-atelier di Giuseppe Diotti, nel piano nobile del palazzo, è un Museo dell’Ottocento: a partire dalle opere dei precursori e maestri di Diotti e dai suoi lavori giovanili e della maturità per arrivare alla produzione degli allievi e alle trasformazioni profonde intervenute nell’arte fra fine Ottocento e inizi del Novecento. Ai pittori del Novecento è dedicata la Galleria d’Arte moderna: i principali sono Goliardo Padova, Gianfranco Manara e Tino Aroldi, tutti diversamente legati al tema del paesaggio. Un’ala del palazzo è poi dedicata al Percorso degli atelier: qui sono stati ricostruiti con materiali originali gli ambienti di lavoro del pittore Goliardo Padova, del pittore-decoratore Palmiro Vezzoni e dello scultore Ercole Priori.
Lo Spazio Rossari è un’apposita sala è riservata alle mostre temporanee che alternano personali e collettive di autori contemporanei a mostre di ricerca dedicate a momenti e figure della storia artistica locale.
È inoltre da sottolineare che il Museo Diotti oltre a documentare la “scuola locale”, possiede pregevoli opere di altri autori (citiamo solo i nomi di Paolo Troubetzkoy e di Amedeo Bocchi), la cui presenza nelle collezioni civiche è legata al collezionismo locale fra Otto e primo Novecento.

Una sezione staccata del Museo è rappresentata dalla Scuola di disegno “Bottoli”, antica scuola d’arti e mestieri le cui collezioni consentono di documentare la storia della didattica artistica a Casalmaggiore dall’Ottocento e offrono significative testimonianze delle arti applicate all’artigianato e alle industrie locali. Questa sezione ha sede nel rinascimentale Palazzo Martinelli, a poche centinaia di metri dal Museo Diotti.

Il palazzo

Il Museo Diotti, nato nel 2007, è ubicato nel centro storico di Casal- maggiore, nei pressi del Duomo di Santo Stefano e del complesso monastico di Santa Chiara. L’edificio è un antico palazzo il cui aspetto neoclassico è dovuto all’architetto Fermo Zuccari che nel 1838 lo ha ristrutturato per conto del pittore Giuseppe Diotti (Casalmaggiore, 1779-1846). Insegnante e direttore dell’Accademia Carrara di Bergamo e importante interprete del Neoclassicismo, Diotti ha qui dimorato negli ultimi anni della sua vita, insediandovi il proprio studio e una notevole raccolta di stampe e dipinti ad uso degli allievi locali, raccolta aperta per la prima volta al pubblico nel 1865 dagli eredi dell’artista e in seguito dispersa. Anche nei nei successivi passaggi di proprietà ed adattamenti alle funzioni di asilo, collegio, scuola e biblioteca comunale, l’edificio ha mantenuto questa vocazione di luogo della formazione e della cultura senza modifiche sostanziali al proprio assetto architettonico-spaziale. Rispettando l’antica volontà del suo più illustre abitante e ripristinando l’aspetto di una dimora privata, il nuovo Museo Diotti intende proporsi non solo come una pinacoteca dell’Ottocento, ma anche come una casa-museo volta a ricostruire l’immagine dell’atelier e a restituire didatticamente il metodo di lavoro dell’artista. La Casa-atelier di Giuseppe Diotti occupa le otto stanze del piano nobile che affrontano per temi ogni aspetto dell’attività del pittore, con particolare riguardo al contesto in cui egli visse, operò e fece scuola. Come utile completamento di una pinacoteca cittadina, il percorso prosegue cronologicamente con la Galleria d’arte moderna che, nei due livelli dell’ala nord dell’edificio, raccoglie le opere più significative del Novecento di proprietà comunale o di recente donazione al museo. Il criterio di scelta degli artisti è legato soprattutto alla vocazione territoriale del museo, con l’intento di documentare gli sviluppi di una “scuola” locale e il suo intrecciarsi con le grandi vicende artistiche nazionali ed internazionali.

Percorso espositivo

Il Settecento a Casalmaggiore

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Anticamera a ponente

Sotto le spinte riformistiche dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa e del figlio Giuseppe II, Casalmaggiore, elevata nel 1754 al rango di città, vive una nuova stagione politica, sociale e culturale dove, accanto al potenziamento delle strutture educative ed assistenziali, si assiste al rifiorire delle arti e delle lettere attraverso i cerimoniali festivi, l’apertura di una scuola di disegno (1768), il teatro, la poesia, le passioni antiquarie e il gusto per l’antico.
Protagonisti del nuovo corso sono i benefattori, gli artefici, i poeti ed altri affiliati della Colonia Arcadica Eridania, i cui ritratti sono qui affiancati a quelli dei sovrani.
È in questo contesto che nel 1779 nasce Giuseppe Diotti.

La maggior parte dei dipinti qui esposti appartiene alla quadreria storica che la Fondazione Conte Busi Onlus ha concesso in deposito al Museo.












Il luogo e il personaggio

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Piccola cucina

In questo piccolo ambiente sono collocati alcuni “segni” della presenza di Giuseppe Diotti (nato a Casalmaggiore nel 1779) nella casa dove scelse di abitare negli ultimi anni.
Si trovano qui il busto marmoreo voluto dagli allievi, il fazzoletto di seta col Carme dedicatogli dalla Comunità quando decise di rientrare in patria dopo oltre trent’anni trascorsi come direttore e docente all’Accademia Carrara di Bergamo, e il progetto di ristrutturazione della facciata del palazzo affidato all’architetto Fermo Zuccari.















Maestri e committenti

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Salotto


In questa sala sono riunite alcune opere di Francesco Antonio Chiozzi, il primo pittore locale di formazione accademica che aprì a Casalmaggiore una scuola di disegno nel 1768 dove si formarono numerosi allievi, fra cui Paolo Araldi, a sua volta maestro di Giuseppe Diotti. Vi sono inoltre alcuni ritratti dei primi mecenati del Diotti che gli consentirono di compiere gli studi e di avviare la carriera, quali Giovanni Vicenza Ponzone e il cardinal Francesco Fontana. Due opere giovanili del Diotti, qui esposte, furono realizzate per il Vicenza Ponzone.




















La Formazione Accademica

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Camera delle stampe

Secondo le fonti una stanza del palazzo era originariamente “coperta” di stampe, cioè allestita con i criteri sette-ottocenteschi del collezionismo privato. Si è voluto riproporre in parte questo effetto riunendo disegni, stampe e gessi quali potevano trovarsi nell’atelier di un pittore d’inizio Ottocento. Oltre ad alcune opere che documentano la cultura visiva classicista che Diotti acquisì a Roma nel periodo del Pensionato artistico (1804-1809), sono qui presenti i due saggi pittorici che il pittore inviò da Roma all’Accademia di Brera, il Mosè e l’Adorazione dei pastori, concesse in deposito al museo dall’Accademia stessa.
















Il metodo di lavoro

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Camera da letto

Il rigoroso metodo di lavoro di Giuseppe Diotti viene documentato in questa stanza da studi prevalentemente disegnati di molte opere: dallo schizzo iniziale, che costituisce il momento ideativo, al modelletto dipinto, passando attraverso una serie di disegni d’assieme o parziali, volti ad approfondire singoli particolari anatomici, figure intere o panneggi. Da questi studi preparatori il pittore passava poi all’esecuzione dei cartoni a scala reale per gli affreschi o le grandi pale d’altare. È qui esposto il cartone della Consegna della chiavi a San Pietro per l’affresco del presbiterio del Duomo di Cremona, concesso in deposito dall’Accademia Carrara di Bergamo.

Il cartone
Il grande cartone del Diotti preparatorio per l'affresco del Duomo di Cremona, raffigurante Cristo che consegna le chiavi a San Pietro, è stato dato in deposito dall'Accademia Carrara di Bergamo. Nei confronti di quest'opera la Soprintendenza competente ha attuato, attingendo ai fondi ministeriali, una vera e propria operazione di pronto soccorso, salvandolo da una possibile rovina.
L'intervento era gravoso innanzitutto per le dimensioni monumentali dell'opera, per la fragilità del supporto, e per l'eterogeneità dei materiali da disegno. Una volta compiuto il lavoro, i fogli furono riassemblati e incollati su una tela tirata su telaio, rimasta esposta per decenni in un salone all'Accademia Carrara come materiale didattico.
L'intervento di restauro ha comportato una lunga e complessa operazione di smontaggio dal telaio originale, di rimozione delle colle e dei rinforzi in carta che tenevano insieme le varie parti, il trattamento dell'acidità delle diverse carte, la sutura dal retro di porzioni mancanti e la successiva ricomposizione del tutto su una nuova tela. Saggiamente, chi ha diretto il restauro, ha deciso di rispettare la natura originaria del cartone quale strumento di lavoro, perciò le carte non sono state uniformemente sbiancate, né sono state mascherate alcune imperfezioni nella sovrapposizione delle parti, perché sono segni evidenti che danno conto della storia del manufatto.

L'Atelier del Giuramento di Pontida

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Galleria dei quadri

In questa sala, la più grande della casa, Diotti teneva esposte, a beneficio degli ultimi allievi, le opere appartenenti alla sua collezione, ovvero 38 dipinti che, secondo le attribuzioni di allora, spaziavano da Poussin a Rubens, da Guercino a Veronese, Tiziano, Tintoretto, oltre ad alcuni autori contemporanei. Questa prima vocazione museale del palazzo fu rispettata da Lucia Diotti, nipote del pittore, che, dopo la morte dell’artista, aprì occasionalmente la collezione al pubblico. Dispersa la collezione originaria, oggi la sala si presta a ricostruire idealmente l’atelier dell’ultima impresa del Diotti, quella versione in grande del Giuramento di Pontida che – rimasta incompiuta alla sua morte nel 1846 – si trova ora nella Sala Consiliare del Municipio di Casalmaggiore. Studi di teste finalizzate al grande dipinto, nonché opere di quegli allievi che collaboravano col Maestro o ne frequentavano la casa, come Luigi Quarenghi e Felice Olivieri, oltre a stampe, libri e cimeli, sono qui contornate da ritratti di personaggi locali dipinti da Giovanni Bergamaschi o tradotti in busti scultorei da Pietro Civeri, il maggiore scultore casalasco dell’Ottocento.

Collezionismo fra '800 e '900

Casa - Atelier Giuseppe Diotti
Anticamera a levante


Questa piccola stanza è dedicata al collezionismo locale, orientato in modo uniforme su pittori e incisori parmigiani, quali Cletofonte Preti, Roberto Guastalla, Enrico Sartori, Paolo Toschi e Cecrope Barilli, che nel corso dell’Ottocento sono stati un punto di riferimento per gli artisti casalaschi. Alcuni dipinti e stampe che ne fanno parte sono temporaneamente collocati nei depositi del museo per far posto alla prestigiosa collezione privata di Pietro Mortara, distribuita anche nelle due sale seguenti, concessa in comodato dalla Fondazione Casa Leandra di Canneto sull’Oglio. Fra queste opere risulta documentata in modo significativo la prima e la tarda scapigliatura attraverso autori quali Tranquillo Cremona, Luigi Conconi e Giuseppe Maldarelli. Si segnala inoltre un pregevole acquarello di Gaetano Previati.

Il primo 900

Casa - Atelier Giuseppe Diotti 
Camera da letto

Il passaggio al Novecento trova qui espressione attraverso le opere degli artisti che ebbero un ruolo nell’Esposizione Agricola e Industriale del 1910: il pittore e architetto Tommaso Aroldi (autore del manifesto litografico per l’Esposizione, principale esponente della schiera di decoratori che si stavano formando presso la Scuola di disegno Bottoli e che contribuirono al rinnovamento dell’immagine della città), lo scultore Carlo Cerati, i pittori Alessandro Mina e Amedeo Bocchi, il cui grande dipinto Sull’impalcatura (1906) dominava il padiglione delle Belle Arti. Quest’ultimo dipinto sintetizza al meglio le conquiste della pittura italiana del momento, dallo studio scientifico della luce e del colore alla scelta del tema impegnato (un giovane garzone intento a pulire i pennelli).
Il tondo col profilo di Carlo Cattaneo, galvanoplastica di Paolo Troubetzkoy, sul fronte della riproducibilità dell’opera d’arte, attesta una felice confluenza di pratica scultorea e scienza applicata.
Sono integrate nella collezione permanente, altri pregevoli dipinti della collezione Mortara, tra naturalismo e tardo divisionismo, di autori quali Leonardo Bazzaro, Baldassarre Longoni e Antonio Pasinetti.


Tra Novecento e Chiarismo

Galleria d'Arte Moderna

Vengono riunite in questa sala alcune opere esposte nel 1931 nella Mostra d’arte di Casalmaggiore, allora acquisite dall’Amministrazione Comunale.
Questa ed altre mostre erano legate alla promozione culturale degli anni del fascismo, attuata da un gruppo di studenti universitari che le organizzarono coinvolgendo pittori delle province limitrofe. Accanto ad autori casalaschi quali Goliardo Padova, Mario Beltrami e Aldo Mario Aroldi ( si erano definiti “I 3 del Novecento”) e Giuseppe Giacomo Gardani, troviamo infatti Biazzi, Nodari Pesenti, Sifola e Tegon. Alcune opere di Beltrami e Padova documentano il successivo legame di questi due autori con il Chiarismo milanese. Si tratta di pittori che ebbero un posto di rilievo nelle esposizioni regionali lombarde a Milano degli anni ’30, nel caso di Padova con un significativo avvicinamento a Corrente, movimento documentato in sala dalla presenza di un disegno di Arnaldo Badodi.
Sempre negli anni Trenta, la fortuna delle arti grafiche coinvolge molti artisti locali, ma trova in Aldo Mario Aroldi, xilografo e illustratore attivo soprattutto a Milano, la figura più rappresentativa qui documentata attraverso xilografie, libri e materiali di lavoro.
Altre significative opere della collezione Mortara, di autori quali Vittori, Tosi, Bernasconi, Gaudenzi e Corradi, oltre al novecentista busto in alluminio di Leandra Mortara, figlia del collezionista, opera dello scultore Michele Vedani, dialogano con la collezione permanente.

Rinascita delle Arti Grafiche

Galleria d'Arte Morderna

La xilografia godeva negli anni Trenta, in Italia, di una particolare fioritura.
Era praticata da una cerchia ristretta di artisti, accomunati non tanto dall'adesione a una corrente stilistica, quanto piuttosto dal possesso e dalla pratica di una tecnica difficile e laboriosa; oltre che dall'amore per il libro, a cui spesso l'incisione xilografica era destinata. La loro produzione era diffusa soprattutto da alcuni editori specializzati nella cosiddetta editio picta, quali Cesare Ratta ed Ettore Cozzani. D'altra parte, anche Casalmaggiore era diventata, in quegli anni, punto di convergenza di studi ed esperienze artistiche sull'incisoria. Qui, l'insegnante Arnoldo Bonorandi stava realizzando, presso la Scuola di disegno "Bottoli", una pregevole raccolta bibliografica e di incisioni originali, incentivando donazioni sia di giovani artisti sia di maestri del genere, come Adolfo de Carolis.
Alla xilografia, in cui si specializzò con successo soprattutto Aldo Mario Aroldi, si dedicarono anche Mario Beltrami e Goliardo Padova.









Paesaggi Padani e Autoritratti

Galleria d'Arte Moderna anni '50 '70

I paesaggi (della campagna e soprattutto del Po) e gli autoritratti sono i due filoni attraverso cui il museo ha scelto di documentare la produzione dei suoi maggiori artisti fra gli anni fra gli anni del secondo dopoguerra e gli anni’70 del Novecento. Alcuni, come Beltrami e Padova, che erano già stati attivi nei decenni precedenti, in queste opere mostrano l’evoluzione della loro pittura e il loro modo completamente diverso di interpretare la natura e il fiume, più romantico per Beltrami, mentre per Padova, anche a seguito del trauma della deportazione, viene reso attraverso una materia turbata e sconvolta. Altri, quali Tino Aroldi e Gianfranco Manara, si affacciano in questi anni sulla scena pittorica. Di Aroldi sono presenti qui alcune opere del primo periodo (gli anni della partecipazione al Premio Suzzara) in cui il paesaggio è plasmato dal lavoro dell’uomo, sia nei campi che nell’industria. In Manara il tema del paesaggio e quello del pittore nello studio trovano uno sviluppo parallelo, anche se trattati l’uno con un occhio più sereno e quasi impressionista e l’altro in modo più sofferto e introspettivo.
Si segnala inoltre la presenza di due grandi bronzi dello scultore Ercole Priori e di una scultura in ceramica di Sandro Cherchi.



Tino Aroldi

Galleria d'Arte Moderna

Una sala è interamente dedicata a Tino Aroldi e riunisce oltre trenta opere sul tema del paesaggio e del fiume, donate nel 2007 al museo dalla sorella Carla. Lo studio del paesaggio si approfondisce attraverso ricerche sulla forma resa con pochi tratti essenziali, sulla luce, sul colore locale e sui toni, sempre più raffinati. I risultati più alti vengono raggiunti negli ultimi dipinti del 1997: accanto al paesaggio reale si è ormai costituito nella sua pittura un paesaggio ideale, totalmente interiorizzato, ma più vero e universale dell’altro, di cui ha finalmente captato l’essenza segreta, la forma.

Forme diverse dell'Astrazione

Galleria d'Arte Moderna

La parte più strettamente contemporanea del museo riunisce le opere che il Comune di Casalmaggiore ha acquisito in occasione delle mostre realizzate dalla prima metà degli anni ’90 ad oggi. In questo primo spazio l’artista maggiormente rappresentata, grazie alla consistente donazione di dipinti e soprattutto di grafica pervenuta al Comune, è la milanese Elena Mezzadra. La sua opera si distingue per raffinate ricerche spaziali affidate all’intersecarsi di piani cromatici non costretti in rigide geometrie ma fluttuanti e sfocati nella luce.
Accanto alla Mezzadra, alcune opere pittoriche o grafiche di celebri maestri italiani, quali Arturo Bonfanti, Giovanni Korompay, Enrico Della Torre e Vittorio Magnani, declinano in modi altrettanto personali il linguaggio dell’astrazione.

Realismo Esistenziale

Galleria d'Arte Moderna

Mentre trionfavano anche in Italia, negli anni Cinquanta, le ricerche che escludevano la rappresentazione della figura umana, quest'ultima venne strenuamente difesa da un gruppo di artisti milanesi che diedero vita al cosiddetto Realismo esistenziale: Mino Cerretti, Bepi Romagnoni, Giuseppe Guerreschi, Tino Vaglieri, Giuseppe Banchieri, Floriano Bodini e Gianfranco Ferroni, la cui produzione è documentata presso il Museo Diotti da un nucleo di opere provenienti per lo più dalla collezione del sociologo Danilo Montaldi. Si tratta di artisti accomunati dall’adozione di un linguaggio crudo, impietoso, che si richiama in parte all’espressionismo tedesco, quale strumento di testimonianza e reazione, in presa diretta, ai fatti di cronaca più dolorosi di quegli anni, come l'emigrazione dalle campagne e dal Sud, l'esplosione delle periferie urbane, la tragedia dei minatori di Marcinelle o l'invasione sovietica dell'Ungheria.

Archivio del Contemporaneo

Le più recenti acquisizioni del Museo Diotti, trovano collocazione parte nel bookshop, parte nell’ingresso e soprattutto nella Sala didattica.
Si segnalano in particolare i dipinti di Giancarlo Bargoni, Luiso Sturla, Peter Casagrande, Stefanie Hoellering, che documentano l’attività espositiva realizzata a Casalmaggiore dalla delegazione locale dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei musei mantovani, le opere di Giuliano Pescaroli, Matteo Bergamasco, Gianna Zanafredi, Danilo Aroldi, Chiara Federici, le fotografie di Antonella Pizzamiglio e di Guglielmo Pigozzi, oltre alle sculture di Brunivo Buttarelli, Italo Lanfredini, Marco Lodola e Giorgio Tentolini.
Si segnalano infine alcuni dipinti di Franco Rossari, il bibliotecario che è stato l’ultimo abitante della casa di Giuseppe Diotti. Qui si era ricavato uno spazio dove dipingeva nei momenti liberi, mentre le sale di lettura della biblioteca erano il naturale luogo espositivo in un singolare allestimento che affiancava ai libri cimeli storici, piante grasse e gli oggetti più svariati. A Rossari, al cui gusto e alla cui sensibilità si deve la conservazione di tanti dipinti, documenti e reperti, il museo ha dedicato il suo Spazio per le esposizioni temporanee.







Lo studio di Goliardo Padova

Percorso degli Atelier - Atelier del pittore

Goliardo Padova (Casalmaggiore, 1909 – Parma, 1979) è stato un protagonista del Chiarismo milanese negli anni Trenta e un interprete originale, nel secondo dopoguerra, del naturalismo informale.
Nel corso della sua vicenda artistica Padova ha cambiato diversi atelier, l’ultimo dei quali, conservato sino al 2009 nella casa di Tizzano (sulle colline parmensi), ne ha sedimentato gran parte degli attrezzi e dei materiali, ora allestiti in questo ambiente in seguito alle donazioni del figlio Florenzio (2009) e del nipote Leonardo (2011). Dell’atelier del periodo milanese (1930-1942) situato presso Città Studi, quando l’attività di Padova, prima come studente e poi come insegnante di grafica pubblicitaria, gravitava a Brera, possiamo riconoscere il vecchio tavolo da disegno con piano reclinabile, antenato dei moderni tecnigrafi, nonché alcune valigette in legno per i colori. In una di queste ritroviamo gli strumenti per l’incisione xilografica, tecnica da lui praticata quando era allievo di Disertori e qui documentata dai Tre manichini in movimento.

Dopo la cesura della guerra, il trauma della prigionia in Germania e la successiva lunga crisi esistenziale ed artistica - interrotta solo dalla singolare decorazione di un pollaio razionale annesso alla sua dimora casalasca - Padova riprende pienamente a dipingere nella sua casa di Casalmaggiore, nella quale lo studio è emblematicamente installato in cima a una torretta. Pur non praticando la pittura en plein air, negli anni di Casalmaggiore Padova osserva con attenzione la natura che lo circonda (in particolare le lanche e le terre di golena), eseguendo sur le motif innumerevoli disegni in cui annota con precisione le impressioni cromatiche che poi in studio verranno puntualmente trasposte sulla tela. A quegli anni possiamo far risalire probabilmente il cavalletto da studio ed altri oggetti della casa, mentre risale a un’epoca forse anteriore il cavalletto portatile per esterni, in tutto simile a quello utilizzato alla fine dell’Ottocento dagli impressionisti e immortalato nella sequenza che ritrae il pittore presso una lanca del Po nel film Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci (1963).
Nel 1962 abitazione e studio sono trasferiti a Parma in una fase contrassegnata dall’accoglienza favorevole della critica e da un discreto successo commerciale. Le primitive tavole di compensato degli anni del chiarismo sono ormai sostituite da tele di buona fabbricazione; ai ripiani di fortuna dove appoggiare tavolozza e colori, subentra una professionale cassettiera della ditta Maimeri di Milano, che qui ritroviamo come è stata lasciata, cioè ricolma di tubetti di colore ad olio di ottima qualità nelle gamme preferite, una riserva pronta per le tele che il pittore immaginava ancora di poter dipingere. Tali materiali in seguito furono trasferiti a Tizzano, in una dimora che il pittore ha interamente rimodellato, all’esterno e all’interno, postazione a lui molto cara da cui osservava le colline, i pagliai, i nidi degli uccelli, il lavorio degli insetti, ovvero quelli che negli stessi anni (1963-1977) erano diventati i principali temi della sua pittura.
Rendono più intima e viva l’immagine dell’atelier qui ricostruito la presenza della vestaglia da lavoro del pittore e il suo cappello appesi a un attaccapanni disegnato da Padova medesimo, alcuni oggetti d’affezione, i ritratti del figlio Florenzio, della madre Nanda e del padre Rienzo. Dalla ricca collezione di Rienzo provengono le litografie satiriche di Melchiorre Delfico (dono di Fiammetta Padova, figlia di Goilardo), ma la parte forse più preziosa dello studio è costituita dalla biblioteca e dall’archivio (di cui una selezione è esposta nei ripiani della libreria), che aprono uno spaccato sulla cultura famigliare (una famiglia di tradizioni e fede prima garibaldina, poi socialista), fra le precoci letture etnografiche di Rienzo e i più marcati interessi artistici di Goliardo.

La pittura murale di Palmiro Vezzoni

Percorso degli Atelier - Atelier d'Arte Sacra

Palmiro Vezzoni (Rivarolo del Re, 1908 – 1997) è il pittore più rappresentativo del territorio casalasco nel campo della grande decorazione e dell’arte sacra.
Formatosi sotto la guida dei pittori Ambrogio Alciati, Giuseppe Palanti e Aldo Carpi all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano ha frequentato pure i corsi artistici della scuola del Castello Sforzesco, approfondendo la tecnica dell’affresco.
L’inizio della sua attività professionale negli anni Quaranta è legato alla decorazione e al restauro di chiese del territorio, ma è soprattutto nel secondo dopoguerra che riceve numerose commissioni per cicli di affreschi e imprese decorative in diverse chiese della diocesi di Cremona, quali quelle di Ardole San Marino, Quattrocase, Scandolara Ravara, Rivarolo del Re, Casaletto e Cizzolo. Artista di profonda fede e amico di don Primo Mazzolari, Palmiro Vezzoni affronta i temi sacri attraverso immagini chiare che fanno tesoro dell’esempio della grande decorazione (fra gli autori guardati con interesse va segnalato Tiepolo) per sviluppare un racconto visivo di sicura efficacia e presa emotiva.
La parte più propriamente ornamentale del suo lavoro asseconda ed interpreta con sensibilità i caratteri e lo stile architettonico delle chiese su cui interviene.
Oltre i confini locali, la sua attività tocca località più lontane quali San Colombano, Carrara e alcuni centri della diocesi bresciana. Alla pittura sacra inoltre Vezzoni affianca una pittura di genere o di natura morta (alcuni esempi si conservano in questo museo), con intento decorativo di dimore private, come nella villa Brunelli Bonetti di Rivarolo del Re. Nel 1963 esegue, tra l’altro, gli affreschi del salone centrale della Direzione Provinciale delle Poste e delle telecomunicazioni di Cremona.
Palmiro Vezzoni ebbe il suo primo studio nella torre della Todeschina, una dimora signorile con grande corte rustica situata all’ingresso di Rivarolo del Re. Il luogo, da lui abitato con la propria famiglia, è ritratto in alcuni oli conservati in questo museo, raffiguranti scorci della torre merlata e l’interno della stalla. Successivamente acquistò la vicina Colonia elioterapica, architettura razionalista realizzata dopo il 1936 su progetto dall’ing. Carlo Gaudenzi per volontà di Clemente Giuseppe Longari Ponzone. L’edificio, da tempo in disuso, venne riadattato dal pittore e trasformato in un’elegante dimora. Qui, sfruttando sapientemente un’infilata di stanze comunicanti, vi sistemò lo studiolo-archivio, l’atelier-laboratorio, il magazzino delle tele e delle cornici, utilizzando il vasto e luminoso refettorio semicircolare come uno spazio espositivo-museale di grande suggestione. Nella parte alta delle pareti ricurve sistemò i grandi cartoni, sotto ai quali appese i numerosi bozzetti e studi d’assieme per le decorazioni realizzate in molte chiese del circondario, mentre in primo piano, su entrambi i lati, aveva disposto sui cavalletti i quadri ad olio (paesaggi e nature morte) in un allestimento che consentiva di ripercorrere tutta la sua storia d’artista. Dopo la vendita della casa e lo smantellamento dello studio, una parte significativa dei cartoni, dei bozzetti e dei diversi materiali e attrezzi dell’atelier, è stata donata nel 2007 al Museo dalle figlie dell’artista, Maria e Luisa Vezzoni.
Nell’allestimento di questa sala si è cercato in parte di riproporre una suggestione visiva analoga a quella dello studio di Rivarolo, impaginando le opere secondo un filo logico che consente di seguire il suo metodo di lavoro: qui, oltre ai cartoni per gli affreschi, ai modelletti di singole scene e ai progetti decorativi d’assieme, ritroviamo alcuni degli oggetti più tipici, fra cui il monumentale cavalletto, la tavolozza e gli strumenti del disegno.

Materiali e tecniche di Ercole Priori

Percorso degli Atelier -  Atelier dello scultore

Ercole Priori (San Daniele Po, 1918 – Cremona, 2011), rappresentativo scultore del ’900 cremonese, coltiva la sua precoce passione artistica nelle scuole operaie di disegno (a Casalmaggiore presso la Scuola “Bottoli” e a Cremona nell’Istituto Ala Ponzone), imparando poi il mestiere dello scultore nella mitica bottega romana dello zio Alceo Dossena, uno dei più abili imitatori della statuaria antica e moderna, prematuramente scomparso nel 1937.
Per Priori, partito nel 1941 per la campagna di Russia, la guerra rappresenta una brusca cesura nell’attività, un evento fortemente traumatico che lascerà una traccia profonda e persistente nelle opere degli anni a venire. Educato al bel disegno e alla conchiusa classica perfezione della scultura antica, Priori vive drammaticamente lo iato fra quanto ha imparato e la nuova urgenza espressiva che trova il suo linguaggio nelle scomposizioni formali, nelle frantumazioni e nelle deformazioni delle avanguardie del XX secolo, da Picasso in poi, o talvolta a ritroso sino a risalire al Goya più cupo e pessimista.

Tuttavia nelle opere prodotte nel dopoguerra e nei decenni successivi, tanto nei marmi e nei bronzi per i numerosi monumenti sepolcrali, quanto nelle più intime sculture in terracotta o in legno, vi era spazio anche per una visione più umanistica, per uno sguardo tutto compreso dalla bellezza e sensualità femminile, per la commozione di fronte al mistero della vita e della maternità, come si può notare in alcune sculture qui esposte. Riflessi, forse, della riconquistata serenità grazie agli affetti famigliari, cui si aggiunge presto la fratellanza di una più estesa famiglia artistica, ovvero quel sodalizio di cui sarà il principale animatore, spesso insieme con l’amico pittore casalasco Tino Aroldi, fra tante mostre collettive, discussioni e battaglie per l’arte.
Priori vive allora una sua stagione pubblica che lo vede affrontare impegnative opere monumentali anche fuori Cremona e realizzare numerose medaglie commemorative prodotte dalla Johnson di Milano, coltivando parallelamente la pittura: grazie a questa pratica lascia il meglio di sé come scultore nei bassorilievi in cui trova la più compiuta espressione il suo instancabile bisogno di narrare, di raccontare storie, come farà negli ultimi anni di vita con la matita e la penna nei suoi innumerevoli diari, uno dei quali è qui esposto in fac-simile.

Ercole Priori ha praticato tutte le tecniche scultoree tradizionali (intaglio della pietra e del legno, fusione bronzea, terracotta, calco e modellazione diretta del gesso), come appare chiaramente documentato da opere, materiali e attrezzi del suo studio, ora parte dell’allestimento di questa sala, grazie alla donazione della figlia Tiziana (2011). Per tale ragione la ricostruzione ideale e ordinata dell’atelier Priori, necessariamente differente dalla sua caotica immagine reale (qui documentata da alcune fotografie), acquista un valore aggiunto nella sua evidenza didattica. Se si considera poi che l’arco dell’attività dell’artista abbraccia quasi un secolo, si comprende come di tali tecniche scultoree l’atelier Priori possa documentare tanto la pratica antica (magari con qualche attrezzo proveniente dalla bottega romana del Dossena), quanto l’evoluzione più meccanizzata costituita da trapani e frese elettriche.
Nel dopoguerra Priori teneva il proprio laboratorio di scultura a Cremona, in una casa a corte dove spesso radunava gli amici artisti. È lì, in un ambiente antico, certamente umido e dalle pareti scrostate, che ha realizzato le sue principali sculture, come si può vedere da alcune vecchie fotografie. Nel successivo studio di via Buoso da Dovara, quello utilizzato sino agli ultimi tempi, ricavato in una cantina proprio sotto il suo appartamento e collegato da un’interna scala a chiocciola, lo spazio è suddiviso in due ambienti: uno dedicato alla lavorazione, con specifiche zone per il deposito di materiali come l’argilla o i marmi, pur nella sovrapposizione di funzioni operative e di relativi attrezzi; l’altro dedicato all’esposizione e all’archiviazione delle sculture stesse, le più grandi collocate su basamenti o cavalletti, le più piccole su scaffalature, frammiste a modelli di studio, ovvero calchi in gesso di celebri capolavori classici o rinascimentali, di modelli anatomici e di reperti geologici e naturalistici su cui Priori, come apprendiamo dai suoi scritti, esercitava l’immaginazione.

Il giardino

Il giardino del Museo è uno spazio che attrae la curiosità dei visitatori quando lo scorgono entrando dal portone d'ingresso o visitando le esposizioni temporanee allestite nello Spazio Rossari che si affaccia su di esso. E' apprezzato dagli artisti che qui hanno esposto e installatole proprie creazioni e soprattutto è notato dai bambini che in ogni stagione si mostrano sempre desiderosi di esplorarlo e di corrervi liberamente: il giardino – con la sua quercia, il melograno e il giuggiolo – è così diventato il punto di partenza per lo svolgersi di attività legate alla sperimentazione del colore verde.

Scuola di disegno "G. Bottoli"

STORIA

Sorta dopo l’Unità d’Italia dalla trasformazione di una piccola accademia locale settecentesca, la Scuola di disegno “Giuseppe Bottoli” rappresenta oggi, con le sue cospicue raccolte didattiche, una sezione staccata del Museo Diotti. Il ruolo storico della Scuola – intitolata all’insegnante che la diresse alla fine dell’Ottocento e che ne divenne benefattore – fu però quello della formazione artistica e professionale di operai e artigiani attraverso lo strumento essenziale del disegno, primo livello di un tirocinio poi proseguito nelle botteghe o nelle industrie manifatturiere locali e in qualche caso fortunato approdato a una vera e propria carriera artistica.
Il periodo aureo della Scuola si ebbe agli inizi del Novecento quando, sotto la direzione del pittore e architetto Tommaso Aroldi, essa era frequentata da quasi duecento allievi, divenendo così la palestra di quei decoratori che intorno al 1910, anno dell’Esposizione Agricola-Industriale di Casalmaggiore, cambiarono il volto della città e degli interni delle case.
Tra gli anni ’20 e ’40, con la direzione di Arnoldo Bonorandi, la didattica della Scuola Bottoli cambiò sensibilmente: non si copiavano più solo ordini classici e gessi o le tavole litografiche sullo stile floreale, ma si apprendevano i primi rudimenti di meccanica, con un’attenzione più precisa al mondo industriale: è soprattutto in questi anni che è più forte il legame con le Fabbriche Riunite Placcato Oro e con la fabbrica di terraglie Zanibelli che sostenevano anche finanziariamente l’istituzione e creavano una filiera diretta fra scuola e industria.
Le trasformazioni dell’insegnamento e dell’industria si fecero però incalzanti nel secondo dopoguerra, cominciando a decretare la fine della Scuola: l’attrezzatura didattica era obsoleta rispetto a quella dei laboratori delle scuole tecniche pubbliche e, d’altra parte, le attività prima svolte a livello artigianale ora venivano assorbite nei processi meccanizzati e seriali della produzione industriale che potevano prescindere dall’abilità manuale affinata con l’esercizio del disegno. Fallito anche il tentativo del pittore Goliardo Padova – docente della Scuola negli anni Cinquanta – di avviare un insegnamento di grafica pubblicitaria e di design, gli ultimi docenti preferirono puntare al recupero di attività artigianali, soprattutto nel campo della lavorazione del legno.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

EDIFICIO

La scuola di disegno ha sede dal 1930 nel Palazzo Martinelli, un pregevole palazzetto del primo Cinquecento. Il recente restauro, realizzato nel 2014 col contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito del Distretto Culturale della provincia di Cremona, ha consentito il recupero di una delle più antiche dimore civili di Casalmaggiore che presenta tratti architettonici d’ascendenza bramantesca. Il portale e la facciata rivelano il rigoroso rispetto delle proporzioni geometriche; la facciata, in particolare, risultava in origine inscrivibile originariamente entro un quadrato e solo nel Settecento essa fu rialzata con l’aggiunta di un sottotetto. Fino agli anni ’30 del Novecento nella fascia marcapiano della facciata era visibile un’iscrizione in latino che, oltre a recare una data di riferimento per la storia del palazzo (1501), evidenziava il carattere colto della committenza, aggiornata rispetto alla cultura umanistica e architettonica del periodo. Committente del palazzo fu probabilmente un esponente della famiglia Mattei, a cui risale lo stemma lapideo esposto nell’atrio, sopra il portone di accesso al cortile. Particolarmente interessanti il bel portale d’accesso e la facciata interna sul cortile, con resti di un’antica loggia (oggi tamponata) arricchita da affreschi e decorazioni fittili.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

COLLEZIONI
La storia didattica dell’istituzione è ancora palpabile attraverso la ricostruzione dell’aula scolastica, col recupero dei banchi da disegno ottocenteschi e della ricca gipsoteca e con l’esposizione di modelli e prove didattiche. In questo luogo di studio e di lavoro, copiando le tavole dell’Albertolli, i calchi degli ornati classici e i repertori degli stili del passato, molte generazioni di falegnami, fabbri, muratori e decoratori nel corso dell’Ottocento trassero un campionario di forme da impiegare nel loro lavoro. Altri nuclei delle raccolte sono rappresentati dalle collezioni che documentano l’attività e le produzioni delle principali industrie artistiche locali. Una sala è dedicata all’arte della stampa e sviluppa il tema della storia della tipografia casalasca: qui sono esposti un antico torchio, svariati campionari di caratteri in legno e in piombo, alcuni attrezzi di un’antica legatoria e una selezione delle raccolte xilografiche e calcografiche della Scuola. Sono poi presenti testimonianze dell’antica industria vetraria, della ceramica, della bigiotteria e del laterizio.
E’ stato infine ricostruito presso la Scuola l’ottocentesco Gabinetto di Fisica e Scienze Naturali delle scuole cittadine.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

CORSI

Esaurita la sua funzione storica, la Scuola Bottoli è oggi preposta ad una più ampia formazione, sempre comunque nel solco della sua tradizione di scuola d’arti e mestieri. Oltre alle attività laboratoriali per le scolaresche – ispirate alle collezioni conservate - la Scuola infatti propone una serie di corsi di carattere amatoriale per adulti che implicano l’esercizio della manualità, come l’intaglio del legno, il restauro di mobili, la decorazione, la lavorazione del vetro. I corsi si tengono prevalentemente in orario serale oppure di sabato. Per informazioni e iscrizioni è necessario contattare la segreteria del Museo Diotti.

Donazioni



Albo donatori

La creazione del Museo ha determinato una crescente fiducia nel suo ruolo di tutela, conservazione e valorizzazione, tale da indurre la donazione non solo di singole opere, ma di interi fondi che hanno contribuito ad arricchire le collezioni negli ambiti che più appartengono alla mission del Museo. Di questo siamo molto grati a tutti i donatori.

Le donazioni e i lasciti ereditari, l’intraprendenza di associazioni di Amici di musei, le sponsorizzazioni e le sottoscrizioni popolari sono molto importanti per la crescita del Museo, ad integrazione delle risorse pubbliche. La sensibilità del territorio può esprimersi in forma tempestiva e costruttiva soprattutto laddove siano segnalate sul mercato opere importanti per la loro connessione locale.

Di notevole importanza è anche l’istituto del deposito che consente ai titolari, enti pubblici o privati, di mantenere la titolarità dei beni concessi in comodato e resi in questo modo fruibili al pubblico. Fra gli enti che hanno concesso in deposito nuclei di opere al Museo ricordiamo la Fondazione Conte Busi onlus di Casalmaggiore , l’ASP Casa Leandra di Canneto sull’Oglio, il Comune di Bergamo – Accademia Carrara, l’azienda sanitaria Locale della provincia di Cremona e l’Accademia di Belle Arti di Brera.

2016
Angela e Paola Fiorattini - Casteldidone/Piadena
Ruggero Maggi - Milano
Cesare Mazzini - Casalmaggiore
Tiziana Priori - Milano
Stefano Schiroli - Casalmaggiore

2015
Claudia Mori - Agoiolo di Casalmaggiore
Guglielmo Pigozzi - Viadana
 
2014
Josita Bravi - Casalmaggiore
Marco Lodola - Pavia
Giuliano Pescaroli - Sala Baganza
Antonella Pizzamiglio - Casalmaggiore
Tiziana Priori - Milano
Giorgio Volta - Legnago
Stefano Orlandi - Casalmaggiore
Paolo Orsini - Casalmaggiore
Tipografia Fazzi & C. - Casalmaggiore
Ombretta Vecchini - Casalmaggiore
 
2013
Corrado, Maurizio e Piermarco Aroldi - Milano
Armando Chitolina - Casalmaggiore
Mario Cipriani - Parma
Gianpaola e Luigi Mazzani - Varese
 
2012
Brunivo Buttarelli (con pubblica sottoscrizione)
Maurizio Coppiardi ed Enrica Cadario - Cremona
Francesco Favagrossa - Casalmaggiore
Chiara Federici - Casalmaggiore
Gianfranco Fiameni e Anna Cesari - Cremona
Ruggero Maggi - Milano
Gabriella Montaldi-Seelhorst - Amburgo
Ersilia Monti - Milano
Fiammetta Padova - Milano
Francesco Vitale - Casalmaggiore
Gianna Zanafredi – Casalmaggiore
 
2011
Gianluca Ferrari - Casalmaggiore
Tiziana Priori - Milano
Leonardo Padova - Parma
Fiammetta Padova - Milano
 
2010
Leida Avigni - Martignana
Giordana Guareschi Bocchi - Casalmaggiore
Corrado, Maurizio e Piermarco Aroldi - Milano
 
2009
Maurizio Coppiardi - Cremona
Ombretta Vecchini - Casalmaggiore
Elena Mezzadra - Milano
Kramer Moggia - Casalmaggiore
Franco Piccoli - Colorno
Bianca Maria Prosperi Aroldi - Milano
 
2008
Florenzio Padova -Tizzano Val Parma
Giorgio Tentolini - Casalmaggiore
Piero Del Giudice - Milano
Italo Lanfredini - Commessaggio
Ercole Priori - Cremona
Emanuela, Gianna e Nadia Zanafredi - Casalmaggiore
 
2007
Giordana Guareschi Bocchi - Casalmaggiore
Laura Locci - Milano
Elena Mezzadra - Milano
Florenzio Padova - Tizzano Val Parma
 
In vista dell’allestimento del Museo
Carla Aroldi - Casalmaggiore
Vincenzo Balena - Milano
Giancarlo Bargoni - Castell’Arquato
Matteo Bergamasco - Milano
Maria Giovanna Brovetto Rondo Manara - Milano
Peter Casagrande - Maitenbeth (Baviera)
Marisa Coppini - Campitello
Lia e Primo Ferrari - Casalmaggiore
Giuseppe e Lucia Mainoldi - Cremona/Casalmaggiore
Elena Mezzadra - Milano
Giovanni Poggi - Albisola
Gilda Rossari e Alessandro Osti - Casalmaggiore
Luiso Sturla - Chiavari
Luisa e Maria Vezzoni - Rivarolo del Re

Mostre

HITOKOMA

Arte per tutti, dalla poesia al Manga
Opere di Marco Nereo Rotelli e Yukio Shinohara



22 ottobre – 27 novembre 2016

mostra a cura di Salvatore Marsiglione

In relazione alla tradizionale Fiera di San Carlo, si vivrà quest’anno a Casalmaggiore una fusion tra le opere di Yukio Shinohara, il più importante artista Manga vivente e Marco Nereo Rotelli, il Maestro della luce, colui che crea e sviluppa contenuti attraverso le performance sulle facciate degli edifici più importanti al mondo.

La mostra rientra nell’ambito della rassegna STUPOR MUNDI, un festival diffuso che coinvolge tutti i luoghi culturali di Casalmaggiore (biblioteca, musei, teatro) intorno ad tema comune rappresentato da un Paese del Mondo ogni anno differente. Quest'anno, per onorare il 150esimo anniversario dei rapporti diplomatici con l'Italia, il Paese scelto è il Giappone e la rassegna gode del patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano.

Yukio Shinohara, nasce a Nara (JP) nel 1948, si laurea presso l’Università degli Studi di Kyoto, Facoltà di Belle Arti, ma già durante il periodo dei suoi studi collabora con testate giornalistiche,

quotidiani e riviste giapponesi creando per loro illustrazioni umoristiche e fumetti. Attualmente è docente del corso Manga presso l’Università Seika di Kyoto. Presidente della FECO (Federation of Cartoonists Organizations) JAPAN e consigliere dell’Associazione dei Fumettisti Giapponesi, ha fondato la Hitokoma Art, che è un neologismo creato dalle parole Hitoko (per la gente) Manga (cartone animato/fumetto) e Art. Le sue opere, sono state esposte in molte mostre personali sia in Giappone che all’estero vincendo diversi concorsi internazionali. Nello stile Hitokoma, troviamo umorismo, cinismo, enigma e confronto con la realtà, ma il vero protagonista è il punto di incontro tra lo spettatore e l’opera, tra due punti di vista, entrambi rispettati nella loro integrità.

Marco Nereo Rotelli, è nato a Venezia nel 1955, dove si è laureato in architettura nel 1982. Conosce e ama Casalmaggiore, dove da diversi anni, si rigenera dalla vita frenetica che abitualmente lo porta a viaggiare per il mondo. Artista internazionale con mostre e performance istallative in tutto il mondo, da anni persegue una ricerca sulla luce e sulla dimensione poetica che Harald Szeemann ha definito come «un ampliamento del contesto artistico».

Hitokoma è un sistema di lavoro che può avere molte letture diverse. In questa mostra per esempio vediamo che all’idea di Hitokoma gli artisti in mostra arrivano per vie diametralmente opposte. Rotelli frequenta da sempre la cultura alta, i suoi lavori, le sue installazioni sono il prodotto di un incontro con grandi poeti, grandi musicisti ed intellettuali e si rivolgono alle grandi masse. Negli anni ha creato un’interrelazione tra l’arte e le diverse discipline del sapere. In questa mostra ha deciso di dare un senso unitario all’allestimento, con una serie di otto opere che ricordano tavole pitagoriche del pensiero. Ogni piccola formella racchiude e custodisce una parola quasi a volerne preservare il valore ed il significato ancestrale. Marco Nereo Rotelli in questo progetto ha fortemente voluto dare attenzione all'immagine che la parola gli suggeriva, applicando una grande forza espressiva senza però mai farne figurazione o soggetto. Tutta la poesia che traspare è amore, ogni pennellata é dipinto, materia astratta dalla superficie. Una grande opera storica dedicata all’oriente, sarà donata dall’artista al Comune di Casalmaggiore.

Il Prof. Yukio Shinohara elabora la cultura popolare del Manga, rendendola contemporanea e partecipativa, partendo dai saperi comuni. Dal punto di vista tecnico, normalmente le sue opere si avvicinano alla tradizione del Manga-fumetto, perché solitamente vengono disegnate a penna e poi colorati con colori ad acquarello, ma per questa mostra abbiamo scelto lavori dipinti direttamente con colori acrilici su carta, avvicinandosi maggiormente alla pittura.

In questa serie, già presentata alla galleria MAG di Como, troviamo umorismo, cinismo, enigma e confronto con la realtà, ma il vero protagonista è il punto di incontro tra lo spettatore e l’opera, tra due punti di vista, entrambi rispettati nella loro integrità. Ad arricchire la mostra, la presenza del suo allievo preferito, Taro Sakakibara, con due impressioni urbane del Giappone.

Entrambi gli artisti lavorano però in un’area che sfida i confini dell’arte e del mondo dei conoscitori d’arte per un opera aperta e percepibile alle masse. Si tratta di un’arte che vuol condurre il popolo a una percezione artistica o a veder con occhi nuovi e mente fresca cose e mondi da sempre vissuti come scontati. Potremmo quasi definirlo un ready made al contrario.

Inaugurazione: sabato 22 ottobre, ore 17:00

Intervento inaugurale a cura di A.S.D. Dimensione Danza, direzione artistica Nilla Barbieri

Orari di apertura: dal martedì al venerdì, 8:00 - 13:00; sabato e festivi 15:30 - 18:30

Ingresso: intero 3,00€; ridotto 2,50€; gratuito scolaresche

In occasione della Fiera di San Carlo, dal 1° al 6 novembre, apertura straordinaria gratuita dalle 15 alle 19.

Marsiglione Arts Gallery

www.magcomo.it +39 3287521463

info@marsiglioneartsgallery.com

Paolo G. Conti

Materia, Volontà, Movimento

3 settembre – 2 ottobre 2016

Paolo Guglielmo Conti è nato a Budrio di Bologna il 9 febbraio 1952. Diplomato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, per anni ha insegnato Discipline plastiche ed Educazione visiva nei licei artistici di Lovere, Verona e Parma. Scultore, disegnatore, mail-artista, performer, curatore di eventi artistici e culturali, dottore in Patafisica con il titolo di Proconsole onorario, ha partecipato a molte esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere sono esposte in prestigiosi musei pubblici e in collezioni private. Di lui hanno scritto, fra gli altri, Vincenzo Accame, Enrico Baj, Renato Barilli, Gianni Cavazzini, Giorgio Celli, Renzo Margonari, Luigi Meneghini, Nicola Micieli, Claudio Parmiggiani, Carlo Arturo Quintavalle, Valter Rosa, Frediano Sessi, Afro Somenzari e Miklos Varga.

Attualmente vive e opera a Viadana (MN), dove è anche Coordinatore della Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea all’interno del MUVI e Presidente della Pro Loco.

Sculture recenti, opere su carta, nuove installazioni, oltre alla performance dell’artista medesimo, sono ora visibili nella mostra allestita presso il Museo Diotti (Spazio Rossari e giardino), con sezioni presso il cortile del Museo del Bijou e altri luoghi storici di Casalmaggiore. La mostra si configura come evento collaterale alla rassegna Casalmaggiore Contemporanea realizzata dall’Associazione Amici di Casalmaggiore che punta a creare per tutto il mese di settembre un vivace circuito artistico in grado di animare la città.

Scrive in quest’occasione Valter Rosa: “…mi è capitato più volte di incrociare il suo lavoro artistico, e di nuovo la mobilità e l’equilibrio calcolato di forme massive o filiformi, la sospensione, la cadenza ritmica, talora armonica e musicale, fra inserti polimaterici, recuperi di oggetti e materiali industriali, se denotavano l’assimilazione della miglior scultura del XX secolo, portavano la mia attenzione in altra direzione, difficile da afferrare nella sua specificità, perché fuori da una coerente – in senso stilistico – organizzazione di forme. Mi colpiva comunque la vettorialità, tanto insistita poi nelle opere più recenti, nelle quali, con senso ludico e sottile ironia, la linea si fa forma plastica in divenire, disegno spaziale le cui fughe all’infinito sono bloccate da piccole od ampie volute, da gorghi, da perle di luce e di vetri colorati. Materia e stile della volontà, piuttosto che delle forme, condita da un riso baudelairianamente inteso come sentimento della caduta…”

Inaugurazione
sabato 3 settembre, ore 18.30

Apertura
da martedì a venerdì 8.00-13.00
sabato e festivi 15.30 -18.30

ingresso libero

Colpire nel segno

Un secolo di grafica pubblicitaria nella Bassa



Dal 16 aprile al 19 giugno 2016
Inaugurazione sabato 16 aprile



Questa nuova mostra del Museo Diotti intende offrire una panoramica – sintetica, ma efficace – di un genere, quale la grafica pubblicitaria, che ha avuto nel corso dell’ultimo secolo una crescita esponenziale, legata alle trasformazioni della società, dell’economia, della comunicazione e dei suoi strumenti.
In questo ambito il territorio della Bassa è stato ed è caratterizzato dalla presenza di personalità di sicuro interesse. Una prima sezione della mostra è dedicata agli autori “storici” attivi nella prima metà del Novecento: sono qui presenti opere dei “nostri” Aldo Mario Aroldi, Tino Aroldi e Goliardo Padova (che a metà degli anni ’50 istituì anche a Casalmaggiore un corso di grafica pubblicitaria presso la Scuola di disegno “Bottoli”) oltre che del più rinomato Marcello Nizzoli di Boretto (che rappresentò per tutti un modello e un riferimento imprescindibile), di Vando Tapparini di Dosolo e di Gino Pelizzola di Viadana.
A questa prima generazione di artisti che si applicarono alla pubblicità, ma che restarono pittori o incisori di formazione e di vocazione, sono seguiti in epoca più recente professionisti di formazione sempre più specifica e settoriale, il cui modo di lavorare è nel frattempo mutato profondamente: al pennino, al pennello e all’aerografo i nuovi graphic designer hanno sostituito infatti la fotografia e le tecniche digitali.
Accanto ai singoli Autori, ampio spazio è riservato in mostra ad alcune delle principali Aziende del territorio e all’immagine con cui – nel tempo – esse hanno scelto di presentarsi sul mercato.
Intorno ad un oggetto simbolo quale il “grande pennello” che fu protagonista di un fortunato spot televisivo, sono qui raccolti materiali svariati: cataloghi, inserti per riviste, manifesti, packaging, gadget… Una sezione a sé è riservata alle industrie del comparto agroalimentare, mentre conclude la mostra una sezione collaterale dedicata ai materiali prodotti dal territorio per la promozione di eventi (fiere, mostre, sport e spettacoli).

Ideazione mostra e selezione materiali storici:
Valter Rosa
Selezione materiali contemporanei: Armando Chitolina, Antonella Pizzamiglio
Organizzazione: Armando Chitolina, Roberta Ronda
Apparati: Lucia Miodini

Evviva Picasso !

Dal 27 febbraio al 3 aprile 2016
Inaugurazione sabato 27 febbraio, ore 17



L’attività espositiva del Museo Diotti riprende all’interno dello Spazio Rossari completamente rimesso a nuovo e riprende nel segno di Picasso.

Il titolo della mostra - ideata e curata da Valter Rosa - è ripreso da un articolo scritto dal pittore casalasco Mario Beltrami nel 1949, dopo che lo stesso aveva visitato una mostra dell’artista spagnolo tenutasi alla Galleria del Milione a Milano. Non senza ironia, Beltrami intitolò il suo pezzo Evviva Picasso! Oggi lo capiscono tutti!: era un segnale dell’enorme successo, mondano oltre che artistico, che Picasso stava riscuotendo a tutti i livelli. Anche negli angoli più sperduti della provincia italiana il nome Picasso divenne dalla metà degli anni Cinquanta sinonimo di modernità, di energia rivoluzionaria, di coscienza morale (enorme fu soprattutto l’impatto di Guernica), di spregiudicatezza e di anticonformismo, di vitalità e libertà nella vita e nell’arte.

Nel 1953 Lionello Venturi scriveva: «Da più di quarant’anni Picasso è la guida del gusto moderno, che molti artisti seguono e al quale molti altri si oppongono. Ma nessuno può fare a meno di lui. Egli ha mutato il suo stile varie volte, e sempre col medesimo risultato di entusiasmare o d’irritare a seconda dei temperamenti individuali e degli ambienti locali. Quaranta anni sono molti. Gli artisti del mondo intero non si sbagliano per un periodo di tempo così lungo. Anche gli avversari oggi riconoscono la grandezza di Picasso e si domandano inquieti che cosa farà domani».
Questo grande interesse si rifletté prontamente nella sensibile influenza di cubismo e picassismo nel lavoro di diverse generazioni di artisti per tutta la seconda metà del Novecento e oltre. «L’arte moderna – annotava allora nel suo zibaldone lo scultore cremonese Ercole Priori, fra i più sensibili alla ricerca picassiana, soprattutto postcubista – passa sotto l’arco di trionfo di Picasso».

E’ di questo fenomeno così vasto e sfaccettato che la mostra del Museo Diotti intende offrire un piccolo ma significativo spaccato, tenendo conto di tutte le anime del “picassismo”, nonché dei periodi diversi dell’artista, forieri di varie e talora opposte tendenze.

Saranno esposte opere legate alla prima formazione o, talvolta, alla piena maturità di pittori e scultori in qualche modo legati al Museo Diotti e al territorio: Adone Asinari, Vincenzo Balena, Luisa Bellini, Domenico Cantatore, Mino Ceretti, Armando Chitolina, Sereno Cordani, Chiara Federici, Martino Fiorattini, Vittorio Magnani, Fabrizio Merisi, Goliardo Padova, Giuliano Pescaroli, Ercole Priori e Bepi Romagnoni. Opere non tutte – beninteso – ascrivibili a una diretta influenza o suggestione picassiana, talvolta più orientate a matrici cézanniane o di un cubismo alla Braque e alla Juan Gris, o ancora a influenze primitiviste, espressioniste o dada-surrealiste, ma informate comunque a quei principi formali ed espressivi, a quella sperimentazione tecnica (il collage e il rilievo polimaterico) che scaturirono sorgivamente dalle invenzioni di Pablo Picasso.

Completa l’esposizione una scelta di materiali dell’archivio del Museo Diotti e utili a contestualizzare i diversi aspetti e momenti dell’influenza picassiana in Italia.

Mostra a cura di Valter Rosa

I meloni, la lince,le zanzare

Martino Fiorattini - visionario Padano

31 ottobre 2015 - 10 gennaio 2016

Pare incredibile che possano esistere dei talenti artistici straordinari senza che nessuno intorno se ne accorga, eppure questo può accadere in alcuni luoghi della Bassa, come nel caso di Martino Fiorattini (1928-1997), un contadino di Casteldidone, un coltivatore di meloni - la specialità del luogo - che dopo i cinquant’anni scopre di avere una passione incontenibile per la pittura, una passione tanto forte da distoglierlo spesso dalle sue normali occupazioni.
È inizialmente la scoperta di Ligabue, poi di Picasso, poi soprattutto di Van Gogh, del Pointillisme, di tutta l’area fauve e dei pittori del Die Brücke, conosciuti chissà attraverso quali vie, imitati, citati e stravolti secondo la sua personale sensibilità, a fare esplodere quel mondo di colori e di forme che sino a quel momento Martino Fiorattini aveva tenuto dentro di sé.
Paesaggi coltivati, cascine, edifici carichi di memoria, animali selvatici, fiori e frutti, e personalissimi ritratti sono i temi principali dei suoi dipinti, nei quali s’incuneano tasselli di piccole storie, figure emblematiche tutte da decifrare. Pittura di visioni cosmiche e lenticolari, di vedute da lungi e da presso, grandangolare e telescopica nello stesso tempo, con una maestria del tocco, con un gusto dei contrapposti cromatici da farne - quasi inspiegabilmente per un autodidatta - un vero maestro del colore.
Martino Fiorattini, la cui scoperta si deve a Bruno Arcari, è un’autentica rivelazione e questa sua prima mostra personale, presentata da una grande studiosa dell’arte irregolare, Bianca Tosatti, non può che essere l’avvio della sua fortuna postuma.

Mostra a cura di Bianca Tosatti, con la collaborazione di Bruno Arcari e di Valter Rosa

Promossa dal Comune di Casalmaggiore e dal Comune di Casteldidone con la collaborazione della Galleria Spazio U.
Sponsor tecnico Arcari Cornici.

Catalogo Edizioni Biblioteca A.E.Mortara a cura di Bianca Tosatti
Video a cura di Roberta Ronda

Memoria dell'acqua 

fotografie di Adele Ardigò

Dal 19 settembre al 11 ottobre 2015
Inaugurazione sabato 19 settembre 2015, ore 17
Prorogata fino al 25 ottobre!


Adele Ardigò, nata a Teramo nel 1991, vive e lavora a Milano. Nel 2013 si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove sta completando gli studi di II livello in Comunicazione e organizzazione per l’arte contemporanea. Ha esposto i suoi lavori in diverse mostre collettive, tra cui le due iniziative de L’universo invisibile, nel 2012. E’ stata tra i finalisti del X Premio Nazionale delle arti 2013, della II edizione del Premio Cramum 2014 e vincitrice del XVII Concorso di pittura Alida Epremian. Nel 2015 ha partecipato al Salon Brera-Bicocca.
La sua opera Pulsar è esposta dal 2013 al 2018 all’Istituto Nazionale di Astrofisica di Milano.

«Ho voluto indagare l’acqua come elemento senziente, cosciente, in grado di registrare e conservare segni, impronte, ricordi di ciò con cui viene a contatto, di altre parti di sé. Memoria altresì alimentata in uno scambio di messaggi invisibili, risonanze vibranti e sensazioni formali con la realtà circostante, trasmessi in un dialogo di proiezioni che virtualmente si animano nella riflettività della superficie. Al di sotto di essa, segretamente si rivela un trasparire di impressioni, composte in una stratificazione temporale, che va a tradursi nell’intrinseca profondità dell’acqua: la sua densità memoriale».
Sorprende in un’artista giovane, qui alla sua prima mostra personale, la consapevolezza della direzione teorica della propria ricerca, esplicitazione – quasi – di un piano di lavoro a lunga scadenza. Bisogna, però, capire una cosa: il progetto segue l’esperienza delle sensazioni, non viceversa. Quando osserva l’acqua, Adele scopre certamente un pensiero che è già dentro di lei e che si va precisando, ma altri ne trova facendo, altri ancora rimirando quanto ha prodotto, come un pescatore che trascorre le sue giornate a scrutare le minime increspature del suo angolo di fiume o di lago, per tirarne conseguenze sulla posizione della sua possibile preda. Non servono conferme dalla filosofia antica o dalla fisica moderna sull’età delle acque, sulla capacità dell’acqua di trasmettere informazioni, perché la «memoria dell’acqua» noi la possiamo toccare coi nostri occhi.
Questa serie di foto di Adele Ardigò è davvero intrigante! Da quell'acqua – la stessa, forse, osservata, indagata pazientemente nell’arco di due estati – ha tirato fuori tutto: luci, ombre e abissi, densità plumbee e trasparenze, morbidezze sensuali – ci sono maschere e volti che sembrano corpi variamente ritratti – e riflessi pungenti, fili d'erba e misteriosi corpi celesti elicoidali, sprofondamenti ed elevazioni, esaltazioni e turbamenti, con tanta inquietudine stabilmente installata nella bellezza che si può cogliere stando sulle rive di uno stagno. Non lo scoop dell’inatteso, ma una ricerca metodica fissata sulla soglia del visibile e dell’invisibile, soglia che è la vera sostanza materiale-immateriale del mondo. Mentre fotografa e sfrutta tutte le risorse della fotografia, ma senza artifici da photoshop, Adele, forte del talento, delle risorse tecniche e mentali di un pittore, non smette di dipingere la sua immagine della profondità, dove profondo non è ciò che s’inabissa tridimensionalmente e illusivamente oltre la superficie, ma è la superficie stessa trasparente e/o specchiante, densa, tranquilla e mutevole dell’acqua, estesa cornea di Narciso vedente e riflettente al contempo, come gli occhi di chi guarda.
Ma, dopo la poesia dell'acqua – che probabilmente avrà ancora molto da mostrarle e che le consentirà di rivelarlo a noi – mi piacerebbe pure che il suo obiettivo si posasse in futuro su cose più prosaiche, su fatti quotidiani più opachi e apparentemente impenetrabili. Chi è capace di scoprire mondi in una goccia d'acqua, forse potrebbe aiutarci ad osservare un po' meglio o diversamente tutto ciò che siamo diventati incapaci di vedere.

Mostra a cura di Valter Rosa

Giuseppe Chiari 

Quit Classic Music

dal 20 giugno al 26 luglio 2015

Sono le stesse parole di Giuseppe Chiari a definire l’opera di Giuseppe Chiari, descrivendo l’happening: “la musica, la scrittura, la pittura, le figurazioni gestuali, la propria voce, sono i veicoli della comunicazione creativa: un’arte vissuta più che guardata.” Parole che sostengono la certezza di come arte e musica siano forme espressive di necessità primaria del vivere umano, proprie della natura umana, come sensibilità alla conoscenza per esperienza diretta e gestuale, di azione sulle e delle cose.
Anna Vergine e Gabriele Fallini, curatori della mostra

Giuseppe Chiari (1926-2007) è stato un artista concettuale, protagonista della scena culturale italiana e internazionale nella seconda metà del Novecento. I suoi interessi ed ambiti d’azione furono molteplici e non riconducibili ad una singola disciplina: tutta la sua attività fu piuttosto una ricerca volta a superare i sistemi codificati e i linguaggi specifici.
Chiari ebbe una formazione universitaria scientifica (studiò matematica e ingegneria), ma si dedicò bene presto alla musica, sia come pianista che come compositore, attratto dalle esperienze di John Cage e fondatore nel 1960 - con Pietro Grossi - dell’associazione “Vita musicale contemporanea”. Le sue sperimentazioni lo portarono a esplorare e a rinnovare il linguaggio della musica, dell’arte visiva e della performance, inventando la “Musica d’Azione” e la “Musica Visiva”.

Lo stretto legame fra arte e musica che pervade la produzione del Maestro Chiari spiega il coinvolgimento dell’Associazione Amici del Casalmaggiore International Festival nell’organizzazione di questa mostra. Il Festival ospita infatti da alcuni anni una sezione dedicata alla musica contemporanea coordinata da Megumi Masaki, concertista e docente presso l’Università di Brandon (Manitoba, Canada). Il programma CIME (Contemporary International Musical Exchange) del Festival prevede una serie di concerti dedicati a nuove composizioni, anche multimediali, in prima nazionale ed europea, realizzati con la collaborazione degli stessi compositori presenti al Festival. Nel corso della mostra alcuni concerti saranno programmati proprio all’interno del Museo Diotti. L’ultimo di questi sarà un concerto con musiche di artisti legati a Fluxus che – come affermato da Vittorio Rizzi, autore di uno dei testi per il catalogo - si propone di “superare i confini tra le diverse forme d’arte, e tra l’arte e la vita, ampliando il linguaggio estetico sino a comprendere l’intera gamma delle sensazioni disponibili, e attribuendo al gesto dell’artista, effimero e irripetibile, il compito di risvegliare e mantenere desta l’attenzione percettiva dell’ascoltatore”.

L’adesione a Fluxus è fondamentale per comprendere e contestualizzare l’arte di Chiari: egli aderì nel 1962 e fu uno dei massimi esponenti italiani di questo movimento della Neo-Avanguardia internazionale per cui l’arte non era concepita come un fatto soggettivo, ma come un “network creativo”, un flusso energetico dialogante, creatore di continue relazioni e scambi, anche con i fruitori. La Musica d’Azione di Chiari era basata su un metodo d’esecuzione che affiancava agli strumenti tradizionali elementi sonori casuali quali l’acqua, sassi o foglie secche. Libertà espressiva, causalità ed improvvisazione erano una costante delle sue performances, in cui assumevano un ruolo determinante il gesto, il linguaggio, l’immagine. I risultati produssero un impatto alquanto trasgressivo, incurante delle contaminazioni fra materiali e tecniche. Chiari cominciò con le prime partiture in cui i segni delle note o dei gesti da compiere assumevano l’evidenza visiva di vere e proprie immagini autonome; proseguì con collages che assemblavano spartiti, fotografie ed elementi pittorico-gestuali, quali segni e scritte a caratteri nitidi (i caratteristici “statements” ad effetto, tracciati a pennarello o a china, fra cui “la sostanza della musica è la voglia di suonare” oppure “l’arte è facile”), fino a giungere allo strumento stesso che diviene esso stesso oggetto del collage o supporto di altre forme espressive – come accade per il pianoforte esposto in questa mostra – che cercano una contaminazione fra visualità e sonorità intrinseca dello strumento.

Riprendendo il modello delle Avanguardie, gli artisti Fluxus puntano a superare ogni forma di mediazione culturale, utilizzando mezzi e materiali economici e di facile diffusione che consentono loro di aggredire il sistema dell’arte, della comunicazione, delle istituzioni (uno dei canali attraverso cui Fluxus si espresse fu ad esempio la mail-art). Altrettanto significativa fu, nel 1964, l’adesione al Gruppo 70 che riuniva pittori, poeti e musicisti interessati a sperimentare l’interdisciplinarità tra le arti e a comprendere i fenomeni della comunicazione di massa. Ne nacquero una serie di esperimenti tra parola e immagine, tra scrittura e pittura (poesia concreta e poesia visiva) che trovarono nel collage la tecnica più congeniale e che traevano i loro elementi dalla pubblicità, dai quotidiani, dai rotocalchi.
INFO
La mostra, curata da Anna Vergine e Gabriele Fallini, è realizzata in collaborazione con:
• Archivio Giuseppe e Victoria Chiari, Firenze
• Galleria Armanda Gori Arte, Prato e Pietrasanta
• Associazione Amici del Casalmaggiore International Festival

Catalogo
La mostra è corredata da un catalogo di 64 pagine, pubblicato dalle Edizioni Biblioteca Mortara con testi di Anna Vergine e Gabriele Fallini (curatori) e di Vittorio Rizzi (musicologo).

La mostra sarà inaugurata sabato 20 giugno, alle ore 18,00.
Sarà successivamente aperta fino al 26 luglio nei seguenti orari:
da martedì a venerdì, ore 8,30-12,30
sabato e festivi, ore 15,30-18,30
Ingresso, comprensivo di mostra e Museo: intero € 3,00 (riduzioni e gratuità come da condizioni ordinarie di biglietteria)

Non Numeri. . . Persone
1915 - 1918 

Casalmaggiore e la Grande Guerra

Dal 24 maggio al 14 giugno 2015

Mostra didattica a cura dell’Associazione
Il Torrione sul Po

1915-2015, cent’anni!
Un arco di tempo lungo un soffio nei libri, ma distanza epocale nelle memorie di famiglia. Oltre quattro generazioni si sono succedute e via via si sono ingialliti i ricordi di famiglia di quell’immane tragedia che fu la Prima Guerra Mondiale. Ricordi col tempo relegati nei cassetti, poi nelle soffitte e oggi forse dimenticati… Dopo cento anni incombe il rischio che su quella generazione di casalaschi che tanto soffrì, a causa della guerra, scenda l’oblio.
L’Associazione Il Torrione sul Po - Gruppo Storico di Casalmaggiore, pur professandosi unanimemente contraria ad ogni guerra, crede fermamente nell’importanza della memoria, come mezzo per costruire una società senza odio.
Per questo, oltre un anno fa, ha coinvolto la cittadinanza allo scopo di raccogliere documenti e testimonianze e il prossimo 24 maggio, nel centenario dell’entrata in guerra, inaugurerà una mostra didattica rivolta alla città e in particolare ai giovani. Essa è stata realizzata col contributo di tanti casalaschi, residenti o trasferitisi, animati tutti dal desiderio di onorare il ricordo di coloro che sopportarono sacrifici fino al dono della propria vita.


Riflettere sull’atrocità della guerra per apprezzare
il valore della pace.


La mostra NON NUMERI…PERSONE si inserisce nell’ampio e partecipato progetto “Casalmaggiore e la Grande Guerra”, che - articolato in più date, luoghi e attività - si propone di rievocare quegli anni terribili che vanno dal 1915 al 1918.
E così accanto alla dedicazione alla pace del Sacello di Quattrocase, restaurato a cura dei volontari del Gruppo Emergenti, il Torrione ha dato vita ad una fanfara con coro, ha organizzato un incontro con Bruno Bignami, autore del libro La Chiesa in trincea e un dibattito con John Ceruti, direttore del Museo della Guerra Bianca di Temù.

Mille saluti da Casalmaggiore

Dalle cartoline storiche alla mail art

La nuova mostra del Museo Diotti, che sarà inaugurata sabato 28 marzo alle 17, si colloca nell’ambito della documentazione e della ricerca – proprie dalla missione del Museo – sul paesaggio, sulla città, sul territorio e sulle forme della loro rappresentazione.

Il Museo possiede, fra le raccolte normalmente non esposte al pubblico, un piccolo fondo di cartoline storiche che si prestava come punto di partenza per una mostra più articolata: questa è stata possibile grazie al prestito di due collezionisti casalaschi, amici e collaboratori del Museo già in altre occasioni, Lucia Mainoldi Capelli e Mario Buglia che da anni raccolgono cartoline di Casalmaggiore, alcune delle quali ormai molto rare.

La mostra non intende avere carattere di esaustività: i pezzi esposti avrebbero potuto essere molti di più, anche perché spesso le cartoline sono state realizzate in molte varianti, simili fra loro. E’ stata quindi effettuata una selezione, a cura di Valter Rosa, che consentirà comunque di osservare in mostra circa 300 pezzi raffiguranti gli scorci più caratteristici della città, dal fiume alla piazza, dalle chiese alle principali strade, a documentare le trasformazioni intervenute a Casalmaggiore dagli inizi del Novecento agli anni Sessanta.

A corredo della mostra viene proposto un montaggio-video di alcune immagini del passato a confronto con la città attuale: esso è stato realizzato da Fabrizio Paroli e Chiara Vietta, studenti del Liceo Classico di Casalmaggiore, nel corso della loro recente esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta presso il Museo.

Quella delle cartoline storiche è tuttavia solo una sezione della mostra: ad essa è stata infatti affiancata una sezione di Mail Art, grazie ad un’idea di Tiziana Priori e con la collaborazione di Ruggero Maggi, uno dei massimi esponenti di questo genere artistico. I due artisti milanesi hanno lanciato ad una cerchia di colleghi un progetto denominato “Museo Diotti Card”, proponendo loro la realizzazione di una cartolina d’artista, prendendo spunto da alcune immagini di Casalmaggiore (la facciata del Museo Diotti, la Chiesa di Santa Chiara e il Duomo di Santo Stefano) che hanno costituito la base di partenza per un intervento artistico molto vario e creativo. Hanno aderito al progetto ben 207 artisti, provenienti da tutt’Italia, da molti paesi europei, ma anche dagli Stati Uniti, da vari stati del Sud-America, dal Canada e dal Giappone. Le cartoline pervenute in poco più di un mese sono state 380: un successo che è andato oltre ogni aspettativa. Lo spirito che anima queste coloratissime cartoline contemporanee d’artista è prevalentemente l’ironia: gli autori scatenano la loro fantasia manipolando in ogni modo le immagini di partenza, facendo interagire spesso testo e immagini e, soprattutto, ricorrendo alle tecniche più disparate: dal fotomontaggio all’elaborazione digitale, dal collage agli interventi più propriamente grafici e pittorici. Fra le più insolite: cartoline cucite, cartoline di legno o di stoffa che diventano dei veri e propri oggetti tridimensionali.

Immagini postume 

Guglielmo Pigozzi - fotografie

Dal 28 febbraio al 22 marzo 2015
Inaugurazione sabato 28 febbraio 2015


Guglielmo Pigozzi (Viadana, Mn, 1955), fotografo professionista dalla metà degli anni Ottanta. Ha operato nel campo della fotografia industriale e pubblicitaria. Sul piano della ricerca propriamente artistica, ha realizzato alcuni libri fotografici d’artista (Tratti e Ritratti, L’illuminazione pubblica, L’ottico). Ha tenuto personali e partecipato a collettive a Mantova,Viadana, Borgoforte, Gualtieri, Reggio Emilia, Casalmaggiore, Verona, Pistoia, Soncino, Brescia, Civitavecchia, Parma. Del suo lavoro si sono occupati in sede critica Liliana Cavani, Sergio Calatroni, Giorgio Cortenova, Edda Ferri Freddi, Ando Gilardi, Mauro Panzera, Valter Rosa e Afro Somenzari.

“L’immagine è morta per affogamento, o perlomeno ha cominciato ad affogare nella palude delle icone senza numero che coprono la carta e i video, il giorno in cui è nata la Fotografia. E di morire, ma meglio sarebbe scrivere di finalmente crepare, l’immagine se lo merita ...”: così scriveva molti anni fa Ando Gilardi, il più acuto storico della fotografia e impietoso fustigatore della sua “stupidità”, presentando una mostra di Guglielmo Pigozzi. Certo sarebbe troppo voler far coincidere un pensiero critico così estremo con l’operatività di un artista-fotografo che sin dall’inizio della sua carriera, alla metà degli anni Settanta, non ha mai creduto che un’immagine fotografica potesse impunemente essere accostata alla nostra percezione della realtà.

Vero è che a guidare la ricerca di Guglielmo Pigozzi (Viadana, 1955), più che un’istintiva diffidenza nei confronti del mezzo, è stata una meditata coscienza secondo cui la fotografia non corrisponde solo a un’impressione esterna oggettiva, non è solo l’opera di un agente potente, la luce, ma una risposta più complessa, interiore, soggettiva, una vera e propria “passione”, per dirla con Goethe. Dire “scrittura della luce” non serve a cogliere la sostanza della cosa. Così, a voler restare sul piano puramente tecnico, fu chiaro fin dall’inizio a Pigozzi che le modalità attraverso cui la luce scrive il mondo possono essere declinate in modi ben lontani dall’evidenza percettiva, e che, da premesse rassicuranti legate a un’apparenza comune e condivisa, si può approdare ad un’immagine straniata e straniante, nei giochi diottrici, catottrici ed parottici dell’ottica fisica, nelle colorazioni della chimica e soprattutto nelle risposte attive del nostro occhio, non passivo ricettore, ma produttore di colori e di immagini, senza dimenticare il ruolo essenziale svolto dalla memoria nel processo immaginativo. L’immagine fotografica allora non è registrazione meccanica e mimetica, è traccia, impronta, sedimento, ed al contempo rimbalzo, riemersione, distrazione, sovrapposizione.
All’inizio Pigozzi ricercò gli effetti della luce polarizzata su medium plastici apparentemente incolori, poi studiò la metallocromia che lo ha avvicinato a ricerche sull’applicazione alla fotografia del selenio, del palladio e del platino. Consapevole però dei rischi di un campo di ricerca confinato tra formalismo astratto e sperimentalismo tecnico, se ne allontanava presto scegliendo la strada della contaminazione dei linguaggi, esplorando nuove risorse espressive dal recupero di immagini devitalizzate dei rotocalchi (la serie delle “trieline”), quasi a esorcizzare in ogni modo la “stupidità” e la “volgarità” della fotografia. Da allora in poi Pigozzi ha continuato a fare e raccogliere foto, ma senza la bulimia tipica dei suoi colleghi professionisti, in modo discreto, fermando l’attenzione su dettagli di luoghi e situazioni, piccole minute storie quotidiane sospese nel tempo, lasciando sedimentare anche quelle immagini scaturite da effetti non voluti, errori palesi, difetti tecnici, cercando insomma di trattenerle più con gli occhi e la propria memoria che col mezzo fotografico, senza sapere che poi tutto ciò sarebbe riemerso in un modo straordinariamente compatto e coerente, complice ora la manipolazione digitale, non veicolo di effetti speciali, ma restituzione generativa di immagini postume. Ora ce le propone, giocando sul doppio registro del macro e del micro, attraverso una serie di stampe digitali su grandi tele, realizzate fra il 2006 e il 2009, a confronto con foto di piccole dimensioni. Tanto il supporto, quanto la manipolazione cromatica e segnica, esaltano le qualità ambiguamente pittoriche di questi grandi lavori che Pigozzi delimita in qualche caso riproducendo fotograficamente delle cornici dorate, una sottolineatura non priva di ironia. Intravediamo paesaggi industriali, angoli di periferie e fabbriche abbandonate, un campo di grano piegato dal vento, dettagli del selciato stradale e molte altre cose: non vedute, tuttavia, ma stati d’animo e racconti intimi, singolarmente parlanti e allo stesso tempo universali. Uno spazio residuale e narrante come luogo potenziale di accadimenti perturbanti, svuotato però di ogni contingente fatto di cronaca. Fotografie che si guardano quasi ad occhi chiusi, come in un sogno - dipinte coi colori dei sogni - per inoltrarci nel mistero della visibilità e nella relazione inestricabile fra visibile ed invisibile che è la sostanza di ogni immagine, il suo singolare fascino e il suo straordinario potere.
Valter Rosa

Giuseppe Pezzani

Dal 6 dicembre 2014 all'11 gennaio 2015


La prossima mostra del Museo Diotti offre l’occasione per valorizzare, nel primo anniversario della morte, l’opera del concittadino Giuseppe Pezzani (1954-2013). Saranno esposti una ventina di dipinti, oltre a disegni, fumetti e appunti di studio che evidenziano le tappe più significative della sua ricerca artistica. Corredano la mostra un video realizzato da Pierluigi Bonfatti Sabbioni e un catalogo curato da Valter Rosa, realizzato grazie al prezioso contributo di Industrie Emiliana Parati SpA, l’azienda di Vicomoscano presso cui Pezzani ha lavorato per molti anni come colorista.

L’inaugurazione della mostra, alla presenza del sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, dei familiari, dei curatori e dei rappresentanti dell’azienda che ha sponsorizzato l’evento, si terrà sabato 6 dicembre alle ore 17.

Mostra e catalogo a cura di Valter Rosa











Aiuto mi sono perso

La provincia di Cremona illustrata



Dal 18 ottobre 2014 al 23 novembre 2014


Mostra a cura dell’Associazione culturale Tapirulan

“Aiuto mi sono perso” è un viaggio illustrato alla scoperta della provincia di Cremona. Gli illustratori in mostra sono trentacinque. Grazie alla loro fantasia le opere esposte percorrono con tutti i mezzi dell’arte oltre cento chilometri di territorio, ci ricordano che strumenti ad arco ed eccellenti artigiani vivevano in una terra ricca di storia e tradizioni secolari, le cui testimonianze parlano attraverso monumenti, cattedrali, piccole pievi di campagna, palazzi, nomi di strade che rievocano uomini e battaglie. Le manifatture dei cordai quasi estinti sono ora nuvole nel cielo serale e i meloni hanno la dimensione dell’universo, l’emisfero australe è occupato da mucche al pascolo, i maiali danzano sulle punte dentro la padella rovente, animali e ancora animali, dentro castelli gaudenti, pesci in un mare al contrario, centri storici immobili e surreali come il minuscolo attacchino nero che li tiene vivi con la colla e l'affissione di un evento che chissà quando accadrà. Immagini surreali o grottesche, o realistiche, tanti stili e altrettante tecniche per rivivere i luoghi in maniera inusuale, lasciando spazio all’immaginazione. In occasione della mostra verrà presentata a Casalmaggiore la nuova guida della provincia di Cremona – commissionata dal Distretto Culturale della provincia di Cremona – in cui le illustrazioni della mostra sono affiancate dai testi che, in chiave semiseria, descrivono tutte le tappe più significative delle mete turistiche della provincia.
In collaborazione con:
Comune di Casalmaggiore - Museo Diotti
Rete Bibliotecaria Cremonese

Illustratori in mostra
Julia Benfield, Marina Marcolin, Giuseppe Braghiroli, Rino Ferrari,
Beppe Giacobbe, Alberto Ruggieri, Barbara Petris, Toni Demuro,
Paolo Domeniconi, Giulia Orecchia, Andrea Rivola, Riccardo Guasco,
Faber Valeria Petrone Guido Scarabottolo Marco Somà
Joao Vaz De Carvalho Shout Olimpia Zagnoli Erika Pittis
Dimitri Fogolin Paolo D’Altan Michele Tranquillini Franco Brambilla
Gianni De Conno Chiara Carrer Antonello Silverini Fabio De Donno
Federico Maggioni Anna Castagnoli David Pintor Sylvie Bello
Francesco Chiacchio Franco Matticchio Chiara Dattola
Luoghi illustrati
Casalmaggiore Casteldidone Piadena San Giovanni in Croce Scandolara Ravara
Isola Dovarese Torre de’ Picenardi Lago Gerundo Motta Baluffi Ostiano
Pescarolo San Daniele Po Cicognolo Vescovato Sospiro
Cremona Castelverde Casalbuttano Paderno Ponchielli Grumello
Annicco Pizzighettone Soresina Castelleone Soncino
Montodine Crema Palazzo Pignano Pandino Rivolta d’Adda

Casalmaggiore Contemporanea
Brunivio Buttarelli and Friends

l'arte, lo spazio, il tempo

Dal 6 settembre al 5 ottobre


Casalmaggiore Contemporanea è un progetto dello scultore casalasco Brunivo Buttarelli: è una rassegna di arte e cultura contemporanea che comprende mostre, installazioni, concerti e incontri di approfondimento intorno ai temi del tempo e dello spazio.
Da anni Buttarelli – membro attivo della European Artist di Essen, dedica a questi temi la sua ricerca artistica, facendo della sua abitazione un luogo creativo dove vita e lavoro si compenetrano e traendo principale linfa dal costante scambio e dalla frequente interazione con artisti e operatori di varie nazioni del mondo. Brunivo Buttarelli and Friends, dunque: oltre alle opere dello scultore, esposte per la prima volta nei tre piani del casale Azzoni di Vicoboneghisio recentemente ristrutturato (proprio accanto alla casa-atelier dello scultore), la rassegna propone infatti le opere di ben 67 artisti italiani e stranieri, collocate nei principali luoghi espositivi di Casalmaggiore (il Museo Diotti e il Museo del Bijou, Santa Chiara e il Ridotto del Teatro Comunale), ma anche all’interno di una serie di spazi pubblici e privati normalmente non accessibili al pubblico (Palazzo Martinelli, Palazzo Porcelli, Palazzo Melzi, Casa Zani, ecc.).
La rassegna, organizzata dall’Associazione Amici di Casalmaggiore, prevede per tutto il mese un ricchissimo calendario di eventi collaterali rivolti gratuitamente a tutta la cittadinanza.

Tiziana Priori 

meditazioni per Gea



Dal 10 maggio al 15 giugno 2014


Le opere, che rimarranno esposte fino al 15 giugno 2014, documentano diversi aspetti della produzione più recente dell’artista, coagulati attorno ad un tema portante. Attraverso dipinti (realizzati su speciali carte nepalesi), installazioni e video, Tiziana Priori pone infatti al centro della sua ricerca il rapporto con il mondo naturale, ribadendo, nella sfera magico-simbolica propria dell’arte, il principio dell’aver cura, essenziale ad ogni relazione fra l’uomo e l’ambiente che lo circonda.

Opere quindi da intendersi, al di là della dimensione estetica, come formule propiziatorie, elementi augurali, parole di saggezza, come un invito a scoprire tutta la sapienza che è nascosta in ogni forma della natura. Una delle installazioni presenti in mostra è realizzata in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Diotti” di Casalmaggiore nell’ambito del progetto Comenius Smart and Simple.

Tiziana Priori, nata a Cremona in una famiglia di artisti, si è formata all’Accademia di Brera sotto la guida di Alik Cavaliere. La sua ricerca artistica l’ha portata ad approfondire, seguendo in particolare l’insegnamento di C.Gustav Jung e Milton Eri­ckson, la relazione tra arte, psicologia e spiritualità, attraverso espressioni astratte dove il colore è protagonista.

Utilizza ma­teriali come ferro, legno, resine, cemento, marmo, che contrap­pone alla delicatezza di carte fatte a mano, dipinte ad acrilico, in un gioco alchemico di contrasti, cercando una pittura tridi­mensionale. In questi ultimi anni si è dedicata a installazioni e sperimentazioni fra arte digitale e arte ambientale. I sui lavori sono in collezioni private e museali in Italia e all’estero.
Vive e lavora a Milano

Mostra e catalogo a cura di Valter Rosa
Presentazione in catalogo di Tiziana Cordani

Paesaggi della Bassa - Francesco Favagrossa

Dal 19 febbraio all'11 marzo 2012


Francesco Favagrossa, nato nel 1938 a Brugnolo, si avvicinò molto giovane alla pittura frequentando come apprendista lo studio di Palmiro Vezzoni a Rivarolo del Re. Resosi conto ben presto che l’arte non avrebbe potuto garantirgli di che vivere, Favagrossa ha svolto altre professioni, facendo della pittura una passione eminentemente intima e privata. Nato e vissuto in campagna, è il paesaggio familiare della bassa il tema ricorrente della sua produzione: un tema coltivato a lungo anche nelle uscite per dipingere a fianco del pittore sabbionetano Paride Falchi, il suo principale maestro. I suoi paesaggi preferiti sono quelli invernali, la terra umida, le cascine, gli angoli abbandonati dipinti all’aperto, in una simbiosi con la natura che sfida ogni condizione atmosferica.








Eventi

Conferenze

2016


23 settembre

FRANCESCO ARCANGELI IN CATTEDRA

presentazione del volume: Corpo, azione, sentimento, fantasia.

Naturalismo ed espressionismo nella tradizione aristica emiliano-bolognese.

LEZIONI 1967 - 70 II Mulino, 2016

A cura di Piero del Giudice

con una testimonianza di Guido Sanfilippo

 


17 giugno

CAMMINARE SULL’ACQUA

Christo e Jeanne-Claude sul Lago d’Iseo

Presentazione dell’evento a cura di Paolo Sacchini, storico dell’arte.

locandina


21 maggio

IL LABIRINTO DI FIUMARA D’ARTE

Proiezione del video Les Sentiers de l’Art (2014) di Laurent Chalet

e incontro con lo scultore Italo Lanfredini, autore di Arianna (1988-1989).

A cura di Marina Travagliati

locandina


30 aprile

MICHELE VEDANI SCULTORE

Intorno a Leandra Mortara

Presentazione del catalogo generale dell’opera dello scultore Vedani,

autore del busto in alluminio di Leandra Mortara presente nel Museo Diotti

come deposito della Fondazione ONLUS Casa di Riposo Leandra di Canneto sull’Oglio.

Incontro con l’autrice del volume Tiziana Rota.

locandina


16 aprile

GIOVANNI CARNOVALI DETTO IL PICCIO

Presentazione del volume di Renzo Mangili, Piccio.

Tutta la pittura e un’antologia grafica (Fondazione Giorgio Cini-Lubrina Editore, 2014).

Incontro con l’autore Renzo Mangili.

locandina


Sabato 12 marzo

CROCIFISSI LIGNEI NELLA BASSA

Conferenza di Giorgio Milanesi, storico dell’arte, Università degli Studi di Parma,

direttore del bollettino di studi storici “Vitelliana”.

locandina





2015


12 dicembre 2015

Lo strano caso del pittore Martino Fiorattini da Casteldidone

Conferenza di Valter Rosa nell'ambito della mostra "I meloni, la lince, le zanzare. Martino Fiorattini visionario padano".

Con interventi di Bianca Tosatti, Olivia Barbieri e Maria Inglese.

Locandina


10 ottobre 2015

Gli arredi storici della Farmacia Comunale

Presentazione del nuovo allestimento presso il Museo Diotti

Locandina.


27 maggio 2015

Presentazione del volume “La Chiesa in trincea. I preti nella Grande Guerra”

a cura di Bruno Bignami

nell’ambito della mostra “Non numeri… persone”

Locandina


30 maggio 2015

Panorami di guerra in Lombardia

percorsi culturali della Grande Guerra tra storia, memoria e necessità di tutela

a cura di John Ceruti, direttore tecnico del Museo della Guerra Bianca in Adamello

nell’ambito della mostra “Non numeri… persone”



2014


5 novembre

Incontro con l’illustratore Francesco Braghiroli

Iniziativa rivolta ai docenti nell’ambito della mostra Aiuto mi sono perso

Vai alla mostra


16 marzo

Conversazioni sul processo creativo

Relatori Ivan Paterlini e Daniele Ribola

Conversano con gli autori Vittorio Rizzi e Valter Rosa

Locandina



2013

 

16 marzo

Presentazione della guida creativa del Museo Diotti

a cura di Roberta Ronda e Luisa Zanacchi

Locandina


8 dicembre

Paesaggi rubati

Chiusura della mostra con la proiezione delle fotografie realizzate dai visitatori.

Invito


1° dicembre

LANDsARE. Per valorizzare il paesaggio: un’iniziativa di cooperazione europea tra aree rurali

a cura di Giuseppina Botti (GAL Oglio Po)

a seguire:

La RETE NATURA 2000 e il Lancone di Gussola

a cura della LIPU – sezione di Cremona


30 novembre

Presentazione dei progetti vincitori del bando “Ambiente e Territorio – Umberto Chiarini” 2012-2013

e premiazione dei progetti vincitori 2013-2014

a cura dell’Associazione Persona-Ambiente


24 novembre

Paesaggio, agricoltura e alimentazione nel pensiero di Emilio Sereni

a cura di Gabriella Bonini

(Biblioteca-Archivio Emilio Sereni - Istituto e Museo Alcide Cervi)

 

24 novembre

I mulini del Po: proposte di recupero di una tradizione

Il territorio, i cereali, la farina, i piatti: un patrimonio che non possiamo dimenticare

a cura di Slow Food – Mantova, Delegazione Oglio Po


22 novembre – Biblioteca di San Matteo delle Chiaviche (MN)

L'immagine del paesaggio nelle raccolte del Museo Diotti di Casalmaggiore

a cura di Valter Rosa


14 novembre

Energia, ambiente e paesaggio nel Cremonese

a cura di Maria Grazia Bonfante

(Forum Salviamo il paesaggio - Difendiamo i territori del cremonese, cremasco e casalasco)


12 novembre

Il paesaggio che mi fu rubato EDUCATIONAL

Incontro di presentazione della mostra riservato ai docenti di tutti gli ordini di scuole.

A cura di Valter Rosa, Pierluigi Bonfatti Sabbioni (Archivio Video Territoriale Oglio Po) e Luisa Zanacchi

vai alla mostra

Iniziative collaterali alla mostra Il paesaggio che mi fu rubato

link



2012

 

30 settembre 2012

La consegna delle chiavi a San Pietro

Presentazione del cartone di Giuseppe Diotti di proprietà dell’Accademia Carrara di Bergamo,

restaurato dallo Studio Crisostomi di Roma e concesso in deposito al Museo Diotti.

Interventi di Emanuela Daffra, Giovanni Rosella, Giovanni Valagussa e Valter Rosa

Invito

Scheda


24 agosto – Chiesa di San Lorenzo in Fossacaprara

Presentazione della mostra

I Federici di Fossacaprara. Una famiglia di artisti e artigiani

a cura di Valter Rosa

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5 luglio

Arte per gioco MOVIE

Presentazione del video realizzato durante gli incontri del corso di Arte per Gioco 2012

 

2011

 

Rassegna 800 al Museo

pieghevole

 

sabato 19 febbraio

La pittura di paesaggio nell’Ottocento lombardo

Chiara Nenci, storica dell’arte e docente di Storia del collezionismo e Museologia

presso il Politecnico di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Brera,

presenta il volume Viaggio in Lombardia (a cura di S.Zatti, Allemandi 2010)

che illustra le collezioni legate al tema paesistico

possedute dalle istituzioni aderenti alla Rete Museale dell’800 Lombardo, di cui fa parte anche il Museo Diotti.

 

sabato 5 marzo

Tra accademia privata e museo: la collezione d’arte di Giuseppe Diotti

Valter Rosa, Conservatore delle Civiche Raccolte d’Arte,

presenta una serie inedita di documenti d’archivio che consentono di ricostruire la ricca collezione d’arte

un tempo conservata a Palazzo Diotti.

Oltre che a fini didattici per la formazione degli allievi, Giuseppe Diotti costituì la sua raccolta con spirito civico e patriottico,

tanto che essa costituì per Casalmaggiore – nel 1865 - il primo caso di collezione aperta al pubblico.

 

16 marzo

Notte Tricolore

Inaugurazione della mostra Salon comique. Caricatura e satira politica in Italia prima e dopo l’Unità a cura di Valter Rosa.

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2 aprile

Un anno dopo l’Unità d’Italia: patriottismo risorgimentale e presenza del generale Garibaldi a Casalmaggiore

Conferenza del prof. Giorgio Lipreri inserita nel calendario 2011 della Rete Museale del’800 Lombardo

e frutto di recenti ricerche, compiute in collaborazione con la Biblioteca Civica “A.E.Mortara”, Aurora Furlai e Martina Buttarelli.

 

21 maggio

Francesco Hayez: nel laboratorio di un pittore di storia

Francesca Valli, storica dell’arte e coordinatrice delle Raccolte Storiche dell’Accademia di Belle Arti di Brera,

interviene sul grande pittore romantico, oggetto di nuovi studi e mostre nell’ambito delle iniziative celebrative del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

 

sabato 28 maggio

Musei nell’Ottocento. Alle origini delle collezioni pubbliche lombarde prima e dopo l’Unità

Maria Fratelli, storica dell’arte, Conservatore della Galleria d’Arte Moderna di Milano,

presenta il volume realizzato dalla Rete Museale dell’800 Lombardo

in cui sono raccolti gli atti dell’importante convegno che si è tenuto a Milano nell’ottobre 2010.

 

20 settembre

La collezione Pietro Mortara

Presentazione del nuovo allestimento nelle sale del Museo Diotti di Casalmaggiore

della collezione di proprietà dell’A.S.P. Casa Leandra di canneto sull’Oglio.

Interventi di Giovanni Rodella, Debora Bosio, Valter Rosa

Invito

Comunicato

 

12 novembre

Presentazione del volume Alberto Piersanti fotografo di guerra

a cura di Alberto Candi

nell’ambito della mostra 1915-18 l’ultimo atto del Risorgimento

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3 dicembre

L’Atelier dello scultore. Omaggio a Ercole Priori

Inaugurazione del nuovo allestimento a cura di Valter Rosa

e presentazione del video “Materiali e idee per la scultura”

Pieghevole

 


2010

 

8 settembre

Presentazione del volume a cura di Roberta Ronda

Dallo sguardo curioso alle competenze.

La scuola e i musei di Casalmaggiore per educare alla scienza e alla tecnologia

Il volume costituisce la documentazione finale del Progetto EST – Educare alla scienza e alla tecnologia

realizzato in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “G.Diotti” nell’a.s. 2009-2010.

 

19 giugno 2010

La Madonna del Buon Consiglio di Gaspare Landi

Presentazione del restauro effettuato col contributo della camera di Commercio di Cremona e del Lions Club Casalmaggiore.

Il dipinto restaurato sarà esposto preso il Museo fino al 12 agosto con corredo informativo a cura di Valter Rosa.

locandina


 

2009

 

4 settembre

Scienza, arte e industria nella storia della città e del territorio

Collegio Docenti dell’Istituto Comprensivo “G.Diotti” al Museo per la presentazione del Progetto EST




2008

 

31 maggio 

Il restauro delle Storie dell’Antico Testamento di Marcantonio Ghislina per la Chiesa dell’ex Ospedale

A cura dello Studio di restauro Massimo Tisato di Verona

Esposizione di tre grandi tele del Ghislina (1676-1756)

eseguite per il tamburo della Chiesa dell’ex Ospedale di Casalmaggiore,

finanziato dal Comune di Casalmaggiore con il contributo della Regione Lombardia.

Scheda


5 maggio

La poesia dell’acquerello

Conferenza di Simone Fappanni con dimostrazione dal vivo a cura di ida Tentolini

 

Calendario di primavera 2008

Pdf

 

18 maggio

Un anno di museo

Presentazione del Notiziario del Museo Diotti a cura di Valter Rosa

Il fascicolo documenta l’attività del Museo Diotti nel suo primo anno di vita.

Pdf del Notiziario

 

4 giugno

L’amore che dorme. Vita e morte del Parmigianino

Presentazione del libro di Luca Mazzieri (Parma, Battei, 2007)

con l’intervento dell’attore Andrea Bellanova e dell’artista e ricercatore Fabio Iemmi

 

11 giugno

Antologia di “critofilm” di Carlo Ludovico Ragghianti

Proiezione di cortometraggi inediti recentemente restaurati a cura della Fondazione Cineteca Italiana

e della Fondazione Centro Studi sull’arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti.

Introduzione a cura di Matteo Pavesi – Fondazione Cineteca Italiana

 

4 settembre

Fare, imparare, museo

Convegno sui servizi educativi dei musei rivolto ai docenti delle Scuole dell’Infanzia,

Priamarie e Secondarie di primo grado

Programma

 

 


2007

 

Calendario di primavera 2007

Pdf

 

6 maggio

L’opera incisa di Gianfranco Manara

Incontro in occasione della mostra omonima a cura di Stefano Fugazza,

Direttore della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza

 

19 maggio

Conversazione sulla pittura di Goliardo Padova

Incontro in occasione della mostra “I Padova di Florenzio”a cura di Valter Rosa e Florenzio Padova

testo

 

26 maggio

Giovanni Carnovali detto il Piccio (1804-1873) attraverso i luoghi della sua vita e della sua pittura

Presentazione del filmato realizzato da Achille Locatelli e Carolina de Vittori.

A cura dell’Associazione Culturale Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio, Montegrino (Varese)

 

13 giugno 

Civiche Raccolte d’Arte: presentazione dei restauri recenti

A cura dello studio di restauro Dario e Marco Sanguanini di Rivarolo Mantovano con l’intervento di Giovanni Rodella, Funzionario di zona della Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle Province di Brescia, Cremona e Mantova

testo


27 giugno

Serata finale di premiazione della manifestazione

Chi trova un museo trova un tesoro

realizzata dalla rete museale del GAL Oglio Po

Spettacoli

3 giugno 2016

Spettacolo e Concerto musicale della Scuola media Diotti

immagine


24 luglio 2015

FLUXUS Concert

Concerto del Casalmaggiore International Music Festival

realizzato nell’ambito della mostra Quit classic music di Giuseppe Chiari

locandina

vai alla mostra

 

8 luglio 2015

Casalmaggiore International Music Festival (19° ed.)

Concerto inaugurale

Programma Casalmaggiore International Music Festival

Video

A. Zani - Sinfonia da camera in do +

 

18 ottobre 2014

Fil Rouge – rassegna della Rete Musicale Cremonese

Concerto degli allievi “seniores” del corso di pianoforte della Società Musicale Estudiantina a cura dei Maestri Milo Martani, Claudio Cirelli ed Enrico Padovani

locandina

 

1° ottobre 2014

Mr. Furto & Lady Paccottilla

Concerto nel’ambito della rassegna Casalmaggiore Contemporanea

 

27 luglio 2014

Casalmaggiore International Music Festival (18° ed.)

Concerto finale di Gala

Programma Casalmaggiore International Music Festival 2014

Video concerto finale di Gala

 

27 giugno 2014

Young Brass night

Concerto della Banda della scuola e altre giovani formazioni locali

 

1° giugno 2014

Ulf & Erik Vakenius

Concerto nell’ambito della rassegna “Note dal grande fiume”

 

17 novembre 2013

Auguri a Verdi in Casa Diotti

Concerto e animazione a cura del Gruppo Storico “Il Torrione”

 

25 luglio 2013

Casalmaggiore International Music Festival

Concerto di Pavel Kolesnikov e i Mainzer Virtuosi

 

20 luglio 2013

Casalmaggiore International Music Festival

Recital pianistico di Pavel Kolesnikov

 

12 luglio 2013

Kaljati

Spettacolo di danza a cura della Compagna MUVS

Coreografie di Alessandro Formis

locandina

 

8 luglio 2013

Casalmaggiore International Music Festival (17° ed.)

Concerto inaugurale

Programma Casalmaggiore Internationale Music Festival 2013

 

23 giugno 2013

La natura al Museo

Proiezione a cura del Gruppo Fotografico "Obiettivo Natura" di Parma

 

4 maggio 2013

Branco Preto

Spettacolo di danza a cura della Compagna MUVS

Coreografie di Alessandro Formis

locandina

 

26 luglio 2012

Casalmaggiore International Music Festival

Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi

Le quattro Stagioni di Astor Piazzolla

Concerto dei Mainzer Virtuosi

 

9 luglio 2012

Casalmaggiore International Music Festival (16° ed)

Concerto inaugurale

Programma Casalmaggiore International Music Festival 2012

 

25 settembre 2011

Racconti dipinti

Spettacolo teatrale per ragazzi a cura del Teatro del Buratto nell’ambito della rassegna “Fai il pieno di cultura”

locandina

 

6 luglio 2011

Casalmaggiore International Music Festival (15° ed)

Concerto inaugurale

Programma Casalmaggiore International Music Festival 2011

 

10 gennaio 2010

Concerto dell’Ensemble Chaque Objet

(Pablo Montagne, Adolfo La Volpe, Francesco Massaro)

Commento musicale alla mostra di Brunivo Buttarelli “I luoghi del tempo”

locandina

 

17 maggio 2008

Racconta il soffio

Intervento teatrale per l’opera di Italo Lanfredini “Barca delle essenze pregiate. Versi da versare. Fischietti per sognare”, a cura del Teatro del Pettirosso con musiche dal vivo di Marco Remondini.

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29 settembre 2007

L’opera… da camera

Concerto del Trio Fernando Sor per “Una notte al Museo”

M.Pia Moriyon, mezzosoprano

Daniele Gaspari, tenore

Mauro Zanatta, chitarra

Cinema Estivo

Così lontano, così vicino

Cinque film e una distanza che non c'è

Torna la rassegna cinematografica estiva del Museo Diotti, a partire da mercoledì 13 luglio. Il curatore è come sempre Emanuele Piseri, che quest’anno ha scelto di ispirarsi ad un film di Wim Wenders del 1993, di cui sia il titolo della rassegna che il manifesto sono una citazione esplicita.
I cinque film in programma sono i seguenti:

mercoledì 13 luglio
Grand Budapest Hotel di Wes Anderson (2014)

Monsieur Gustave è il concierge ma di fatto il direttore del Grand Budapest Hotel collocato nell'immaginaria Zubrowka. Gode soprattutto della confidenza (e anche di qualcosa di più) delle signore attempate. Una di queste, Madame D., gli affida un prezioso quadro. In seguito alla sua morte il figlio Dimitri accusa M. Gustave di averla assassinata. L'uomo finisce in prigione. La stretta complicità che lo lega al suo giovanissimo neoassunto portiere immigrato Zero gli sarà di grande aiuto.

mercoledì 20 luglio
Due giorni, una notte dei Fratelli Dardenne (2014)



Sandra ha un marito, Manu, due figli e un lavoro presso una piccolo azienda che realizza pannelli solari. Sandra 'aveva' un lavoro perché i colleghi sono stati messi di fronte a una scelta: se votano per il suo licenziamento (è considerata l'anello debole della catena produttiva perché ha sofferto di depressione anche se ora la situazione è migliorata) riceveranno un bonus di 1000 euro. In caso contrario non spetterà loro l'emolumento aggiuntivo. Grazie al sostegno di Manu, Sandra chiede una ripetizione della votazione in cui sia tutelata la segretezza. La ottiene ma ha un tempo limitatissimo per convincere chi le ha votato contro a cambiare parere.

mercoledì 27 luglio
Wolf Children di Mamoru Hosoda (2012)


Hana è una studentessa di diciannove anni che all’università incontra un ragazzo di cui si innamora. Questi le rivela di essere un uomo lupo, l’ultimo discendente dell’ormai estinto lupo giapponese. Ciononostante, i due si mettono insieme. mercoledì 3 agosto Taxi Teheran di Jafar Panahi (2015) Un taxi attraversa le strade di Teheran in un giorno qualsiasi. Passeggeri di diversa estrazione sociale salgono e scendono dalla vettura. Alla guida non c'è un conducente qualsiasi ma Jafar Panahi stesso impegnato a girare un altro film 'proibito'. Panahi è stato condannato dalla 'giustizia' iraniana a 20 anni di proibizione di girare film, scrivere sceneggiature e rilasciare interviste, pena la detenzione per sei anni. Ma non c'è sentenza che possa impedire ad un artista di essere se stesso.

mercoledì 10 agosto
Father and Son di Hirokazu Kore-Eda (2013)

Nonomiya Ryota è un professionista di successo, un uomo che lavora sodo ed è abituato a vincere. Un giorno, lui e la moglie Midori ricevono una chiamata dall'ospedale di provincia dove sei anni prima è nato loro figlio, Keita, e vengono a sapere che sono stati vittima di uno scambio di neonati. Il piccolo Keita è in realtà il figlio biologico di un'altra coppia, che sta crescendo il loro vero figlio, insieme a due fratellini, in condizioni sociali più disagiate e con uno stile di vita molto differente. Ryota si trova di fronte alla necessità di una decisione terribile: scegliere il figlio naturale o il bambino che ha cresciuto e amato per sei anni?


Quest’anno abbiamo scelto di inserire nel programma due titoli della cinematografia contemporanea giapponese, nello spirito della nuova rassegna Stupor mundi che propone il Giappone come sfondo integratore per le attività culturali proposte dal Comune di Casalmaggiore nel 2016.

La vita è un sogno

Dal 15 luglio al 12 agosto 2015
La rassegna è ideata e curata da Emanuele Piseri.

Il tema onirico farà da filo conduttore per la rassegna: i protagonisti di questi film vivranno l'incanto di portare nella realtà di tutti i giorni la potenza dei sogni nei gesti quotidiani. Gesti che saranno fuori dal comune. Solo la coerente responsabilità umana nelle azioni può dare un significato non effimero all’esistenza. Difficile, certo. Da razionalizzare e, soprattutto, da mettere in pratica. In fondo i sogni sono le opere dell'uomo, da Calderon de la Barca, cui si deve il titolo della rassegna e l'ispirazione nella scelta dei film. Senza i sogni l'uomo forse non agirebbe o si troverebbe ad agire senza spinta creatrice.


mercoledì 15 luglio
MOONRISE KINGDOM
di Wes Anderson

Estate 1965. Su un'isola del New England vive la dodicenne Suzy, preadolescente incompresa dai genitori. Sulla stessa isola si trova in campeggio scout il coetaneo Sam, orfano affidato a una famiglia che lo considera troppo 'difficile' per continuare ad occuparsene. I due si sono conosciuti casualmente, si sono innamorati e hanno deciso di fuggire insieme seguendo un antico sentiero tracciato dai nativi nei boschi. Gli adulti, ivi compreso lo sceriffo Sharp, si mettono alla loro ricerca anche perché è in arrivo una devastante tempesta.


mercoledì 22 luglio
SI ALZA IL VENTO
di Hayao Miyazaki

Jiro Horikoshi, si presenta al pubblico in sogno, a bordo di un aereo di fantasia in un idillio minacciato da un bombardiere, è un ragazzo con la passione degli aeroplani che nelle sue proiezioni oniriche incontra il proprio idolo, il conte Caproni, grande progettista italiano, a cui confida di voler diventare anch'egli progettista. Durante l'università assisterà al terribile terremoto del '22 e poi troverà lavoro alla Mitsubishi. Studiando la più avanzata tecnologia tedesca cercherà di mettere a punto qualcosa di ancora più innovativo, in grado non solo di colmare il gap che separa il Giappone dagli altri paesi ma anche di superarli. In questi viaggi incontrerà l'amore della sua vita, la donna che lo accompagnerà nel processo creativo.


mercoledì 29 luglio
MIRACOLO A LE HAVRE
di Aki Kaurismaki

Il lustrascarpe Marcel Marx vive a Le Havre tra la casa che divide con la moglie Arletty e la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove esercita di preferenza il proprio lavoro. Il caso lo mette contemporaneamente di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che Arletty è malata gravemente e l'incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall'Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l'aiuto dei vicini di casa - la fornaia, il fruttivendolo, la barista - e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra.


mercoledì 5 agosto
L'ULTIMO PASTORE
di Marco Bonfanti

Renato Zucchelli ha larghe spalle e larghi occhi chiari per 'abbracciare' le sue settecento pecore. Ultimo pastore nomade della Lombardia, Renato vive in montagna ma il cuore lo ha lasciato in pianura, dove lo aspettano (im)pazienti la sua consorte e i suoi quattro figli. Appassionato delle greggi e certificato dal cinema di Celentano e dalla parola di Gesù, 'pastori' per finzione o per vocazione, Renato vuole raggiungere Milano e incontrare tutti quei bambini per cui un pastore è un'idea immaginaria e intangibile. Fieramente riluttante ad accogliere il sistema sedentario dominante, Renato Zucchelli appartiene a quella comunità errante, arcaica e ormai ridotta, che rivendica il sogno e il diritto di battere di nuovo i percorsi della transumanza, lambiti dal presente ed 'espropriati' dalla nuova economia. Solo e lieto sul cuore della terra, lo coglie e lo accoglie lo sguardo lirico di Marco Bonfanti, giovane regista di un cinema che ha il sapore della fiaba e il senso profondo dell'uomo. Un uomo lontano e orgogliosamente separato dall'alienazione consumistica, un uomo al di sopra della contingenza delle preoccupazioni.


mercoledì 12 agosto
STILL LIFE
di Uberto Pasolini

John May è un funzionario comunale dedicato alla ricerca dei parenti di persone morte in solitudine. Diligente e sensibile, John scrive discorsi celebrativi, seleziona la musica appropriata all'orientamento religioso del defunto, presenzia ai funerali e raccoglie le fotografie di uomini e donne che non hanno più nessuno che li pianga e ricordi. La sua vita ordinata e tranquilla, costruita intorno a un lavoro che ama e svolge con devozione, riceve una battuta d'arresto per il ridimensionamento del suo ufficio e il conseguente licenziamento. Confuso ma null'affatto rassegnato, John chiede al suo superiore di concedergli pochi giorni per chiudere una 'pratica' che gli sta a cuore e che ha il volto di Billy Stoke, un vecchio uomo alcolizzato che aveva conosciuto un passato felice. Di quel passato fa parte Kelly, la figlia perduta per orgoglio molti anni prima. Lasciata Londra per informarla della dipartita del genitore, John si muove tra i vivi e assapora la vita che ha il volto di una donna e il sapore di una cioccolata calda.

Chissà perchè capitano tutte a me

Dal 16 luglio al 13 agosto 2014
La rassegna è ideata e curata da Emanuele Piseri.

Come ogni anno un tema farà da filo conduttore per la rassegna. Dopo i bambini, i viaggi, il noir, la musica, per il 2014 il titolo è Chissà perché capitano tutte a me, cinque serate di cinema, tra bagliori di stelle e desideri e sogni ed il fil rouge è la svolta. Il riferimento del titolo all'omonimo film di Michele Lupo del 1980, che vedeva un allora cinquantenne Bud Spencer alle prese con un piccolo alieno atterrato sulla terra per difendere le sorti dell'umanità è infatti quasi del tutto pretestuoso…
Il percorso scelto parte da una riflessione: aliene sono solo le cose della vita finché le si subisce senza agirle. Ai protagonisti di ogni film scelto capita un fatto fuori dal comune che dona prospettive nuove al modo di vedere la realtà quotidiana e porta a riconsiderare il proprio ruolo all'interno delle relazioni con gli altri, ma prima di tutto con se stessi. Quando la svolta è presa comincia la storia. E la vita vera.


ZORAN IL MIO NIPOTE SCEMO
di Matteo Oleotto

Paolo Bressan, un quarantenne alla deriva, cinico e misantropo, trascorre le sue giornate in osteria da Giustino.Professionista della menzogna compulsiva, lavora di malavoglia in una mensa per anziani e insegue senza successo l’idea di riconquistare Stefania, la sua ex moglie. Ma entra in scena Zoran....

PHILOMENA
di Stephen Frears

Irlanda, 1952. Philomena Lee, ancora adolescente, resta incinta. Cacciata dalla famiglia, viene mandata al convento di Roscrea. Lì può vedere suo figlio Anthony un'ora sola al giorno. A tre anni Anthony viene adottato da una coppia di americani.
Philomena racconta la sua storia a un disincantato giornalista e...

NEBRASKA
di Alexander Payne

Woody, un anziano del Montana, scappa ripetutamente di casa. In Nebraska infatti lo aspetta il ricco premio vinto ad una lotteria. Preoccupati dal suo stato mentale, i familiari vogliono metterlo in una casa di cura. Fino a quando il figlio David decide di accompagnare il padre in questo folle viaggio.

A PROPOSITO DI DAVIS
di Joel ed Ethan Cohen

Un cantante folk davanti ad un bivio, mentre cerca di farsi strada nel mondo musicale del Greenwich Village. E’ il 1961 e Llewyn Davis, stretto nella sua giacca nello spietato inverno newyorchese, è tormentato da ostacoli insormontabili.
Una settimana nella vita di un contemporaneo Odisseo.

NELLA CASA
di Francois Ozon

Claude, un ragazzo di 16 anni, si insinua nella casa di un suo compagno di classe per trovare ispirazione per i suoi componimenti scolastici. Colpito dal talento insolito dello studente, il suo professore di francese ritrova il gusto dell'insegnamento. È una commedia drammatica, spiritosa e intelligente, che si sviluppa come un thriller con risvolti dark.

A - Come amore?


10 luglio - 07 agosto 2013

Rassegna cinematografica estiva a cura di Emanuele Piseri

Cinque film come polvere di stelle parleranno del primo dei sentimenti: l'amore. Cinque appuntamenti che cercheranno di indagare e forse svelarne alcuni dei meccanismi profondi. Sotto vari punti di vista. Amore per qualcosa, per qualcuno, come ragione di vita. Ma anche manifestazione di un’assenza, anelito per qualcosa che esiste, ma mai del tutto. O ancora distorsione di un concetto (e della realtà)? Le possibilità sono molteplici e mai nessuna è quella che dà soluzione al rebus.

THE ARTIST
di Michel Hazanavicius (2011)

Hollywood 1927. George Valentin è un notissimo attore del cinema muto. I suoi film avventurosi e romantici attraggono le platee. Un giorno, all'uscita da una prima, una giovane aspirante attrice lo avvicina e...
Film-quasi-muto, prova su pellicola che anche nel 2011 la vera potenza del cinema è la capacità di legare allo schermo lo sguardo e il cuore dello spettatore, anche senza dover passare attraverso le parole.

COME PIETRA PAZIENTE
di Atiq Rahimi (2012)

Afghanistan. Una giovane donna con due figlie in tenera età assiste in una misera abitazione il marito mujaeddhin, in coma in seguito a uno scontro con un compagno d'armi.
La donna deve combattere con la mancanza di denaro.

AMOUR
di Michael Haneke (2012)

Anne e Georges hanno tanti anni e un pianoforte per accompagnare il loro tempo, speso in letture e concerti. Insegnanti di musica in pensione, conducono una vita serena, interrotta soltanto dalla visita di un vecchio allievo o della figlia Eva.
Mercoledì 31 luglio 2013

L'ESTATE DI GIACOMO
di Alessandro Comodin (2011)

Sulle rive del Tagliamento Giacomo e Stefania corrono e si perdono, si inseguono e si conoscono in un'estate speciale, per Giacomo più che per chiunque altro.
Tra documentario e cinema, il racconto intimo di un'adolescenza.

LA COLLINA DEI PAPAVERI
di Goro Miyazaki (2011)

Umi è una liceale che si occupa a tempo pieno della casa e della famiglia. Sua madre è una professoressa universitaria, emancipata e assente, mentre il padre si è perduto in mare.
Il secondo lungometraggio di Goro Miyazaki.

I bambini (ci guardano)

Dal 11 luglio all'8 agosto 2012

Rassegna cinematografica estiva a cura di Emanuele Piseri.

I bambini ci guardano, in modo differente, caso per caso assorbono le nostre manie, i nostri problemi, i nostri momenti di difficoltà. Le loro storie sono paradigmi della società in cui vivono, a partire dalla famiglia, ma non solo. Il microcosmo in cui gravitano le azioni di un bambino vive in modo indipendente dalla nostra capacità di osservazione e crea un mondo che spesso ci è sconosciuto, cui si fatica a dare peso.
Dalla parte di un bambino, invece, ogni cosa, ogni azione che noi, la sua sfera intima, compiamo è importante da valutare, da fare propria e plasmare a piacimento.
Basta una sola azione al posto sbagliato e il mondo di un adulto si separa da quello del bambino in modo pericoloso.
I bambini ci guardano e bisogna stare attenti: capire cosa vuol dire anche un solo sguardo significa aprire un mondo verso la propria infanzia, lontana e sempre presente in ognuno.
Perciò guardiamoli anche noi: ridiamo con loro, ma non limitiamoci a questo.

IL PICCOLO NICOLAS E I SUOI GENITORI
di Laurent Tirard (2010)

La vita del piccolo Nicolas trascorre felice. I genitori lo amano, si diverte con gli amici e non ha voglia che tutto questo cambi. Un giorno però Nicolas sente una conversazione tra i suoi genitori e...

ARRIETTY
di Hiromasa Yonebayashi (2011)

Protagonista della vicenda è Arrietty, ragazzina alta poco più di 10 cm, che vive con la sua famiglia sotto le assi del pavimento "prendendo in prestito" dalle case oggetti di uso comune.

VALENTIN
di Alejandro Agresti (2002)

Valentin vive con la nonna. Sua madre è andata via quando lui aveva tre anni. Il padre è sempre in giro per affari. Con il suo solo amico Roberto, il bambino divide il sogno di diventare un astronauta.

L’ILLUSIONISTA
di Sylvain Chomet (2009)

Un anziano illusionista è costretto ad accettare di esibirsi solo in piccoli teatri, feste in giardino e nightclub. L'insoddisfatto intrattenitore incontra una fan che cambierà la sua vita per sempre.

IL RICCIO
di Mona Achache (2010)

A Parigi la portinaia Renée assiste dalla sua guardiola allo scorrere di una vita di agi e mancanza di valori. La donna conosce Paloma, geniale dodicenne figlia di un ministro ottuso che ha deciso di farla finita proprio il giorno del suo tredicesimo compleanno.

Il mondo da un oblò

Dal 13 luglio al 10 agosto 2011

L'ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL
di Jean Pierre Jeunet

Francia 2009, 105 min.
Bazil (Dany Boon) è costantemente in pericolo a causa di una pallottola vagante che gli si è conficcata in testa durante una sparatoria. Uscito dall'ospedale, con l'aiuto di una banda di amici a dir poco bizzarri, i MicMacs, decide di dare una lezione alla fabbrica produttrice del proiettile che lo tiene in bilico fra la vita e la morte. Commedia surreale del regista de Il favoloso mondo di Amélie.
Eagle Pictures, €. 250 + iva

CELLA 211
di Daniel Monzòn

Francia-Spagna 2009, 110 min.
Quando un giovane secondino al primo giorno di lavoro (Alberto Ammann) viene coinvolto suo malgrado nella rivolta dei detenuti del penitenziario, proverà a farsi passare per uno di loro. La chiave per convincerli è avere la fiducia di Malamadre (Luis Tosar) , leader dei carcerati alla guida della ribellione. Film d’azione teso e molto crudo, ma particolarmente incisivo e di grande attualità.
Bolero – Duemilauno, €. 150 + iva

9
di Shane Acker

Usa 2009, 80 min.
Prodotto da Tim Burton, è una favola fantascientifica realizzata interamente in computer grafica. Protagonisti sono un gruppo di pupazzi intelligenti, che vivono in un mondo post-apocalittico, dove l'umanità è ormai scomparsa, e i cui nomi corrispondono a numeri. Questi singolari eroi sono minacciati da una generazione di macchine dedite alla distruzione di qualsiasi forma di vita senziente. Sarà proprio 9 a convincere i propri simili che nascondersi non serve a nulla: per sopravvivere è necessario passare all'attacco. Film d’animazione impeccabile, mai uscito nelle sale italiane.
Universal Picture, €. 150 + iva

THE ROAD
di John Hillcoat,

Usa 2009, 111 min.
Tratto dall'omonimo romanzo di Cormac McCharty (Non è un Paese per vecchi): la Terra è divenuta landa cupa, fredda ed abitata da pochi sopravvissuti, impauriti ed affamati. Un padre (Viggo Mortensen) e suo figlio si mettono in cammino verso sud, in cerca del mare: hanno con loro pochi stracci, misere razioni di cibo ed una pistola con due pallottole, per difendersi o per farla finita qualora dovesse accadere il peggio.
Film drammatico, sognante e solenne. V.M. 14 anni
CDE Videa, €. 140 + iva

L'UOMO FIAMMIFERO
di Marco Chiarini

Italia 2009, 81 min.
Il passaggio dall’infanzia all’età adulta di Simone, che ha perso da poco la madre e vive con il padre (Francesco Pannofino) nelle campagne abruzzesi. Durante l’estate, vince la noia con i suoi amici immaginari alla ricerca dell’Uomo Fiammifero che può avverare tutti i suoi desideri. Una lieve e profonda favola per spettatori di tutte le età, tenera e sognante; un film indipendente che il passa-parola del pubblico ha reso un successo.
Marco Chiarini – Cineforum Teramo, €. 50,00 + iva

Machemusicamuseo !

Dal 14 luglio all'11 agosto 2010

L’edizione 2010, sempre a cura di Emanuele Piseri, si intitola “MaCheMusicaMuseo!” e si struttura in 5 proiezioni in cui le sette note incontrano la settima arte: la musica come protagonista, nelle sue più diverse sfumature, nei suoi protagonisti, negli eventi che sono diventati epici; il cinema come linguaggio, per raccontare storie di giovani e di rock, ma anche di emozioni e sentimenti.
Questo il calendario dei film in programma, con inizio alle ore 21,30:
mercoledì 14 luglio

SOUL KITCHEN
di Fatih Akin

(Germania, 2009)
Il giovane Zinos, proprietario di un ristorante, non naviga in buone acque. La fidanzata Nadine si è trasferita a Shangai, i clienti del suo “Soul Kitchen” stanno boicottando la cucina del nuovo cuoco e Zinos soffre anche di mal di schiena. Per il locale le cose iniziano a girare nel verso giusto quando l’innovativo stile culinario comincia a venire apprezzato da un pubblico alla moda. Ma Zinos continua a soffrire per amore...

VAMPYR
di Carl Theodor Dreyer

(Francia/Germania, 1932)
Davis Gray, un giovane viaggiatore, conosce in una locanda un vecchio signore che gli consegna un manoscritto da leggere dopo la sua morte. Letto il manoscritto, viene a conoscenza della presenza di una donna vampiro, certa Margherite Chopin...
EVENTO SPECIALE
La colonna sonora che accompagnerà il film
sarà eseguita interamente dal vivo dal gruppo Irma Vep.

I GATTI PERSIANI
di Bahman Ghobadi

(Iran, 2009)
Usciti da poco di prigione, una coppia di giovani musicisti iraniani, Negar e Ashkan, decidono di formare una band. Setacciano il mondo underground della Teheran di oggi in cerca di altri musicisti. Siccome suonare in Iran è vietato, progettano di fuggire dalla loro esistenza clandestina e sognano di esibirsi in Europa, ma senza soldi e senza passaporti non sarà facile.

MOTEL WOODSTOCK
di Ang Lee

(USA, 2009)
Elliot Tiber, aspirante arredatore d’interni, mentre lavora nel motel dei suoi genitori mette in moto inavvertitamente un processo che porterà all’organizzazione di quello che sarebbe diventato uno dei festival rock più importanti della storia della musica, quello di Woodstock. Grazie a lui, infatti, gli organizzatori si metteranno in contatto con Max Yasgur che concederà loro la terra su cui avrà luogo l’evento.

BANDSLAM
di Todd Graff

(USA, 2009)
Will è l’adolescente più vecchio del mondo: non ha amici, osserva ciò che lo circonda con ironia e cinismo, ama gruppi musicali che i suoi coetanei ignorano. Dopo essersi trasferito in una nuova città fa la conoscenza di un gruppo di ragazzi con il pallino del rock. Insieme parteciperanno a un concorso per band scolastiche, il BandSlam, sognando di incontrare il loro idolo David Bowie.


EVENTO COLLATERALE
Nel corso delle serate sarà visitabile, presso lo Spazio Rossari del Museo, la mostra
20012 NATURA TEATROPOCOSMICA
di Claudio Calestani.

Quadri da mondi lontani

Dal 15 luglio al 12 agosto 2009

La rassegna, curata da Emanuele Piseri, si intitola “Quadri da mondi lontani” e propone una serie di film di forte impatto emotivo e fantastico che ci porteranno in Alaska, piuttosto che in Cina, in Ucraina, nel deserto israeliano e – tema attualissimo – in Iran.
Questo il calendario dei film in programma, con inizio alle ore 21,30:
mercoledì 15 luglio

INTO THE WILD
S. Penn, 2007

Nel 1990 il neolaureato 22enne Chris McCandless lascia Atlanta (Georgia) e, senza un dollaro, inizia un vagabondaggio di due anni. Si crea un'identità nuova, ribattezzandosi Alexander Supertramp; si emancipa dalla famiglia benestante (non dalla sorella); viaggia dal South Dakota alla California, avventurosamente, approfondendo la conoscenza degli uomini e della natura.

PERSEPOLIS
M. Satrapi, 2007

Oltre a meritare un Premio della Giuria, questo raro film d'animazione al femminile fu uno degli eventi di Cannes 2007. È la trasposizione di una graphic novel autobiografica di Marjane Satrapi (1969) che nella pagella dei 22 collaboratori del mensile “Cineforum” si piazzò al 5° posto con un'onorevole media di 3,60. Cresciuta nell'Iran degli ayatollah e poi esule in Francia, la Satrapi vi racconta un ventennio della propria vita, dalla caduta di Reza Pahlevi ai primi anni '90, che si svolge in un regime inaccettabile soprattutto per una donna.

LA CITTA’ PROIBITA
Z.Yimou, 2007

Terzo film d'azione di Zhang Yimou, ambientato durante la tarda dinastia Tang (923-936 d.C.), quasi un secolo dopo La foresta dei pugnali volanti quando la dinastia Tang (618- 907) era già in declino. Qui è in disfacimento. Secondo un proverbio cinese “oro e giada all'esterno, marciume e decadenza all'interno”. È il compendio di una vicenda dove lo splendore quasi delirante di scene e costumi fa da contraltare a tenebrosi intrighi di palazzo. Tutto fa capo “all'anima nera e sanguinaria di un imperatore dal sorriso di gatto machiavellico” (J.-L. Douin).

OGNI COSA E’ ILLUMINATA
L. Schreiber, 2005

Jonathan Safran Foer, giovane ebreo americano, decide di andare in Ucraina per conoscere una donna che, durante l'occupazione nazista, aveva salvato la vita a suo nonno. Nella ricerca della cittadina abitata da ebrei ucraini prima della guerra e poi cancellata dalle carte geografiche dai tedeschi, gli fa da guida l'ucraino Alex, dotato anche lui di un nonno (che si dice cieco) e di un cane psicopatico.

LA BANDA
E.Korlin, 2008

A Cannes 2007 il 1° film per il cinema di E. Kolirin vinse 3 premi: Fipresci, della Jeunesse e quello del coup de coeur. È già insolito che a un festival importante una commedia vinca premi. Diventa un caso raro se, pur facendo molto ridere, dà un colpo al cuore, cioè commuove. Rarissimo che sia anche coraggiosa. Non è un atto di coraggio che un regista israeliano affronti un argomento tragico come i rapporti tra ebrei e arabi, virandolo al comico?

La rassegna del Museo è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Casalmaggiore con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Giovanili.

Il museo si tinge di noir

Dal 2 a 30 luglio 2008

Rassegna ideata e curata da Emanuele Piseri

SIN CITY
di R.Rodriguez e F.Miller A Sin City

Città ultraviolenta e governata dalla corruzione - l'inesorabile lottatore di strada Marv decide di vendicare la bella Goldie, assassinata proprio mentre dormiva accanto a lui. L'ex-fotografo Dwight deve nascondere un omicidio da lui commesso accidentalmente, mentre il poliziotto Hartigan è incarcerato per un crimine che non ha commesso.

LADYKILLERS
di Joel e Ethan Coen

Un gruppo di cinque musicisti in cerca di un posto dove provare la loro musica sacra, trova ospitalità a casa dell'anziana signora Munson. Ma le cose non stanno proprio come sembra: in realtà il prof. Goldthwait Higginson Dorr III e i suoi compagni altri non sono che un gruppo di banditi in procinto di fare il colpo del
secolo. Quando la signora Munson scopre la verità...

BLACK DAHLIA
di B.de Palma

Due poliziotti, Blanchard e Bleichert sono incaricati di indagare sull’ assassinio di Betty Ann Short, detta “The Black Dahlia”. L'omicidio minaccia la relazione sentimentale di Blanchard con Kay, mentre Bleichert si sente sempre più attratto dall'enigmatica Madeleine Linscott, figlia di uno degli uomini più importanti della città, che si rivela stranamente legata alla vittima.

NUMBER 23
di Joel Schumacher

Coinvolto in una terribile spirale ossessiva legata al numero 23, Walter Sparrow vede la sua vita, un tempo idilliaca, trasformarsi in un inferno di torture psicologiche che potrebbero portarlo alla morte, così come a quella dei suoi cari. Incuriosito da un misterioso romanzo, The Number 23, che non ha il coraggio di mettere da parte, Walter è obbligato a far luce sui segreti del suo passato.

THE DEPARTED
di M.Scorsese

Sono passati diversi anni da quando un boss della mafia irlandese ha spedito un suo giovane protetto nei ranghi della polizia, a fare da infiltrato. Più o meno contemporaneamente, un giovane poliziotto era passato dall'altra parte della barricata, con lo scopo di incastrare l'associazione a delinquere. I due finiranno col fronteggiarsi sulla linea sottile che divide il bene dal male.

Didattica

Scuole

Informazioni pratiche

Per tutti i percorsi è stata prevista la durata di un'ora e mezza circa di attività effettiva, salvo accordi diversi con l'insegnante.

Ogni attività deve essere prenotata per telefono,
fax o e-mail almeno 15 giorni prima della data richiesta.
(tel. e fax 0375 200416 – e-mail info@museodiotti.it)
Una volta concordata la prenotazione, sarà richiesto da parte della Scuola l'invio di una conferma scritta su modulo predisposto dal Museo.

Ogni percorso si rivolge ad un gruppo-classe o a sottogruppi di almeno 12 alunni. Il gruppo non potrà essere costituito da più di 28 alunni. Il pagamento potrà essere effettuato direttamente al Museo o anticipatamente a mezzo bonifico.

Per ogni percorso didattico proposto il costo è di € 4 per alunno. Il percorso è gratuito per gli insegnanti accompagnatori.
Nel periodo scolastico il Museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 8.00 alle 13.00, sabato e festivi dalle 15.30 alle 18.30.
Il Museo dispone di un giardino interno che, compatibilmente con le condizioni atmosferiche, può rappresentare una risorsa per l'intervallo della merenda o del pranzo.
Il Museo è disponibile a incontrare gli insegnanti interessati a progettare insieme percorsi particolari, anche diversi da quelli proposti.
I percorsi previsti fanno riferimento alle collezioni permanenti del Museo.
Durante l'anno altre attività didattiche saranno proposte in relazione alle mostre temporanee.

Scuola dell'Infanzia

Laboratori suggeriti per bambini della sezione "mezzani" o comunque per i bambini di  
Scuola dell'Infanzia che non hanno ancora visitato il Museo

Segui il filo
La visita al museo si configura come un’avventura di scoperta. Dopo la lettura di un’antica favola i bambini, seguendo il percorso tracciato da un lungo filo multicolore, andranno alla ricerca di immagini e particolari che li aiuteranno a comprendere gli spazi e il contenuto delle sale.

Il gioco dei colori
I bambini incontrano e osservano i dipinti neoinformali per compiere un’analisi sui colori utilizzati dagli artisti. Con l’aiuto di grandi tessere colorate, i bambini riconoscono i colori individuandoli all’interno del quadro, sperimentano accostamenti e contrasti, giocano insieme componendo puzzles cromatici. In aula didattica potranno colorare le proprie tessere utilizzando colori chiari e scuri e mescolandoli tra loro alla ricerca di nuove tonalità. L’incontro si conclude con la visione di alcune significative immagini di opere d’arte moderna e contemporanea. Al termine dell’attività verrà lasciato in prestito il gioco Quadri Quadrati.

Nella stanza del pittore
L’atelier dell’artista - ricostruito presso il museo- si configura come una camera dei ricordi nella quale i bambini possono incontrare e “vedere” la storia, la vita, gli interessi e il lavoro del pittore Goliardo Padova attraverso la conoscenza dei suoi oggetti più cari e dei suoi strumenti e materiali di lavoro. I libri, le fotografie, i giocattoli, il grembiule e le “polveri” colorate viste dai bambini sveleranno l’affascinante racconto del pittore e della nascita delle sue opere. Dopo l’analisi e la lettura di alcuni dipinti realizzati dall’artista, l’attività continua in aula didattica dove - guidati dall’operatore - i bambini produrranno il colore materico necessario per la realizzazione delle proprie opere pittoriche.


Laboratori suggeriti per i bambini della sezione "grandi" o comunque per i
bambini di Scuola dell'Infanzia che hanno già visitato il Museo.

La favola dei segni
In aula didattica la proiezione di opere pittoriche di artisti moderni e contemporanei consentiranno ai bambini di scoprire la bellezza e la varietà dei segni e la narrazione di una favola inviterà i bambini a tracciare su una
grande superficie tante “linee d’artista” utilizzando materiali diversi. L’attività prosegue visitando la sezione “moderna”del museo, alla ricerca delle linee all’interno dei dipinti. Al termine dell’incontro può essere ritirato in prestito il gioco memory Tanti Segni per continuare a giocare a scuola.

Mano manina
L’incontro prevede la visita all’atelier dello scultore Ercole Priori recentemente allestito all’interno del percorso museale. Nello spazio ricco di oggetti “strani” e affascinanti raccolti nelle teche, esposti sui tavoli e appesi alle pareti, i bambini conosceranno i materiali, gli strumenti e alcune opere dell’artista utili per comprendere il lavoro e i gesti dello scultore. L’incontro continua in aula didattica dove i bambini potranno toccare e manipolare alcuni materiali individuando nella creta quello più adatto per la realizzazione delle proprie sculture. La manipolazione libera attraverso la quale il bambino entra in contatto con il materiale e le sue caratteristiche viene in un secondo momento guidata dall’operatore che mostra l’utilizzo di spatole, mirette e differenti materiali (sabbia, sassi, corde, carta...) volti alla trasformazione della creta e alla creazione di particolari textures.

La natura negli occhi dei pittori. Albero
Durante la visita alla sezione moderna ci si sofferma su alcuni dipinti in cui è presente l’aspetto della natura considerato (albero). In aula didattica si compie un’esperienza tattile toccando parti di un grande albero (corteccia, radici, rami, foglie, frutti...) che viene ricostruito insieme. I bambini potranno ricreare su tessere di cartoncino l’effetto tattile percepito attraverso un collage di tante carte diverse che, assemblate, formeranno un nuovo albero.

La natura negli occhi dei pittori. Acqua
Durante la visita alla sezione moderna del museo ci si sofferma su alcuni dipinti in cui è presente l’aspetto della natura considerato (acqua). In aula didattica le riflessioni dei bambini e divertenti esperimenti con acqua e colori condurranno alla realizzazione di un’opera utilizzando gesti, materiali e strumenti vicini alla rappresentazione informale, nell’intento di esprimere al meglio le caratteristiche di questo elemento individuate e sperimentate dai bambini.

Scuola Primaria
biennio

Guarda chi c'è
Alcuni oggetti trovati in aula didattica costituiranno gli indizi per la scoperta e il riconoscimento di un personaggio ritratto tra i dipinti della collezione storica. La riflessione sui temi del ritratto si concluderà in laboratorio dove i bambini eseguiranno un “ritratto matto” assemblando materiali diversi.

La natura negli occhi dei pittori. Cielo
Durante la visita alla sezione moderna ci si sofferma su alcuni dipinti in cui è presente l’aspetto della natura considerato (cielo). In aula didattica verranno proiettate immagini fotografiche di cieli colti nei diversi momenti del giorno e delle stagioni. Seguirà l’attività pratica: i bambini scopriranno attraverso un’esplorazione tattile come differenti tipologie di materiali (stoffa, lana, spugne, carta, plastiche, alluminio...) possono ricordare le caratteristiche dei cieli osservati e, assemblando tali materiali, creeranno il loro cielo, nel quale riproporre le sensazioni provate durante la visita e la sperimentazione tattile.

Gli animali di Goliardo
La natura e lo spazio che ci circonda sono il soggetto privilegiato in molte opere di Goliardo Padova, anche quando - trasformati per mano dell’artista - non sono immediatamente riconoscibili. Qui si muovono gli animali, grandi e piccoli, che Goliardo amava e che spesso ha ritratto nelle sue opere. Durante la lettura dei dipinti lo sguardo del pittore si intreccia alle osservazioni e alle esperienze più dirette dei bambini, che potranno creare opere pittoriche o collages polimaterici a tema


Rosso come...
I colori ci parlano. Nei dipinti d’arte Informale e Neoinformale il colore è il protagonista che vuole comunicare con noi. Ogni colore è diverso dall’altro proprio come noi, ogni colore ha le sue caratteristiche, ogni colore ci ricorda qualcosa che conosciamo bene... Per esprimersi sulla tela ha bisogno dell’artista che stende, traccia, accumula, graffia, cola, getta, schizza... La lettura attiva e coinvolgente di alcuni dipinti porterà i bambini a soffermarsi sull’opera dell’artista Peter Casagrande riconoscendo la valenza comunicativa del colore rosso
che diventa veicolo di ricordi, sensazioni ed emozioni. In aula didattica - come veri artisti neoinformali - i bambini faranno “parlare” questo colore utilizzando differenti strumenti di stesura e mescolandolo con materiali diversi.

Vedo vedo...
La vista “strumento” di conoscenza, fondamentale nel processo di interazione con ciò che circonda il bambino, è il senso protagonista di questo incontro. In aula didattica i bambini osservano e giocano con alcuni oggetti contenuti nel “baule della vista” e l’operatore stimolerà la curiosità dei bambini privilegiando quelli più attraenti per forma, colore ed effetti di trasformazione dell’immagine. Il gioco dell’osservazione continuerà mostrando, col supporto di una filastrocca, alcune immagini “ambigue” e proponendo ai bambini la trasformazione di una forma semplice mediante una rielaborazione grafica. Il percorso termina in museo con la lettura del dipinto di Giuseppe Diotti L’adorazione dei pastori, particolarmente ricco di elementi figurativi, effetti luministici e dettagli nascosti.

Scuola Primaria
triennio

Ritratto e autoritratto
I ritratti esposti nella casa atelier e nella galleria d’arte moderna rappresentano un importante nucleo all’interno delle collezioni museali attorno al quale sono previste diverse attività laboratoriali. Dopo aver visitato gli spazi espositivi e osservato alcuni dei dipinti interessati, in aula didattica i bambini potranno - a seconda dei casi - realizzare un proprio autoritratto allo specchio e disegnare dettagli espressivi del proprio volto, immortalare il ritratto di un amico in posa o scoprire come si possano “vedere” e creare ritratti insoliti come quelli nati dalle idee degli artisti più fantasiosi. Le opzioni possibili, a richiesta del’insegnante, sono: Il mio volto, I miei amici, Autoritratto in scatola.

Quanti verdi?
Il colore è simbolo carico di significati e valenze. Il colore verde è per i bambini il colore della natura e della primavera, nei loro disegni è il colore dello spazio in cui amano muoversi e giocare. Nella pittura di paesaggio di Goliardo Padova alcune opere mostrano paesaggi nati dall’utilizzo di questo colore declinato nelle diverse tonalità e gradazioni o trasformato dalla mescolanza con altri colori. Anche i bambini - miscelando i colori - produrranno tanti verdi coi quali dare vita a nuovi paesaggi.

Cieli di Tino
L’attenzione dei ragazzi sarà rivolta alla conoscenza della pittura di paesaggio e alle differenti modalità con le quali gli artisti locali hanno raccontato e interpretato gli spazi vissuti. Oggetto di una lettura più approfondita saranno le tele realizzate da Tino Aroldi per capirne le scelte formali, il linguaggio e i contenuti. In aula didattica le riflessioni inerenti le soluzioni cromatiche del pittore condurranno alla realizzazione sulla tela di tanti cieli che, uniti, diventano un unico grande quadro.

Paesaggio in scatola
I paesaggi di Tino Aroldi nascono da una precisa selezione dei colori e degli elementi presenti nello spazio dove il fiume, la terra, gli alberi e i cieli si incontrano creando immagini del proprio territorio suggestive e sempre diverse. In aula didattica i bambini giocheranno con materiali trasparenti (acetati, carte adesive, plastiche colorate....) assemblati e sovrapposti, aggiungendo o eliminando elementi figurativi nel tentativo di mostrare le infinite possibilità compositive nella creazione di un paesaggio che verrà posto all’interno di scatole trasparenti. Per le classi quarte e quinte.

Colori informali
Anche nell’arte neoinformale le scelte apparentemente casuali dell’artista o gli effetti cromatici e materici espressi assumono valori e significati, catturano la nostra attenzione anche in assenza di immagini riconoscibili invitandoci ad osservare e spesso interpretare quanto l’artista ha realizzato. Analizzando l’opera scelta e confrontandola con le altre, i bambini capiscono che il colore e i materiali parlano e i gesti dell’artista si esprimono lasciando a noi la possibilità di “vedere”nell’opera: sensazioni, sentimenti, ricordi, paesaggi... L’analisi e le riflessioni sorte dalla lettura delle opere d’arte interessate e la proiezione di immagini in aula didattica, condurranno i bambini a sperimentare l’utilizzo del colore adottando o reinventando le tecniche e i gesti dell’artista conosciuto.
Per poter effettuare l’incontro l’insegnante dovrà concordare con l’operatore su quali opere (e quindi su quale colore) sviluppare i contenuti dell’incontro e la successiva attività pratica. I percorsi possibili sono: Il rosso (artista di riferimento Peter Casagrande), Il blu (artista di riferimento Luiso Sturla), Il bianco (artista di riferimento Gianna Zanafredi). Ogni colore prevede l’esecuzione di una tecnica diversa.



Tele, pigmenti e vernici
La visita alla collezione d’arte antica e l’attività pratica sono volte alla presentazione di materiali e attrezzi tradizionali della tecnica pittorica. I ragazzi potranno manipolare alcuni oggetti e sperimentare attraverso precise applicazioni pittoriche l’uso del colore, preparato seguendo vere “ricette” d’artista. Per le classi quarte e quinte.

Carta creativa
La carta non è solo il supporto significativo di opere d’arte di diversa tipologia: disegni, cartoni, quadri, stampe... Dall’analisi del materiale e delle sue caratteristiche e dall’esempio di artisti contemporanei, i bambini scoprono che la carta può diventare oggetto e scultura attraverso sperimentazione dirette volte ad un utilizzo espressivo e creativo del materiale.

Scolpire l'argilla
La visita dell’atelier dello scultore Ercole Priori, recentemente allestito nel percorso museale, permette la conoscenza ravvicinata del lavoro dello scultore, dei materiali e degli attrezzi utilizzati, delle principali tecniche adottate nella creazione delle proprie opere. Dopo la lettura di una breve favola, i bambini saranno invitati a realizzare con l’argilla, materiale privilegiato da Priori, piccoli ritratti a tutto tondo. Per le classi quarte e quinte.

Linee per raccontare
In aula didattica vengono proposte semplici e accattivanti attività che mostrano le infinite possibilità di stesura e di utilizzo della linea e aiutano il bambino a comprendere le potenzialità comunicative del segno dal quale nascono simboli, linguaggi e forme. In un secondo momento si osservano alcune opere cercando di riconoscere gli artisti nel cui lavoro la linea ha una funzione significativa e importante.

Trasparenti effetti
Attraverso un insolito accostamento tra un’opera antica e un’opera contemporanea e sperimentando semplici attività laboratoriali i bambini apprenderanno l’antica tecnica della velatura, o stesura levigata del colore che prevede la sovrapposizione in più tempi di diversi strati di materia pittorica.

Forme di poesia
Il paesaggio viene osservato nelle sue varianti formali e prendendo in considerazione le differenze stilistiche e tecniche dei principali artisti presenti in museo. Le osservazioni guidate dall’operatore sveleranno come l’arte sia un linguaggio e ogni scelta compiuta dall’artista sia compiuta in virtù di un messaggio che l’opera vuole comunicare o evidenziare. In aula didattica vengono lette e distribuite alcune poesie d’autore che descrivono o suggeriscono l’idea di un paesaggio. I bambini divisi in piccoli gruppi sceglieranno un componimento che verrà da loro illustrato attraverso la tecnica del collage di carte, creando un suggestivo libro illustrato. Svolgendo il compito assegnato i bambini dovranno comprendere la poesia scelta, pensare e “progettare” il loro intervento, scegliere forme, immagini, colori e materiali che meglio trasmettono concetti e sensazioni presenti nel testo scritto. Per le classi quinte.

Di Arte in Arte

Il progetto Di Arte in Arte è nato dall’esigenza e dalla richiesta di un gruppo di insegnanti di Scuola Primaria di costruire un rapporto continuo tra il museo e la scuola visitando il museo più volte con la stessa classe nel corso dell’anno scolastico, individuando attività differenziate per le diverse fasce d‘età alle quali si rivolge: le classi terze, quarte e quinte. Per i tre differenti gruppi sono state individuate diverse tematiche sviluppate nel corso dell’anno: i generi pittorici, i materiali nell’arte, gli atelier degli artisti. Durante gli incontri ogni gruppo visita spazi diversi del museo e si sofferma su un numero limitato di opere attorno alle quali sono strutturate le attività. I percorsi sono tra loro connessi, i contenuti acquisiti risultano trasversali alle diverse discipline e si inseriscono all’interno della programmazione scolastica, stabilendo una continua relazione tra le attività condotte in museo e le attività svolte dall’insegnante. Alla fine del percorso scolastico i bambini avranno vissuto il museo non come avvenimento occasionale ed eccezionale, ma come esperienza viva, come una realtà presente nel proprio percorso formativo, con la quale hanno stabilito un rapporto e imparato a comunicare.

Scuola Secondaria
di primo grado


Laboratori consigliati per il primo anno della scuola secondaria di primo grado o per le classi che visitano il museo per la prima volta.

Cos'è un museo?
Visita di approccio all’istituzione museale nella quale si presenteranno la tipologia della casa museo e pinacoteca del patrimonio locale, le funzioni, i criteri e le finalità espositive, le modalità di fruizione e conservazione delle opere, il ruolo di chi vi opera, l’origine delle collezioni.

Ritratti in posa
La visita si svolge nella sezione d’arte antica dove i ragazzi analizzeranno alcuni dei ritratti qui conservati conoscendone l’origine, la funzione e il metodo di lavoro degli artisti che li hanno realizzati. In aula didattica “vestiranno”i panni di antichi personaggi e di esperti ritrattisti per creare nuovi ritratti in posa.

Carte d'artista
In museo i ragazzi osserveranno le opere (disegni, acquerelli, dipinti e stampe) per conoscere la storia della carta e il suo utilizzo come supporto nella produzione artistica, mentre in aula didattica produrranno la propria carta d’artista realizzando un foglio sul quale intervenire con colori e vari materiali.


Laboratori consigliati per il secondo anno della scuola secondaria di primo grado


Disegno d'artista
Attraverso alcune semplici e accattivanti sperimentazioni pratiche i ragazzi apprenderanno le caratteristiche e le tecniche d’utilizzo di matite, carboncini, pastelli a olio, gessetti e inchiostri, stesi su differenti supporti, scoprendone le potenzialità espressive. La successiva visita al museo sarà dedicata all’osservazione dei disegni esposti di epoche e autori diversi. Nell’arte antica, in particolare, disegnare è un’operazione fondamentale: il disegno è testimonianza di ciò che l’artista osserva, studia e conosce. Attraverso il disegno l’artista progetta e crea l’opera d’arte in ogni suo aspetto. I ragazzi osserveranno i disegni eseguiti da Giuseppe Diotti durante la progettazione di alcune opere pittoriche, incluso il grande cartone per affresco recentemente esposto. In aula didattica i ragazzi potranno disegnare un semplice particolare tratto dai disegni dell’artista ed eseguire la tecnica dello spolvero.

Sculture misteriose
La visita prevede la conoscenza e il confronto tra la scultura antica e la scultura contemporanea attraverso l’osservazione delle opere presenti nel museo. In aula didattica, lavorando a piccoli gruppi, i ragazzi realizzeranno affascinanti sculture contemporanee con materiali di riciclo.

Astr'azioni
L’incontro prevede la possibilità di approfondire a scelta il tema dell’arte astratta o dell’arte informale attraverso la visita alle collezioni del museo e la proiezione di immagini di opere d’arte e filmati. Seguono in aula didattica attività pratiche legate alle tematiche scelte.
Laboratori consigliati per il terzo anno della scuola secondaria di primo grado

Fili di luce
Durante la visita vengono osservati alcuni dipinti provenienti dalla collezione “Mortara” nei quali è stata adottata la tecnica pittorica utilizzata dagli artisti divisionisti. L’attività di osservazione continua in aula didattica attraverso la sperimentazione di efficaci giochi ottici utili per la comprensione dei fondamenti scientifici di questa tecnica. Seguirà un’attività nella quale tempere e diversi strumenti (pennelli, spazzole, spugne, tappi...) saranno utilizzati per ricreare gli effetti pittorici divisionisti.

L’atelier dello scultore
L’atelier dell’artista Ercole Priori permette la scoperta e la comprensione dell’attività svolta dallo scultore, dei materiali, degli strumenti e delle tecniche utilizzate. Le attività pratiche svolte in aula didattica prevedono la realizzazione di piccoli calchi in gesso o la creazione di sculture fantastiche. L’attività devo essere precedentemente concordata con l’insegnante e, per chi lo richiede, può essere suddivisa in due incontri.

Positivo e negativo
Un’attività laboratoriale di adigrafia introduce alla conoscenza della tecnica xilografica, ampiamente documentata al museo dalle opere di Aldo Mario Aroldi. Più in generale, il percorso risulta introduttivo rispetto alle varie tecniche di stampa d’arte. L’attività devo essere precedentemente concordata con l’insegnante e, per chi lo richiede, può essere suddivisa in due incontri.

Scuola secondaria
di secondo grado e CFP

L’impresa del museo
L’istituzione museale dalle origini ad oggi. Le tipologie museali in Italia e nel mondo. La “mission” dei musei. Criteri espositivi e rapporto con i pubblici. L’organizzazione interna: il museo che non si vede. Le mostre temporanee. Il percorso porta alla comprensione del significato del museo per il mondo contemporaneo. L’incontro, ricco di stimoli e nuove conoscenze, può essere affrontato o approfondito suddividendo contenuti e tematiche in più incontri.

Immagini d'artista
L’artista ha riprodotto spesso la propria immagine assegnandole precise funzioni, utilizzando iconografie e soluzioni differenti. Ritraendosi, egli narra del rapporto con il mondo che lo circonda, rivela la propria anima oppure mostra il ruolo raggiunto nella società del suo tempo. L’analisi degli autoritratti esposti in museo sarà integrata in aula didattica dalla proiezione di ulteriori opere d’arte scoprendo come il racconto figurativo sia un linguaggio parallelo e equivalente al linguaggio scritto della narrazione e della poesia.

Il metodo di lavoro del Diotti
Durante la visita della collezione d’arte antica e l’attività in aula didattica viene ripercorsa la nascita di una grande opera d’arte: dalla committenza al disegno, dal disegno al grande cartone per la realizzazione degli affreschi, la tecnica dello spolvero, i materiali e le tecniche utilizzate, le fasi esecutive della realizzazione dell’affresco e le metodologie di restauro. Possibile prova dell’esecuzione di uno spolvero su cartoncino gessato e rifinitura del disegno. E’ possibile integrare l’incontro con una visita alle testimonianze pittoriche del territorio.


Contemporaneamente
Cos’è l’arte contemporanea? Quali i valori o le tematiche privilegiate e quali linguaggi vengono adottati dagli artisti del nostro tempo? Quali sono le opere più rappresentative e le scelte più significative compiute nell’arte di oggi? La visita della collezione d’arte contemporanea del museo diviene occasione di approfondimento del tema considerato: in aula didattica, attraverso la proiezione di immagini di opere d’arte, i ragazzi si avvicineranno al mondo dell’arte contemporanea riconoscendo quanto essa può avvicinarsi e appartenere alla loro realtà.

Museo e territorio
Uno dei filoni più significativi della Galleria d’arte moderna è rappresentato dai dipinti di paesaggio che raffigurano in particolare il fiume, la golena e la campagna padana – quali aspetti identitari del nostro territorio. Partendo dalla conoscenza del modo con cui le diverse sensibilità degli artisti hanno rappresentato l’ambiente nel corso dei decenni, il percorso si presta ad una più ampia e documentata riflessione sul paesaggio, le sue trasformazioni, il degrado, la tutela.

Incontri con gli artisti del passato e del presente
Il museo rappresenta un’occasione per conoscere a fondo alcuni artisti: la loro vita, le loro opere, il loro metodo di lavoro. Ciò vale sia per gli artisti del passato, per alcuni dei quali sono stati riallestiti presso il museo alcuni suggestivi angoli con gli arredi e gli attrezzi dello studio (il “percorso degli Atelier”), sia per gli artisti del presente documentati nella sezione contemporanea o dalle mostre temporanee allestite nello Spazio Rossari. Per quest’attività dovranno essere concordati col docente l’artista (o gli artisti) di riferimento.

Laboratori della Scuola di Disegno G. "Bottoli"


Le collezioni della Scuola di disegno Bottoli consentono alle scolaresche di conoscere momenti e prodotti significativi della storia artigianale, artistica e industriale del territorio, sperimentandone in laboratorio tecniche e materiali.

In gipsoteca
La Scuola di disegno Bottoli è stata protagonista della didattica artistica a Casalmaggiore e nel territorio. L’insegnamento del disegno ornamentale e figurativo qui condotto prevedeva tra le tante esercitazioni la copia dal vero dei gessi che formavano la ricca gipsoteca della scuola: classici motivi decorativi come tralci o foglie d’acanto, copie di famose opere scultoree rinascimentali, gessi appositamente formati per consentire lo studio dell’anatomia umana. Seduti ai banchi ottocenteschi gli studenti di oggi potranno eseguire la copia da gesso e apprendere la tecnica del chiaroscuro, oppure eseguire un piccolo stampo per comprendere come avviene la riproduzione di un modello scultoreo, scoprire le proprietà e le caratteristiche del gesso e i suoi diversi utilizzi nel campo artistico e artigianale.

La tradizione del laterizio
Nel suggestivo spazio espositivo affacciato sui vecchi tetti del centro abitato è raccontata la storia di questa importante tradizione del territorio, dall’estrazione dell’argilla all’evoluzione delle fornaci. Nel 1873 i fratelli ingegneri Longari Ponzone impiantarono a Vicobellignano una moderna fornace a fuoco continuo: da allora la fabbricazione di laterizi si aprì ad una prospettiva di sviluppo industriale che continua ancora oggi. Alle classi in visita sono proposte una serie di attività il cui obiettivo è la conoscenza di questa produzione e dell’utilizzo fatto dell’argilla nel corso del tempo in ambito artistico e artigianale, conoscenza avvalorata dal confronto con i materiali e le usanze edilizie di territori ed epoche diverse e dalla ricerca delle testimonianze che la realtà locale offre negli spazi abitati cittadini o rurali, nei monumenti e nei musei riguardo all’uso di questo materiale. Fra i percorsi possibili: modellare un mattone d’argilla con la tecnica della lavorazione a secco, innalzare una struttura in muratura capendo i meccanismi e i differenti metodi costruttivi, approfondire la conoscenza di questo materiale naturale attraverso un’indagine volta alla scoperta e alla comprensione delle sue caratteristiche chimico-fisiche.

L’industria vetraria
Materiale non presente in natura, ma ottenuto attraverso un rigoroso processo di trasformazione della materia, il vetro si presta ad essere studiato attraverso una serie di osservazioni ed esperimenti scientifici. Il vetro non si produce più a Casalmaggiore da decenni, ma la presenza di importanti vetrerie in città è documentata a partire dal ‘500 e l’attività fu particolarmente fiorente soprattutto nel ‘700 e nell’800, grazie anche alla presenza di maestranze provenienti da Altare, importante centro di produzione in provincia di Savona.
Materiale dai mille usi quotidiani, il vetro ha rivestito un ruolo fondamentale anche nell’industria casalasca della bigiotteria, in quanto, grazie alle sue caratteristiche estetiche, consentiva la realizzazione di oggetti d’ornamento di qualità a costi relativamente bassi.



Le specifiche attività da svolgere devono essere concordate in anticipo con gli operatori in relazione all’età degli studenti.


A scuola di scienza e tecnica
Sono esposti alla Scuola Bottoli antichi strumenti scientifici provenienti dal Gabinetto di Fisica ottocentesco delle scuole di Casalmaggiore: macchinari per lo studio della pneumatica e dell’idrostatica, dispositivi dimostrativi per effettuare esperimenti volti alla comprensione dei fenomeni elettrici e chimici, la pila e l’elettroforo di Volta, anelli di Newton, la camera oscura o l’occhio artificiale, saranno alcuni tra gli strumenti che consentiranno l’incontro tra i ragazzi e il mondo degli studi scientifici. Pensando a questi oggetti e a ciò che grazie ad essi è stato raccontato e dimostrato verranno effettuate una serie di attività pratiche tese ad illustrare e chiarire i temi trattati: esperimenti per lo studio della luce naturale e artificiale, la costruzione di un caleidoscopio o di una camera oscura, osservazioni di oggetti attraverso le lenti, giochi di specchi…
Parallelamente potranno essere condotti approfondimenti sullo sviluppo scientifico e tecnologico locale, evidenziandone precise tappe, episodi e personalità, con particolare riguardo al ruolo storicamente rivestito dal fiume. La storia e l’economia del territorio sono state sempre state legate alla presenza del Po e all’andamento delle piene: attraverso vari interventi l’uomo, nelle diverse epoche, ha bonificato il territorio, regolamentando il corso delle acque e sfruttandone la forza ai propri fini. Utilizzando modelli opportunamente predisposti possono essere realizzati in laboratorio vari esperimenti di idraulica. Fra questi, esperimenti sull’acqua come forza motrice, ad esempio per macinare il grano: quando l’energia elettrica ancora non c’era, con questo sistema funzionavano infatti i mulini natanti, utilizzati a Casalmaggiore fin dal XIV secolo. Il fiume Po ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia della città, come elemento di separazione o di unione fra popolazioni e territori. Il passaggio dai primi ponti galleggianti, nati per esigenze militari o celebrative, al ponte in chiatte ad uso civile e commerciale può essere studiato attraverso i documenti, fino ad arrivare al ponte ferroviario in ferro, che segnò l’apogeo della tecnica ottocentesca, e alla costruzione - negli anni ‘50 del Novecento - del ponte stradale in cemento armato, all’epoca il più lungo d’Italia. Le attività laboratoriali proposte saranno volte a far progettare ai ragazzi ponti sempre più lunghi e più stabili, analizzando gli elementi costruttivi e sperimentando strutture modulari.

La stampa
Casalmaggiore ebbe un’industria tipografica fiorente dal XVI al XIX secolo. Se le origini della stampa e del libro potranno essere studiate a partire dal fondo librario antico posseduto dalla Biblioteca Civica, gli aspetti tecnologici della stampa potranno essere approfonditi attraverso la conoscenza e la valorizzazione degli attrezzi posseduti dalla Scuola di disegno Bottoli, fra cui un torchio, una ricca collezione di caratterie xilografici e in piombo, strumenti per la legatoria e una raccolta di antichi punzoni. In particolare, potranno essere sperimentate la stampa a caratteri mobili e la confezione del libro. D’altra parte, si potranno conoscere le principali tecniche della stampa d’arte, a partire dalla xilografia, di cui la Scuola Bottoli possiede una significativa raccolta. L’esecuzione di semplici incisioni su adigraf e plexiglaas consentirà agli studenti la realizzazione di ex-libris personalizzati. Potranno essere presentate le tecniche d’incisione tradizionali in cavo, ma anche sperimentate tecniche innovative che, non essendo tossiche, risultano praticabili anche da parte degli studenti.

Arte per Gioco

Il corso di Arte per Gioco viene riproposto annualmente con successo dal 2008: è rivolto ai ragazzi della Scuola Primaria al di fuori del contesto scolastico. Si tiene il sabato pomeriggio (otto incontri da gennaio a maggio) e vi partecipano attivamente anche le famiglie. Nel Museo i bambini trovano una realtà nella quale sono accolti, ognuno con i propri timori e sicurezze, dov’è assente qualsiasi forma di competizione o valutazione, dove ci si esprime serenamente e liberamente pur all’interno di regole comuni. Il coinvolgimento, la motivazione dei bambini, l’attenzione e la sensibilità posta dai genitori verso quanto viene proposto pongono in una relazione di scambio e in un rapporto di fiducia e di rispetto l’impegno del Museo e la partecipazione del suo pubblico. In ogni incontro si presenta un’opera, un artista o una mostra che diventano spunto per un’attività creativa laboratoriale. In questo modo si ottiene gradualmente una conoscenza approfondita delle collezioni del Museo e si pongono le basi di un rapporto intimo e consapevole col patrimonio storico-artistico, destinato a durare nel tempo. Nel contesto del corso vengono proposte per lo più esperienze innovative rispetto alle attività rivolte alle scolaresche e vengono realizzate,oltre ad opere individuali, opere collettive che arricchiscono il patrimonio didattico del Museo..



Mostre didattiche

Nell’ambito dei Servizi educativi il Museo cura la documentazione dell’attività svolta attraverso la realizzazione di prodotti che vengono poi utilizzati per la formazione di docenti e operatori. Al termine di cicli articolati di incontri (quali il corso di Arte per gioco o il progetto Di arte in arte) il Museo propone abitualmente brevi mostre dei lavori realizzati dai ragazzi. La mostra finale rappresenta il momento culminante di visibilità e valorizzazione del percorso svolto, da realizzare al Museo o presso la scuola (ma anche in altri luoghi della città), da condividere con i compagni delle altre classi, con i genitori e con la cittadinanza.

Media

Gallery


Marc'Antonio Ghislina

olio su tela

San Pietro
prima metà del XVIII secolo



Giuseppe Diotti

Olio su tela

Ritratto di Giovanni Vicenza Ponzone
inizio del XIX secolo
Deposito Fondazione Conti Busi Onlus




Antonio Canova

calco in gesso

Testa autoritratto
1812



Paolo Araldi

olio su tela

(su disegno di Giuseppe Diotti)
Ritratto del Cardinale Francesco Fontana
1816

Giuseppe Diotti

Matita su carta

Nudo virile
Studio per la figura del santo per la Decollazione di San Giovanni Battista
1823

Giuseppe Diotti

Carboncino e gessetto bianco su carta

Studio di mano
1836-1840 ca.


Luigi Quarenghi

 Olio su tela

Ritratto del canonico Giovanni Fontana
1840

Tranquillo Cremona

Olio su cartoncino

Testa di bambina
Deposito Collezione Mortara
1873

Silvio Monti

Marmo

Busto di Giuseppe Diotti
(da G.B.Comolli)
1886





Giuseppe Diotti

Olio su tela

Studio di teste per il Giuramento di Pontida
1845-46



Amedeo Bocchi

Olio su tela

Sull'impalcatura
1906

Carlo Cerati

Marmo

Ritratto di ignoto
1907

Pubblicazioni

Vengono qui riportate tutte le pubblicazioni disponibili presso il bookshop del Museo e riguardanti il Museo stesso, gli artisti in esso presenti e le varie mostre realizzate. Si trovano anche pubblicazioni relative, più in generale, alla storia e all’arte di Casalmaggiore.

Nella maggior parte dei casi si tratta di edizioni “Biblioteca Mortara” (link al catalogo pdf) del Comune di Casalmaggiore che potrete richiedere con la seguente procedura:

• contattate la segreteria del Museo telefonicamente o via mail per verificare l’effettiva disponibilità del volume per la spedizione e il costo;

•effettuate il pagamento attraverso un bonifico bancario intestato a:

Tesoreria del Comune di Casalmaggiore

Banco Popolare, filiale di Casalmaggiore

IBAN IT48U0503456746000000214636

oppure versate la somma sul conto corrente postale n.11894268 intestato a Comune di Casalmaggiore - Servizio Tesoreria

• inviate via mail (info@museodiotti.it) o fax (0375 200251) copia della ricevuta del pagamento precisando il vostro nome, cognome e indirizzo postale completo.

La spedizione sarà effettuata dal Museo per posta ordinaria entro 5 giorni dal ricevimento dell’ordine (a richiesta - e con costi a carico del richiedente - potranno essere utilizzate modalità diverse di spedizione).

Ricordiamo che le nostre pubblicazioni possono essere acquistate anche attraverso i maggiori distributori librari on-line, alle condizioni da essi praticate.

 

Per Musei, Biblioteche, Enti

Siamo disponibili a concordare scambi librari relativamente agli ambiti d’interesse del Museo.

 

 

2015

 

I meloni, la lince, le zanzare

MARTINO FIORATTINI

visionario padano

Testo di Bianca Tosatti.

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 31 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2015, 47 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-49-8]

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GIUSEPPE CHIARI

Quit classic music

A cura di Anna Vergine e Gabriele Fallini. Con un testo di Vittorio Rizzi.

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 20 giugno al 26 luglio 2015

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2015, 64 p., € 15

[ISBN 978-88-88087-48-1]

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ITALO LANFREDINI

Spaesamenti

A cura di Marina Travagliati e Marco Orlandi

Catalogo della mostra diffusa “Spaesamenti” organizzata dall’Associazione Amici di Casalmaggiore

e tenutasi a Casalmaggiore e Sabbioneta dal 23 maggio al 27 settembre 2015

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2015, 84 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-47-4]

 

 

2014

 

CASALMAGGIORE CONTEMPORANEA

L’arte, lo spazio, il tempo

A cura di Giuseppe Pannini;

testi di Brunivo Buttarelli, Marzio Dell’Acqua, Giuseppe Pannini, Natalia Vecchia

Catalogo della rassegna “Brunivo Buttarelli and Friends”

tenutasi a Casalmaggiore e Vicoboneghisio dal 6 settembre 2014 al 5 ottobre 2014

Mantova 2014, 168 p., € 10

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GIUSEPPE PEZZANI

A cura di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 6 dicembre 2014 all’11 gennaio 2015

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2014, 38 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-46-7]

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2013

 

GIULIANO PESCAROLI

Lo sguardo di Orfeo

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 14 settembre al 13 ottobre 2013

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2013, 107 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-43-6]

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IL PAESAGGIO CHE MI FU RUBATO

Trasformazioni, sottrazioni e restituzioni fra pittura e fotografia

Testi e fotocronache di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 26 ottobre all’8 dicembre 2013

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2013, 47 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-44-3]

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IL QUADRO COME ENIGMA

Renzo Gipèn Federici

A cura di Piero Del Giudice

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 1° giugno al 23 luglio 2013

Arti Grafiche Veladini, Lugano 2013, 152 p., € 15

[ISBN 978-88-7922-111-5]

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LODOLA. GOLDEN LIGHT

A cura di Anna Vergine e Gabriele Falini;

testi di Anna Vergine, Gabriele Fallini, Luca Beatrice, Red Ronnie, Vittorio Sgarbi

Catalogo della mostra “Lodola. Golden light”

tenutasi al Museo Diotti dal 14 dicembre 2013 al 2 febbraio 2014

Arti Grafiche Castello, Viadana 2013, 61 p., € 10

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MUSEO DIOTTI

Guida creativa alle raccolte d’arte

Testi di Roberta Ronda e Luisa Zanacchi

Guida alle raccolte e ai servizi educativi del Museo Diotti per avvicinare le giovani generazioni al patrimonio artistico

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2013, 202 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-42-9]

 

 

2012

 

ANTONELLA PIZZAMIGLIO

3fff

Testi di Brenda Bacigalupo, Roberto Mutti, Claudio Silla

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 24 marzo al 5 maggio 2013

Arti Grafiche Castello, Viadana 2012, 29 p., € 10

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GIANNA ZANAFREDI

Un’arte altra. Metamorfosi, mutazioni, paesaggi

A cura di Piero Del Giudice

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 26 maggio al 1° luglio 2012

Galleria d’Arte La Colomba, Lugano 2012, 85 p.

ESAURITO

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INFINITI PIANI

Danilo Montaldi, il Realismo esistenziale e gli artisti della “Botti”

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 21 aprile al 13 maggio 2012

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2012, 46 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-41-2]

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MUSEI LOMBARDI A TRE COLORI

Materiali tra storia e arte

A cura di Susanna Zatti, Claudio Gamba per la Rete Museale dell’Ottocento Lombardo

Fra i saggi contenuti nel volume: V.Rosa, Il riso fa l’Italia. Dalle grimaces alla caricatura politica.

Una raccolta di giornali satirici nel Museo Diotti di Casalmaggiore

Allemandi, Torino 2012, 170 p., € 10

[ISBN 978-88-422-21340]

 

 

MUSEI NELL’OTTOCENTO

Alle origini delle collezioni pubbliche lombarde

A cura di Maria Fratelli e Francesca Valli per la Rete Museale dell’Ottocento Lombardo

Fra i saggi contenuti nel volume: V.Rosa, Costruire identità.

Collezionismo e storiografia a Casalmaggiore nell’Ottocento

Allemandi, Torino 2012, 493 p., € 20

[ISBN 978-88-422-1916-3]

 

 

2011

 

CASALMAGGIORE RISORGIMENTALE

Testi di Antonia Arslan, Gian Luca Baio, Aurora Furlai, Giorgio Lipreri, Luciano Roncai, Guido Sanfilippo

Volume di saggi sulla storia di Casalmaggiore nel periodo risorgimentale

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2011, 211 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-40-5]

 

 

2010

 

ALDO MARIO AROLDI

Xilografo e illustratore

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 24 aprile al 2 giugno 2010

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2010, 142 p., € 15

[ISBN 978-88-88087-38-2]

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DALLO SGUARDO CURIOSO ALLE COMPETENZE

La scuola e i musei di Casalmaggiore per educare alla scienza e alla tecnologia

A cura di Roberta Ronda

Volume realizzato in collaborazione con l’I.C. “Diotti”

a conclusione del Progetto EST- Educare alla scienza e alla tecnologia

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2010, 238 p., € 15

[ISBN 978-88-88087-39-9]

 

 

VIAGGIO IN LOMBARDIA

Opere delle collezioni della Rete museale dell’Ottocento lombardo

A cura di Susanna Zatti per la Rete Museale dell’Ottocento Lombardo

Fra i saggi contenuti nel volume:

V.Rosa, Il motivo delle «piene» nella percezione del paesaggio padano.

Presenza del tema paesistico nelle collezioni del Museo Diotti di Casalmaggiore

Allemandi, Torino 2010, 215 p., €10

[ISBN 978-88-422-1828-6]

 

 

2009

 

BRUNIVO BUTTARELLI

I luoghi del tempo

Testi di Enzo Dall’Ara e Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 31 ottobre 2009 al 25 gennaio 2010

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2009, 105 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-37-5]

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GLI ANIMALI PARLANTI

Il bestiario di Goliardo Padova

A cura di Valter Rosa; testi di Piero Del Giudice, Silvio Lena, Roberta Ronda, Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 2 maggio al 21 giugno 2009

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2009, 165 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-36-8]

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IL CIELO DECORATO

Il cancello del Cimitero di Casalmaggiore e il suo recupero

Testi di Gabriele Pezzini e Marco Orlandi; fotografie di Nazareno Pisano

Volume dedicato al restauro del cancello ottocentesco del Cimitero urbano

nei suoi aspetti storico culturali, progettuali e tecnologici

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2009, 77 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-31-3]

 

 

PER MARGHERITE… E IL TEMPO PASSA

Installazioni e sculture in terracotta

Catalogo della mostra di Maria Giuseppina Marjni

tenutasi al Museo Diotti dal 28 marzo al 26 aprile 2009

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2009, € 10

[ISBN 978-88-88087-35-1]

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2008

 

2007 NOTIZIARIO DEL MUSEO DIOTTI

a cura di Valter Rosa, Roberta Ronda e Letizia Frigerio

Documentazione del primo anno di attività del Museo Diotti

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 30 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-30-3]

ESAURITO – e-book

 

 

ARTE E ILLUSIONE SUL SET

Il grande cinema del Novecento nell’archivio di Carlo Rissone

Testi di Valter Rosa e Luigi Simeone

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 2 al 30 luglio 2008

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 39 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-32-X]

ESAURITO – e-book

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DANILO AROLDI. DIPINTI E DISEGNI 1977-1988

A cura di Sara Fontana

Monografia sull’artista (1915-1988) a corredo della mostra

tenutasi al Museo Diotti dal 21 febbraio al 22 marzo 2009

L’Archivolto, Milano 2008, 67 p., € 20

[ISBN 978-88-7685-179-7]

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ELENA MEZZADRA

L’opera incisa 1969-2007

A cura di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 23 febbraio al 24 marzo 2008

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 107p., € 10

[ISBN 978-88-88087-27-3]

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ERCOLE PRIORI

Sculture e disegni

Testi di Lidia Azzolini, Luciano Roncai e Valter Rosa

Catalogo della mostra antologica dello scultore Ercole Priori (1918-2012)

tenutasi al Museo Diotti dal 18 ottobre al 16 novembre 2008

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 70 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-33-7]


 

 

ITALO LANFREDINI

A-Temporale

A cura di Valter Rosa e dell’Associazione Amici di Palazzo e dei Musei mantovani

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 5 aprile al 18 maggio 2008

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2008, 63 p., € 15

[ISBN 978-88-88087-28-1]


 

 

RI…CORDAI

Il lavoro degli artigiani cordai nella tradizione del cremonese

a cura di Gabriele Fallini e Anna Vergine;

testi di Gabriele Fallini, Anna Vergine, Sergio Cofferati, Giorgio Celli, Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 30 novembre 2008 al 1° febbraio 2009

Fantigrafica, Cremona 2008, 78 p., € 15

ESAURITO


 

 

2007

 

GOLIARDO PADOVA

Catalogo della mostra “I Padova di Florenzio”

A cura di Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi al Museo Diotti dal 30 marzo al 7 ottobre 2007

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2007, 78 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-24-9]


 

 

2005

 

STEFANIE HOELLERING

Retrospettiva (1974-2000)

Catalogo della mostra tenutasi a Monaco di Baviera, Rosenheim e Casalmaggiore

nel 2005 a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2005, 183 p., € 12

[ISBN 978-88-88087-21-4]

 

 

GIOVANNI ROMANI E IL SUO TEMPO

Storia, lingua, patrimonio e istituzioni tra Ancient Regime e Restaurazione

Quaderno comprendente

gli Atti del convegno dedicato allo storico e linguista Giovanni Romani,

il catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore dal 20 dicembre 2003 al 1° febbraio 2004

gli Atti del convegno “Per i 250 anni di Casalmaggiore Città”

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2005, 184 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-20-6]


2004

 

 

GIOVANNI ROMANI

MEMORIE PRIVATE DEL VIAGGIO A PARIGI

Trascrizione del manoscritto inedito a cura di Enrico Cirani e Valter Rosa

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2004, 798 p., € 30

[ISBN 978-88-88087-03-6]

 

 

LA PRATICA EDUCATIVA NEI MUSEI

L’esperienza di formazione

I musei si presentano

A cura di Mario Calidoni e Roberta Ronda

Documentazione del corso di formazione per docenti e operatori museali

tenutosi a Casalmaggiore dal 9 ottobre 2003 al 22 aprile 2004

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2004, 48+30 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-17-6]

 

 

L’OPERA INCISA DI GIANFRANCO MANARA

A cura di Francesco Garrone e Maria Giovanna Brovetto Rondo

Catalogo ragionato delle acqueforti di Gianfranco Manara pubblicato in occasione della mostra

dedicata all’artista al Museo della Permanente di Milano dal 3 al 19 dicembre 2004

Kartoprint, Pizzighettone 2004, 207 p., € 20

 

 

PARMIGIANINO E LA SCUOLA DI PARMA

A cura del Rotary Club Casalmaggiore - Viadana – Sabbioneta

Atti del convegno “ Parmigianino e la scuola di Parma”

tenutosi a Casalmaggiore e Viadana il 5 aprile 2003

Arti Grafiche Castello, Viadana 2004, 129 p., € 15

 

 

2003

 

CERAMICA CONTEMPORANEA

Una manifattura storica

Testo di Germano Beringheli

Catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore nel 2003

sulle opere ceramiche prodotte da artisti italiani e stranieri nella bottega Poggi di Albisola

a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 139 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-16-8]

 

 

LA FABBRICA DELL’ORO MATTO

Macchinari e lavorazioni dell’antica industria bigiottiera di Casalmaggiore

A cura di Rita Brunetti, Annamaria Galbani, Edoardo Rovida

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 47 p., € 5

[ISBN 978-88-88087-12-5]

 

LUISO STURLA

Il qui e l’altrove

Testi di Gianni Cavazzini e G.Franco Ravasi

Catalogo della mostra tenutasi a Palazzo Diotti dal 9 marzo al 6 aprile 2003

a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 86 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-34-6]

 

 

TRA ARTE E ALCHIMIA

La Madonna di Casalmaggiore del Parmigianino. Ricerche storiche e iconografiche

Testo di Guido Sanfilippo

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 207 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-14-1]

 

 

TRIBUTI A PARMIGIANINO

Catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore dal 27 aprile al 18 maggio 2003

in occasione del V Centenario della nascita dell’artista

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2003, 40 p., € 5

[ISBN 978-88-88087-15-X]

 

 

2002

 

LA DONAZIONE ADAMI

Testo di Gianpietro Torresani

Catalogo della mostra postuma del pittore Renzo Adami (1910-2002)

tenutasi a Palazzo Diotti dal 31 ottobre al 17 novembre 2006

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2002, 15 p., € 2

[ISBN 978-88-88087-13-3]

 

 

PETER CASAGRANDE

Opere (1995-2002)

Testo di Bruno Bandini

Catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore nel 2002, a Marktoberdof e Monaco di Baviera

nel 2003 a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2002, 77 p., € 10

[ISBN 978-88-88087-11-7]

 

TINO AROLDI

Antologica

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra antologica del pittore Tino Aroldi (1915-2000)

tenutasi a Palazzo Diotti dal 20 aprile al 2 giugno 2002

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2002, 126 p., € 20

 [ISBN 978-88-88087-10-9]

 

 

2001

 

GIANCARLO BARGONI

Testo di Gianni Cavazzini

Catalogo della mostra tenutasi a Casalmaggiore dal 20 ottobre al 18 novembre 2001

a cura dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2001, 43 p., € 7

[ISBN 978-88-88087-05-2]

 

 

GIOVANNI ROMANI

MEMORIE PRIVATE E PERSONALI

Trascrizione dei manoscritti inediti con annotazioni e appendici a cura di Enrico Cirani;

ricerche iconografiche di Valter Rosa (2 voll.)

I - Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2001, 338 p., € 20 [ISBN 978-88-88087-03-6]

II - Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2002, 223 p., € 20 [ISBN 978-88-88087-07-9]

 

 

IL FURORE E LA GRAZIA

Carlo Cerati scultore (1865-1948)

A cura di Carla Cerati e Valter Rosa

Catalogo della mostra tenutasi a Palazzo Diotti dal 7 aprile al 6 maggio 2001

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2001, 206 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-04-4]

 

 

IL SACRO INDOSSO

I segni della devozione nei bijoux di Casalmaggiore

A cura di Roberto Brunelli con un contributo di Valter Rosa

Catalogo della mostra di medaglie e piccoli oggetti devozionali prodotti dall’industria bigiottiera locale

e oggi patrimonio del Museo del Bijou di Casalmaggiore

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2001, 38 p., € 5

[ISBN 978-88-88087-06-0]

 

 

2000

 

MARIO BELTRAMI

La visione gentile delle cose

Testo di Valter Rosa

Catalogo della mostra del pittore Mario Beltrami (1902-1987)

tenutasi a Palazzo Diotti dal 17 settembre al 19 novembre 2000.

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 2000, 150 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-00-1]

 

 

1998

 

I DIPINTI DELLA CHIESA DI SANTO STEFANO IN CASALMAGGIORE

Testo e schede di Maria Adelaide Donzelli e Ulisse Bocchi;

notizie storiche e ricerche documentali di Enrico Cirani; fotografie di Luigi Lena

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 1998, 156 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-01-X]

 

 

1996

 

GIANFRANCO FERRONI

Le icone dell’attesa

A cura di Mauro Bini e Arialdo Ceribelli; testo di Francesco Piero Franchi

Dialogo tra i versi di Giacomo Leopardi e le acqueforti di Gianfranco Ferroni.

Il Bulino Edizioni d’Arte, Modena 1996, 21 p., € 5.

 

 

LA SCUOLA DI DISEGNO GIUSEPPE BOTTOLI

Storia e patrimonio

Testo e schede di Valter Rosa; fotografie di Luigi Lena

Storia dell’istituzione e catalogo delle raccolte didattiche e artistiche.

Biblioteca A.E.Mortara, Casalmaggiore 1996, 352 p., € 20

[ISBN 978-88-88087-08-7].

Info Museo

Orari e biglietti


Orari
lunedì chiuso
martedì,mercoledì,giovedì,venerdì
8.00 - 13.00
Sabato - domenica - festivi
15.30 -18.30

Chiuso Natale, Capodanno
e un mese circa nel periodo estivo

Biglietti
Intero € 3
Ridotto € 2,50
Tessera annuale Intero € 12
Tessera annuale Ridotto € 10
Tessera annuale Sostenitore € 50
Biglietto cumulativo con Museo del Bijou € 4
Visite e laboratori per le scolaresche € 4 ad alunno 
Visite guidate per gruppi di adulti su prenotazione €45

#domenicalmuseo
Ingresso gratuito per tutti la prima domenica di ogni mese (con possibilità di visita guidata alle ore 17:00).

Il biglietto ridotto vale per i minori di 25 anni, gli over 65, i gruppi di almeno 15 persone e i soggetti convenzionati.
L’ingresso è gratuito per i minori di 6 anni, gli accompagnatori di gruppi, invalidi e giornalisti.


Nel Museo non sono presenti barriere architettoniche e gli spazi sono facilmente accessibili a tutti.


Matrimoni al Museo
Su richiesta, è possibile celebrare matrimoni nel giardino del Museo.
Per informazioni contattare l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Casalmaggiore (centralino tel.0375 284411)








Dove siamo

Museo Diotti, Via Formis 17 - 26041 Casalmaggiore (CR).

Come arrivare : Il Museo si trova in Via Formis 17, a fianco del Duomo di Santo Stefano e a poche centinaia di metri dalla centrale Piazza Garibaldi.

In auto:

- da Parma/Mantova/Viadana: alla terza rotonda svoltare a sinistra; procedere fino al senso vietato e svoltare nuovamente a sinistra in Via Formis

 - da Cremona/Brescia: alla prima rotonda svoltare a destra; procedere fino al senso vietato e svoltare a sinistra in Via Formis

In treno:

linea ferroviaria Brescia-Parma; la stazione dista dieci minuti a piedi

Materiali informativi

Il Museo Diotti è un Museo Civico del Comune di Casalmaggiore. La Scuola di disegno Bottoli è una sezione staccata del Museo che si trova nel rinascimentale Palazzo Martinelli, in Via Cairoli 29. Questa sezione è visitabile solo in particolari occasioni oppure, a richiesta, per gruppi su appuntamento.

In città consigliamo di visitare anche l'originale Museo del Bijou, il Teatro Comunale, il Duomo di Santo Stefano, il Santuario della Madonna della Fontana, l’argine del Po e la zona golenale.


  1. Nei dintorni, a pochi chilometri da Casalmaggiore, vi ricordiamo che potete visitare le importanti località di Sabbioneta e Colorno.
Vi invitiamo a comunicarci il vostro indirizzo e-mail per ricevere regolarmente le comunicazioni sull’attività del Museo. Potete anche seguirci su Facebook.

Contattaci

Museo Diotti, Via Formis 17, 26041 Casalmaggiore(CR)

Telefono/Fax 0375 200416
E-mail info@museodiotti.it
Facebook facebook Museo Diotti

Direttore e Responsabile Servizi Educativi
Roberta Ronda
 
Conservatore delle Civiche Raccolte d'Arte
Valter Rosa
 
Operatori didattici
Associazione DiMusE
 
Associazione di sostegno al Museo
Il Torrione sul Po