Mostra temporanea

ARTE & ILLUSIONE SUL SET

Il grande cinema del Novecento nell’archivio di Carlo Rissone

Fotografie, disegni e macchine dalle collezioni di Franco Piccoli, Ivo Bondini e della Pro Loco di Colorno

MUSEO DIOTTI, Spazio Rossari, dal 2 al 30 luglio 2008
Inaugurazione: mercoledì 2 luglio 2008, ore 20:30

 
In concomitanza con la prima rassegna cinematografica estiva all’aperto nel cortile del Museo Diotti, viene allestita nello Spazio Rossari una mostra-omaggio al grande cinema del Novecento attraverso i materiali dell’archivio del pittore e scenografo Carlo Rissone, gentilmente messi a disposizione dal fotografo Franco Piccoli.

Ultimo di una celebre dinastia di attori di teatro, Carlo Rissone (Colorno, 1929-Parma, 1992) attore egli stesso in gioventù in famose compagnie e in diversi film, diretto fra gli altri da Visconti e De Sica, dal 1949 ha iniziato a dedicarsi interamente alla realizzazione di scenografie teatrali e cinematografiche lavorando per i più importanti scenografi e registi della seconda metà del Novecento, prima negli stabilimenti De Laurentis, poi a Cinecittà.
Della multiforme produzione di Rissone, la mostra documenta in particolare quest’ultima attività attraverso una sessantina di scatti fotografici relativi a fasi di lavorazione di scenografie sul set dei più noti film di Federico Fellini, Franco Zeffirelli, Francesco Rosi, Marco Ferreri, Pier Paolo Pasolini, Roman Polanski, Stanley Kramer e altri. Si tratta di immagini che, talvolta con sguardo ironico e divertito, smontano la macchina dell’illusione disvelando i trucchi del set, portando al contempo in luce il fecondo dialogo fra il cinema e la tradizione della pittura che un grande artigiano-artista come Rissone ha saputo mantenere viva, garantendo col suo lavoro quasi anonimo e oscuro e coi suoi prodotti effimeri il perpetuarsi delle magie e dei sogni della visione cinematografica.

Merita un cenno particolare l’ampia sezione della mostra dedicata alla sua collaborazione per la realizzazione di scenografie di film e spot pubblicitari di Federico Fellini, nel cui staff operò per 25 anni dal 1967 sino agli ultimi film, attività qui documentata, oltre che da propri bozzetti per il film “E la nave va”, anche da schizzi e storyboard del grande maestro del cinema.

Da segnalare sono infine le tre grandi “macchine” provenienti dal Museo Etnografico e della Stampa di Colorno, gentilmente concesse in prestito dall’associazione Pro Loco Colorno: si tratta di una lanterna magica Gaumont Grand Prix del 1900 e di due proiettori ad arco degli anni ‘30 e ’40, la cui forme ingombranti si prestano a un suggestivo confronto fra gli strumenti che hanno animato le “ombre collettive” nella fase eroica della storia del cinema e quelli attuali, sempre più compatti, dell’era digitale.

La mostra è corredata da un piccolo catalogo con testi di Luigi Simeone e Valter Rosa.