Comunicato Stampa in occasione dell'inaugurazione del Museo
21 marzo 2007
A coronamento di quasi un decennio dedicato alla ricognizione e inventariazione del patrimonio artistico e costellato da una costante attività espositiva e di ricerca, per il Comune di Casalmaggiore è finalmente vicina l’inaugurazione del nuovo Museo Diotti. Ciò è stato possibile grazie all’Accordo di Programma che ha consentito di affiancare al Comune la Regione Lombardia e la Provincia di Cremona, con l’obiettivo di riunire in un unico edificio tutte le Civiche raccolte d’arte, garantendone in questo modo una miglior conservazione, valorizzazione e fruizione pubblica, dando inoltre particolare attenzione all’attività di ricerca, ai servizi educativi e alle esposizioni temporanee quali requisiti qualificanti di un museo moderno e vivace.
I lavori di restauro, realizzati anche grazie ad un contributo della Fondazione Cariplo, sono stati affidati all’architetto Giacomo Zani, il quale ha saputo efficacemente fondere le diverse anime del palazzo: quella più antica e nobile, ma nello stesso tempo intima e accogliente, della casa-atelier; quella più essenziale e luminosa degli spazi destinati alle collezioni moderne e alle mostre; quella più amena del giardino.
Il Museo Diotti si configura in prima istanza come un museo dell’Ottocento: in tal senso sono state determinanti la necessità di valorizzare uno dei momenti culturali più fecondi della storia cittadina (quello compreso fra l’età teresiana e l’unità d’Italia) e l’opportunità di recuperare la casa di Giuseppe Diotti (1779-1846), un antico palazzo ristrutturato nel 1837 dall’architetto Fermo Zuccari e destinato dal maestro della Carrara, che vi ha trascorso gli ultimi anni di vita, ad ospitare la sua raccolta d’arte nonché l’atelier dell’ultima grande impresa, quella della versione in grande del Giuramento di Pontida, costituendo una sorta di accademia privata frequentata da pittori locali.
Il Museo Diotti è anche un museo della didattica artistica: la “vocazione didattica” del palazzo, la cui originaria raccolta d’arte (oggi dispersa) fu aperta per la prima volta al pubblico dagli eredi del pittore nel 1865, costituisce infatti la traccia che ha guidato il progetto museologico del prof. Valter Rosa, suggerendo un percorso cronologico volto ad evidenziare alcuni aspetti dell’iter formativo di Giuseppe Diotti e del suo metodo di lavoro. Accanto ad un nucleo di dipinti, posti a confronto con studi e bozzetti disegnativi, entrano a far parte del percorso espositivo anche materiali didattici come i gessi e le stampe. Ciò è stato agevolato dalla presenza a Casalmaggiore di un considerevole patrimonio didattico-artistico legato a una scuola di disegno attiva per un arco di tempo di quasi due secoli.
L’immagine dell’atelier e il metodo di lavoro dell’artista saranno fra i temi portanti anche delle altre sezioni del Museo: la Galleria d’arte moderna, con le opere degli artisti locali più significativi e di una certa visibilità nel panorama nazionale (Tommaso Aroldi, Goliardo Padova, Mario Beltrami, Gianfranco Manara, Tino Aroldi), orientati prevalentemente sulla pittura di paesaggio e il Centro di documentazione, destinato alla formazione di una banca dati sull’attività degli artisti, non solo locali, presenti sul territorio negli ultimi due secoli, alla conservazione dei materiali degli atelier (attrezzi e strumenti, schizzi e appunti, libri, stampe, fotografie, ecc.), oltre che ad accogliere una biblioteca specialistica e una sezione d’arte sacra con bozzetti e cartoni che documentano l’attività decorativa nelle chiese cremonesi intono alla metà del ‘900.
È inoltre da sottolineare che il Museo Diotti oltre a documentare la “scuola locale”, possiede pregevoli opere di altri autori (citiamo solo i nomi di Paolo Troubetzkoy e di Amedeo Bocchi), la cui presenza nelle collezioni civiche è legata al collezionismo locale fra Otto e primo Novecento.
Documenti da scaricare
Invito all'inaugurazione (pdf, 400KB)
Manifesto del Museo (pdf, 400KB)