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Didattica

Didattica

Scuole

Informazioni pratiche

Per tutti i percorsi è stata prevista la durata di un'ora e mezza circa di attività effettiva, salvo accordi diversi con l'insegnante.

Ogni attività deve essere prenotata per telefono,
fax o e-mail almeno 15 giorni prima della data richiesta.
(tel. e fax 0375 200416 – e-mail info@museodiotti.it)
Una volta concordata la prenotazione, sarà richiesto da parte della Scuola l'invio di una conferma scritta su modulo predisposto dal Museo.

Ogni percorso si rivolge ad un gruppo-classe o a sottogruppi di almeno 12 alunni. Il gruppo non potrà essere costituito da più di 28 alunni. Il pagamento potrà essere effettuato direttamente al Museo o anticipatamente a mezzo bonifico.

Per ogni percorso didattico proposto il costo è di € 4 per alunno. Il percorso è gratuito per gli insegnanti accompagnatori.
Nel periodo scolastico il Museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 8.00 alle 13.00, sabato e festivi dalle 15.30 alle 18.30.
Il Museo dispone di un giardino interno che, compatibilmente con le condizioni atmosferiche, può rappresentare una risorsa per l'intervallo della merenda o del pranzo.
Il Museo è disponibile a incontrare gli insegnanti interessati a progettare insieme percorsi particolari, anche diversi da quelli proposti.
I percorsi previsti fanno riferimento alle collezioni permanenti del Museo.
Durante l'anno altre attività didattiche saranno proposte in relazione alle mostre temporanee.

Scuola dell'Infanzia

Laboratori suggeriti per bambini della sezione "mezzani" o comunque per i bambini di  
Scuola dell'Infanzia che non hanno ancora visitato il Museo

Segui il filo
La visita al museo si configura come un’avventura di scoperta. Dopo la lettura di un’antica favola i bambini, seguendo il percorso tracciato da un lungo filo multicolore, andranno alla ricerca di immagini e particolari che li aiuteranno a comprendere gli spazi e il contenuto delle sale.

Il gioco dei colori
I bambini incontrano e osservano i dipinti neoinformali per compiere un’analisi sui colori utilizzati dagli artisti. Con l’aiuto di grandi tessere colorate, i bambini riconoscono i colori individuandoli all’interno del quadro, sperimentano accostamenti e contrasti, giocano insieme componendo puzzles cromatici. In aula didattica potranno colorare le proprie tessere utilizzando colori chiari e scuri e mescolandoli tra loro alla ricerca di nuove tonalità. L’incontro si conclude con la visione di alcune significative immagini di opere d’arte moderna e contemporanea. Al termine dell’attività verrà lasciato in prestito il gioco Quadri Quadrati.

Nella stanza del pittore
L’atelier dell’artista - ricostruito presso il museo- si configura come una camera dei ricordi nella quale i bambini possono incontrare e “vedere” la storia, la vita, gli interessi e il lavoro del pittore Goliardo Padova attraverso la conoscenza dei suoi oggetti più cari e dei suoi strumenti e materiali di lavoro. I libri, le fotografie, i giocattoli, il grembiule e le “polveri” colorate viste dai bambini sveleranno l’affascinante racconto del pittore e della nascita delle sue opere. Dopo l’analisi e la lettura di alcuni dipinti realizzati dall’artista, l’attività continua in aula didattica dove - guidati dall’operatore - i bambini produrranno il colore materico necessario per la realizzazione delle proprie opere pittoriche.


Laboratori suggeriti per i bambini della sezione "grandi" o comunque per i
bambini di Scuola dell'Infanzia che hanno già visitato il Museo.

La favola dei segni
In aula didattica la proiezione di opere pittoriche di artisti moderni e contemporanei consentiranno ai bambini di scoprire la bellezza e la varietà dei segni e la narrazione di una favola inviterà i bambini a tracciare su una
grande superficie tante “linee d’artista” utilizzando materiali diversi. L’attività prosegue visitando la sezione “moderna”del museo, alla ricerca delle linee all’interno dei dipinti. Al termine dell’incontro può essere ritirato in prestito il gioco memory Tanti Segni per continuare a giocare a scuola.

Mano manina
L’incontro prevede la visita all’atelier dello scultore Ercole Priori recentemente allestito all’interno del percorso museale. Nello spazio ricco di oggetti “strani” e affascinanti raccolti nelle teche, esposti sui tavoli e appesi alle pareti, i bambini conosceranno i materiali, gli strumenti e alcune opere dell’artista utili per comprendere il lavoro e i gesti dello scultore. L’incontro continua in aula didattica dove i bambini potranno toccare e manipolare alcuni materiali individuando nella creta quello più adatto per la realizzazione delle proprie sculture. La manipolazione libera attraverso la quale il bambino entra in contatto con il materiale e le sue caratteristiche viene in un secondo momento guidata dall’operatore che mostra l’utilizzo di spatole, mirette e differenti materiali (sabbia, sassi, corde, carta...) volti alla trasformazione della creta e alla creazione di particolari textures.

La natura negli occhi dei pittori. Albero
Durante la visita alla sezione moderna ci si sofferma su alcuni dipinti in cui è presente l’aspetto della natura considerato (albero). In aula didattica si compie un’esperienza tattile toccando parti di un grande albero (corteccia, radici, rami, foglie, frutti...) che viene ricostruito insieme. I bambini potranno ricreare su tessere di cartoncino l’effetto tattile percepito attraverso un collage di tante carte diverse che, assemblate, formeranno un nuovo albero.

La natura negli occhi dei pittori. Acqua
Durante la visita alla sezione moderna del museo ci si sofferma su alcuni dipinti in cui è presente l’aspetto della natura considerato (acqua). In aula didattica le riflessioni dei bambini e divertenti esperimenti con acqua e colori condurranno alla realizzazione di un’opera utilizzando gesti, materiali e strumenti vicini alla rappresentazione informale, nell’intento di esprimere al meglio le caratteristiche di questo elemento individuate e sperimentate dai bambini.

Scuola Primaria

SCOPERTA DEL MUSEO

Nel labirinto del museo
La visita al Museo si configura come una scoperta di uno spazio insolito e affascinante. Introdotta dalla lettura della storia di Teseo, il percorso potrà essere seguito con un filo da trascinare attraverso le sale. Si potranno ricostruire attraverso un grande puzzle gli spazi del Museo e si potrà effettuare una ricerca di indizi lungo il percorso.
Al termine, il filo diventerà protagonista di colorati percorsi e figure geometriche da costruire a piacere su grandi “geopiani” di legno.

Gli amici di Diotti
La visita alla sezione antica del Museo viene proposta in forma di gioco, a partire da alcuni oggetti che i bambini potranno ritrovare raffigurati nei ritratti quali elementi caratterizzanti dei personaggi raffigurati. Attraverso l’osservazione di questi oggetti i bambini potranno ricostruire una storia e ipotizzare l’identità degli antichi personaggi, contemporanei del Diotti.
Dagli oggetti raffigurati nelle sale del Museo, si passa all’utilizzo dell’oggetto in aula didattica: qui stoffe, bottoni, corde, tappi e materiali d’ogni tipo diventano elementi compositivi di personaggi improbabili e fantastici.

Storie da museo
Ai bambini, in gruppo, viene affidata una delle opere del Museo che diventa spunto per una rielaborazione creativa.
A partire semplicemente dal titolo e dall’osservazione dell’opera, i ragazzi - guidati dall’operatore - potranno sbizzarrirsi nell’invenzione di una storia.
La storia potrà essere scritta e poi illustrata ed andrà ad arricchire il grande “libro delle storie” del museo, che sarà poi piacevole sfogliare insieme.

Piccoli critici
I ragazzi più grandi sono chiamati a confrontarsi con le opere d’arte attraverso la proposta di alcune “parole chiave” che li possano aiutare nell’analisi e nella comprensione del significato più profondo dell’opera prese in esame.
Queste stesse parole possono essere utilizzate dai ragazzi per l’elaborazione di un breve testo a descrizione o commento dell’opera, cercando anche di far emergere i significati più nascosti che l’artista ha voluto esprimere.

Tableaux vivants
Alcuni dipinti esposti al Museo raffigurano scene sacre o di storia particolarmente adatte per far comprendere ai ragazzi i principi compositivi con cui sono create le opere d’arte.
L’apprendimento è favorito dal coinvolgimento diretto degli alunni impegnati, con diverse mansioni, nella riproduzione dal vero delle scene attraverso oggetti, costumi ed elementi scenografici, ma anche gestualità dei personaggi e articolazione dei piani.



COLORE

Rosso come…
I colori ci parlano e nei dipinti d’arte Informale il colore è il protagonista che vuole comunicare con noi. Ogni colore è diverso dall’altro, ha le sue caratteristiche e ci ricorda qualcosa che conosciamo bene... Per esprimersi sulla tela ha bisogno dell’artista che stende, traccia, accumula, graffia, cola, getta, schizza... La lettura attiva e coinvolgente di alcuni dipinti porterà i bambini a soffermarsi sull’opera dell’artista Peter Casagrande riconoscendo la valenza comunicativa del colore rosso che diventa veicolo di ricordi, sensazioni ed emozioni. In aula didattica - come veri artisti neoinformali - i bambini faranno “parlare” questo colore utilizzando differenti strumenti di stesura e mescolandolo con materiali diversi.

I colori del museo
Uno dei percorsi attraverso cui anche i bambini più piccoli possono familiarizzare con le opere esposte al Museo, è la scoperta del colore all’interno dei dipinti. La visita al Museo si soffermerà su alcune opere significative in cui il colore assume un ruolo particolarmente espressivo. Al termine, in aula didattica, i colori osservati nei dipinti saranno utilizzati personalmente dai bambini sperimentando vari accostamenti con la tecnica della tempera.

Colori informali
Anche nell’arte neoinformale le scelte apparentemente casuali dell’artista o gli effetti cromatici e materici espressi assumono valori e significati e catturano la nostra attenzione anche in assenza di immagini riconoscibili, invitandoci ad osservare e spesso interpretare quanto l’artista ha realizzato. Analizzando l’opera di volta in volta scelta, i bambini capiscono che il colore e i materiali parlano e i gesti dell’artista si esprimono lasciando a noi la possibilità di “vedere” nell’opera: sensazioni, sentimenti, ricordi, paesaggi... Questa analisi conduce quindi i bambini a sperimentare l’utilizzo del colore adottando o reinventando le tecniche e i gesti dell’artista conosciuto.

Quanti verdi?
Il colore è simbolo carico di significati e valenze. Il colore verde è per i bambini il colore della natura e della primavera; nei loro disegni è il colore dello spazio in cui amano muoversi e giocare.
Nella pittura di paesaggio di Goliardo Padova alcune opere mostrano paesaggi nati dall’utilizzo di questo colore declinato nelle diverse tonalità e gradazioni o trasformato dalla mescolanza con altri colori.
Anche i bambini - miscelando i colori - produrranno tanti verdi coi quali dare vita a nuovi paesaggi.

Cieli di Tino
Come hanno raccontato e interpretato gli spazi vissuti gli artisti locali? Oggetto di una lettura approfondita saranno le tele realizzate da Tino Aroldi per capirne le scelte formali, il linguaggio e i contenuti, il passaggio da una visione realistica ad una metaforica. In aula didattica la tempera blu, convenzione cromatica con la quale è generalmente colorato il cielo, viene trasformata dalla mescolanza con altri colori, ottenendo varie tonalità e gradazioni.

RITRATTI

Facce matte
I ritratti esposti nella casa atelier e nella galleria d’arte moderna rappresentano un importante nucleo all’interno delle collezioni museali. Dopo aver visitato gli spazi espositivi e osservato alcuni dei dipinti interessati, in aula didattica i bambini più piccoli potranno sbizzarrirsi nella ricostruzione di un volto e dei suoi dettagli. Si potrà scegliere la tecnica preferita fra disegno, collage, assemblaggio polimaterico, manipolazione.

Dal naso alle orecchie
L’approccio dei più piccoli con il genere del ritratto può prendere le mosse in modo giocoso dall’osservazione di alcuni tratti del volto che emergono a volte in modo vistoso e anche spiritoso nelle opere del Museo.
All’osservazione dei dettagli fisiognomici nei ritratti del Museo farà seguito un’attività in laboratorio che li porterà a osservare i dettagli del proprio volto e a riprodurli, componendo e scomponendo le parti.

Il mio volto
I ritratti esposti al Museo documentano l’evoluzione di questo genere pittorico dall’ufficialità dei ritratti settecenteschi di personaggi illustri allo scavo psicologico dei ritratti di gente comune del Novecento, eseguiti in diverse tecniche. Un caso particolare è rappresentato dagli autoritratti. Dopo aver visitato gli spazi espositivi e osservato alcuni dei dipinti interessati, in aula didattica i bambini potranno realizzare un proprio autoritratto allo specchio, rimarcando i dettagli espressivi del loro volto.

Fotoritratto
Il ritratto è uno dei generi pittorici ben documentati all’interno del percorso museale, attraverso esempi realizzati con tecniche diverse e in epoche diverse. Fra i ritratti, un posto a sé occupano poi gli autoritratti e proprio su questo genere si focalizza l’attività in aula didattica, ricavando spunti dai principali movimenti dell’arte contemporanea.
Ogni ragazzo viene fotografato e interviene poi in modo creativo (con ritagli, colori o scritte) sulla fotografia stessa, ottenendo come risultato un’immagine di sé del tutto insolita.

I miei amici
I ritratti esposti nella casa atelier e nella galleria d’arte moderna rappresentano un importante nucleo all’interno delle collezioni museali. Giuseppe Diotti, in particolare, oltre ad essere autore di numerosi ritratti, amava utilizzare le fattezze di propri amici per raffigurare personaggi da inserire entro scene figurate, come nel Giuramento di Pontida.
Dopo aver visitato gli spazi espositivi e osservato alcuni dei dipinti interessati, in aula didattica i ragazzi potranno a loro volta cimentarsi nel ritratto dal vero di un amico in posa.

PAESAGGIO

Cielo
Durante la visita alla sezione moderna ci si sofferma su alcuni dipinti in cui è presente l’aspetto della natura considerato (cielo). In aula didattica verranno proiettate immagini fotografiche di cieli colti nei diversi momenti del giorno e delle stagioni. Seguirà l’attività pratica: i bambini scopriranno attraverso un’esplorazione tattile come differenti tipologie di materiali (stoffa, lana, spugne, carta, plastiche, alluminio...) possono ricordare le caratteristiche dei cieli osservati e, assemblando tali materiali, creeranno il loro cielo, nel quale riproporre le sensazioni provate durante la visita e la sperimentazione tattile.

Paesaggio bianco
L’attività prende spunto dall’osservazione di un suggestivo dipinto chiarista di Goliardo Padova. Luminoso, “tutto coperto di bianco”, apparentemente privo di colore e mosso da tenui contrasti, quel paesaggio ricorda la nebbia e il gelo, quindi aspetti dello spazio conosciuto e sensazioni che ci appartengono. Quei lievi e delicati contrasti che il paesaggio può farci vedere saranno ricreati in laboratorio attraverso un collage di carte di varia qualità o di materiali diversi.

Il fiume
Fra le opere del Novecento, un gran numero ha per tema il paesaggio e, in particolare, al fiume Po che scorre proprio a ridosso della città e che è stato fonte d’ispirazione per molti artisti del territorio, raffigurato in modo realistico o metaforico, con attenzione agli aspetti della natura o del lavoro dell’uomo. In aula didattica i ragazzi potranno sviluppare il tema del fiume in realizzazioni di gruppo con varie tecniche e attraverso un percorso anche pluridisciplinare che può toccare tematiche storiche, scientifiche o ambientali.




Paesaggio in scatola
I paesaggi di Tino Aroldi nascono da una precisa selezione dei colori e degli elementi presenti nello spazio. Qui il fiume, la terra, gli alberi e i cieli si incontrano creando immagini del proprio territorio suggestive e sempre diverse. In aula didattica i bambini giocheranno con materiali trasparenti (acetati, carte adesive, plastiche colorate....) assemblati e sovrapposti, aggiungendo o eliminando elementi figurativi, nel tentativo di mostrare le infinite possibilità compositive nella creazione di un paesaggio che verrà posto all’interno di scatole trasparenti.

Fili di luce
Durante la visita vengono osservati alcuni dipinti nei quali è stata adottata la tecnica pittorica divisionista. L’attività di osservazione continua in aula didattica attraverso la sperimentazione di efficaci giochi ottici utili per la comprensione dei fondamenti scientifici di questa tecnica. Seguirà un’attività nella quale tempere e diversi materiali saranno sapientemente accostati fra di loro per ricreare gli effetti pittorici caratteristici del divisionismo.


TECNICHE ARTISTICHE

Il libro dei segni
In aula didattica la proiezione di opere pittoriche di artisti moderni e contemporanei consente ai bambini di scoprire la bellezza e la varietà dei segni e la narrazione di una favola inviterà i bambini a tracciare su una grande superficie tante “linee d’artista”, utilizzando materiali diversi. L’attività prosegue visitando la sezione moderna del museo, alla ricerca delle linee all’interno dei dipinti. Al termine dell’incontro può essere ritirato in prestito il gioco memory Tanti segni per continuare l’attività in classe.

Il libro delle macchie
L’osservazione dell’utilizzo del colore nelle opere esposte al Museo è la premessa per poter realizzare, in aula didattica, una serie di esperimenti attraverso colori diversi e diverse tecniche di stesura. Apparentemente casuale, la macchia potrà essere “gestita” con consapevolezza, consentendo di ottenere risultati di forte impatto estetico.

Tele e pigmenti
La visita alla collezione d’arte antica e l’attività pratica sono volte alla presentazione di materiali e attrezzi tradizionali della tecnica pittorica. I ragazzi potranno manipolare materiali e oggetti e sperimentare attraverso precise applicazioni pittoriche l’uso del colore, preparato seguendo vere “ricette” d’artista.

Chiari e scuri
Gli studi di panneggio e i cartoni di Diotti permettono la conduzione di attività nelle quali i ragazzi si confrontano con la tecnica del disegno accademico e l’utilizzo di materiali grafici legati alla sua esecuzione. In laboratorio, dopo aver sperimentato l’utilizzo di matite diverse, gessetti e carboncini, i ragazzi lavorano su semplici disegni predisposti dall’operatore sui quali ricreare passaggi tonali, superfici “sfumate” ed effetti chiaroscurali di luci e ombre.

Dipingere sul muro
Attraverso il grande cartone di Diotti e i materiali dell’atelier di Palmiro Vezzoni i ragazzi comprendono come avviene la preparazione di un intervento pittorico complesso e di grandi proporzioni qual è la decorazione ad affresco di un edificio sacro. Le attività pratiche in aula didattica prevedono l’esecuzione mediante quadrettatura di un elemento figurativo, la riproduzione di un particolare decorativo mediante la tecnica dello spolvero oppure sperimentazioni cromatiche su superfici appositamente predisposte ad accogliere stesure d’intonaco e di colore.



LAVORAZIONE DELL’ARGILLA

Cortecce d’argilla
Attività adatta per i bambini più piccoli che possono sia osservare diverse rappresentazioni degli alberi nei dipinti esposti sia compiere esperienze tattili a contatto con i tronchi degli alberi nel giardino del Museo. In aula didattica l’attività proposta consisterà nella manipolazione di porzioni d’argilla per creare piccole formelle con effetti di superficie ispirati alle cortecce che potranno essere assemblate fra di loro. In alternativa potrà essere realizzato un grande albero collettivo che potrà essere arricchito con elementi vegetali.

Bosco d’argilla
Quest’attività è legata prima di tutto all’osservazione di alcuni dei più comuni elementi naturali che ci circondano: l’albero e tutti i suoi elementi (rami, cortecce, radici, foglie, frutti…) oltre che piccole specie vegetali e animali che popolano il sottobosco, come funghi o lumache. Ai bambini si propone un’attività di manipolazione che consentirà loro di realizzare forme abbastanza semplici che poi potranno essere assemblate in modo scenografico anche con l’accostamento di elementi naturali.

Bassorilievo
Quando i bambini conoscono le caratteristiche dell’argilla e hanno già fatto i loro primi esperimenti di manipolazione, l’attività di laboratorio potrà partire dall’osservazione di riproduzioni in gesso di opere antiche oltre che dei bassorilievi dello scultore Priori per realizzare una formella recante un motivo decorativo classico. Attraverso l’utilizzo dei tipici strumenti della scultura, gli alunni realizzeranno forme aggettanti che costituiscono una premessa alla scultura a tutto tondo

A tutto tondo
La visita dell’atelier dello scultore Ercole Priori, inserito nel percorso museale, permette la conoscenza ravvicinata del lavoro dello scultore, dei materiali e degli attrezzi utilizzati, delle principali tecniche (dal marmo al gesso, dal legno al bronzo, alla terracotta). Dopo la lettura di una breve favola sull’origine della scultura, i bambini saranno invitati a realizzare con l’argilla, materiale privilegiato da Priori, piccoli ritratti o figure a tutto tondo.

Terracotta in gruppo
L’attività dello scultore può essere osservata in tutte le fasi attraverso gli attrezzi e i materiali esposti nell’atelier di Ercole Priori, L’osservazione di bozzetti in argilla e disegni preparatori, consentirà di comprendere l’origine e l’esecuzione delle opere monumentali più complesse dell’artista.
Gli alunni stessi - una volta acquisita una buona manualità nella manipolazione dell’argilla – potranno procedere alla progettazione e all’esecuzione di un’opera collettiva in cui saranno chiamati a lavorare insieme o comunque potranno realizzare singoli oggetti che entreranno a far parte di un’unica composizione d’insieme di grande effetto scenografico.

MATERIALI VARI

Vietato toccare
L’attività trae spunto dall’osservazione dei busti in gesso e in marmo della sezione ottocentesca, confrontati con alcune sculture più recenti in legno o metallo. I bambini andranno alla scoperta dei materiali plastici attraverso un’esperienza tattile che li porta a scoprire, a occhi chiusi, le caratteristiche dei diversi materiali. Al termine dell’esplorazione potranno compiere una sperimentazione creativa lavorando l’argilla o assemblando pezzi di legno.

Sculture di carta
La carta non è solo il supporto significativo di opere d’arte di diversa tipologia: disegni, cartoni, quadri, stampe... Dall’analisi del materiale e delle sue caratteristiche e dall’esempio di artisti contemporanei, i bambini scoprono che la carta può diventare oggetto e scultura attraverso sperimentazioni dirette volte ad un utilizzo espressivo e creativo del materiale. In particolare, l’osservazione dello spazio pittorico di Elena Mezzadra consente di trasformare superfici piane in strutture tridimensionali di forma indefinita e variabile.

Carta creativa
La carta non è solo il supporto significativo di opere d’arte di diversa tipologia (disegni, cartoni, quadri, stampe), ma è anche un materiale d’uso quotidiano che può essere piegato, tagliato, strappato, accartocciato, riciclato - come spesso avviene nell’arte contemporanea - trasformandosi in carta d’artista.
In laboratorio carte diverse (o la pasta di carta riciclata) sono assemblate e lavorate in modo da trasformare un semplice materiale in oggetto estetico.

Sculture polimateriche
Nell'arte contemporanea cade la suddivisione fra generi, soggetti e tecniche e si generano spesso commistioni che aprono nuovi spazi d’azione alla creatività. Gli scultori ricorrono spesso a materiali poveri o di riciclo e talora materiali contrapposti (come la carta e il ferro) vengono sorprendentemente fusi fra loro. Una volta compresa questa tendenza stilistica attraverso le opere conservate al Museo, i ragazzi potranno progettare e creare a loro volta un'opera nata dalla selezione e dall’assemblaggio di materiali differenti.

Arte di luce
La luce che rivela forme e colori è elemento fondamentale all’interno dell’opera d’arte di ogni epoca, fino ad essere l’elemento dominante in molta arte contemporanea. In uno spazio oscurato si compiono osservazioni ed esperimenti, con possibili approfondimenti di carattere scientifico. Dal punto di vista artistico, si impara come illuminare un oggetto o una sagoma per cambiare l’ombra proiettata, si può giocare con le ombre in movimento e si possono creare ombre nere o colorate protagoniste di storie al buio.


Di Arte in Arte

Il progetto Di Arte in Arte è nato dall’esigenza e dalla richiesta di un gruppo di insegnanti di Scuola Primaria di costruire un rapporto continuo tra il museo e la scuola visitando il museo più volte con la stessa classe nel corso dell’anno scolastico, individuando attività differenziate per le diverse fasce d‘età alle quali si rivolge: le classi terze, quarte e quinte. Per i tre differenti gruppi sono state individuate diverse tematiche sviluppate nel corso dell’anno: i generi pittorici, i materiali nell’arte, gli atelier degli artisti. Durante gli incontri ogni gruppo visita spazi diversi del museo e si sofferma su un numero limitato di opere attorno alle quali sono strutturate le attività. I percorsi sono tra loro connessi, i contenuti acquisiti risultano trasversali alle diverse discipline e si inseriscono all’interno della programmazione scolastica, stabilendo una continua relazione tra le attività condotte in museo e le attività svolte dall’insegnante. Alla fine del percorso scolastico i bambini avranno vissuto il museo non come avvenimento occasionale ed eccezionale, ma come esperienza viva, come una realtà presente nel proprio percorso formativo, con la quale hanno stabilito un rapporto e imparato a comunicare.

Scuola Secondaria
di primo grado


Laboratori consigliati per il primo anno della scuola secondaria di primo grado o per le classi che visitano il museo per la prima volta.

Cos'è un museo?
Visita di approccio all’istituzione museale nella quale si presenteranno la tipologia della casa museo e pinacoteca del patrimonio locale, le funzioni, i criteri e le finalità espositive, le modalità di fruizione e conservazione delle opere, il ruolo di chi vi opera, l’origine delle collezioni.

Ritratti in posa
La visita si svolge nella sezione d’arte antica dove i ragazzi analizzeranno alcuni dei ritratti qui conservati conoscendone l’origine, la funzione e il metodo di lavoro degli artisti che li hanno realizzati. In aula didattica “vestiranno”i panni di antichi personaggi e di esperti ritrattisti per creare nuovi ritratti in posa.

Carte d'artista
In museo i ragazzi osserveranno le opere (disegni, acquerelli, dipinti e stampe) per conoscere la storia della carta e il suo utilizzo come supporto nella produzione artistica, mentre in aula didattica produrranno la propria carta d’artista realizzando un foglio sul quale intervenire con colori e vari materiali.


Laboratori consigliati per il secondo anno della scuola secondaria di primo grado


Disegno d'artista
Attraverso alcune semplici e accattivanti sperimentazioni pratiche i ragazzi apprenderanno le caratteristiche e le tecniche d’utilizzo di matite, carboncini, pastelli a olio, gessetti e inchiostri, stesi su differenti supporti, scoprendone le potenzialità espressive. La successiva visita al museo sarà dedicata all’osservazione dei disegni esposti di epoche e autori diversi. Nell’arte antica, in particolare, disegnare è un’operazione fondamentale: il disegno è testimonianza di ciò che l’artista osserva, studia e conosce. Attraverso il disegno l’artista progetta e crea l’opera d’arte in ogni suo aspetto. I ragazzi osserveranno i disegni eseguiti da Giuseppe Diotti durante la progettazione di alcune opere pittoriche, incluso il grande cartone per affresco recentemente esposto. In aula didattica i ragazzi potranno disegnare un semplice particolare tratto dai disegni dell’artista ed eseguire la tecnica dello spolvero.

Sculture misteriose
La visita prevede la conoscenza e il confronto tra la scultura antica e la scultura contemporanea attraverso l’osservazione delle opere presenti nel museo. In aula didattica, lavorando a piccoli gruppi, i ragazzi realizzeranno affascinanti sculture contemporanee con materiali di riciclo.

Astr'azioni
L’incontro prevede la possibilità di approfondire a scelta il tema dell’arte astratta o dell’arte informale attraverso la visita alle collezioni del museo e la proiezione di immagini di opere d’arte e filmati. Seguono in aula didattica attività pratiche legate alle tematiche scelte.
Laboratori consigliati per il terzo anno della scuola secondaria di primo grado

Fili di luce
Durante la visita vengono osservati alcuni dipinti provenienti dalla collezione “Mortara” nei quali è stata adottata la tecnica pittorica utilizzata dagli artisti divisionisti. L’attività di osservazione continua in aula didattica attraverso la sperimentazione di efficaci giochi ottici utili per la comprensione dei fondamenti scientifici di questa tecnica. Seguirà un’attività nella quale tempere e diversi strumenti (pennelli, spazzole, spugne, tappi...) saranno utilizzati per ricreare gli effetti pittorici divisionisti.

L’atelier dello scultore
L’atelier dell’artista Ercole Priori permette la scoperta e la comprensione dell’attività svolta dallo scultore, dei materiali, degli strumenti e delle tecniche utilizzate. Le attività pratiche svolte in aula didattica prevedono la realizzazione di piccoli calchi in gesso o la creazione di sculture fantastiche. L’attività devo essere precedentemente concordata con l’insegnante e, per chi lo richiede, può essere suddivisa in due incontri.

Positivo e negativo
Un’attività laboratoriale di adigrafia introduce alla conoscenza della tecnica xilografica, ampiamente documentata al museo dalle opere di Aldo Mario Aroldi. Più in generale, il percorso risulta introduttivo rispetto alle varie tecniche di stampa d’arte. L’attività devo essere precedentemente concordata con l’insegnante e, per chi lo richiede, può essere suddivisa in due incontri.

Scuola secondaria
di secondo grado e CFP

L’impresa del museo
L’istituzione museale dalle origini ad oggi. Le tipologie museali in Italia e nel mondo. La “mission” dei musei. Criteri espositivi e rapporto con i pubblici. L’organizzazione interna: il museo che non si vede. Le mostre temporanee. Il percorso porta alla comprensione del significato del museo per il mondo contemporaneo. L’incontro, ricco di stimoli e nuove conoscenze, può essere affrontato o approfondito suddividendo contenuti e tematiche in più incontri.

Immagini d'artista
L’artista ha riprodotto spesso la propria immagine assegnandole precise funzioni, utilizzando iconografie e soluzioni differenti. Ritraendosi, egli narra del rapporto con il mondo che lo circonda, rivela la propria anima oppure mostra il ruolo raggiunto nella società del suo tempo. L’analisi degli autoritratti esposti in museo sarà integrata in aula didattica dalla proiezione di ulteriori opere d’arte scoprendo come il racconto figurativo sia un linguaggio parallelo e equivalente al linguaggio scritto della narrazione e della poesia.

Il metodo di lavoro del Diotti
Durante la visita della collezione d’arte antica e l’attività in aula didattica viene ripercorsa la nascita di una grande opera d’arte: dalla committenza al disegno, dal disegno al grande cartone per la realizzazione degli affreschi, la tecnica dello spolvero, i materiali e le tecniche utilizzate, le fasi esecutive della realizzazione dell’affresco e le metodologie di restauro. Possibile prova dell’esecuzione di uno spolvero su cartoncino gessato e rifinitura del disegno. E’ possibile integrare l’incontro con una visita alle testimonianze pittoriche del territorio.


Contemporaneamente
Cos’è l’arte contemporanea? Quali i valori o le tematiche privilegiate e quali linguaggi vengono adottati dagli artisti del nostro tempo? Quali sono le opere più rappresentative e le scelte più significative compiute nell’arte di oggi? La visita della collezione d’arte contemporanea del museo diviene occasione di approfondimento del tema considerato: in aula didattica, attraverso la proiezione di immagini di opere d’arte, i ragazzi si avvicineranno al mondo dell’arte contemporanea riconoscendo quanto essa può avvicinarsi e appartenere alla loro realtà.

Museo e territorio
Uno dei filoni più significativi della Galleria d’arte moderna è rappresentato dai dipinti di paesaggio che raffigurano in particolare il fiume, la golena e la campagna padana – quali aspetti identitari del nostro territorio. Partendo dalla conoscenza del modo con cui le diverse sensibilità degli artisti hanno rappresentato l’ambiente nel corso dei decenni, il percorso si presta ad una più ampia e documentata riflessione sul paesaggio, le sue trasformazioni, il degrado, la tutela.

Incontri con gli artisti del passato e del presente
Il museo rappresenta un’occasione per conoscere a fondo alcuni artisti: la loro vita, le loro opere, il loro metodo di lavoro. Ciò vale sia per gli artisti del passato, per alcuni dei quali sono stati riallestiti presso il museo alcuni suggestivi angoli con gli arredi e gli attrezzi dello studio (il “percorso degli Atelier”), sia per gli artisti del presente documentati nella sezione contemporanea o dalle mostre temporanee allestite nello Spazio Rossari. Per quest’attività dovranno essere concordati col docente l’artista (o gli artisti) di riferimento.

Laboratori della Scuola di Disegno G. "Bottoli"


Le collezioni della Scuola di disegno Bottoli consentono alle scolaresche di conoscere momenti e prodotti significativi della storia artigianale, artistica e industriale del territorio, sperimentandone in laboratorio tecniche e materiali.

In gipsoteca
La Scuola di disegno Bottoli è stata protagonista della didattica artistica a Casalmaggiore e nel territorio. L’insegnamento del disegno ornamentale e figurativo qui condotto prevedeva tra le tante esercitazioni la copia dal vero dei gessi che formavano la ricca gipsoteca della scuola: classici motivi decorativi come tralci o foglie d’acanto, copie di famose opere scultoree rinascimentali, gessi appositamente formati per consentire lo studio dell’anatomia umana. Seduti ai banchi ottocenteschi gli studenti di oggi potranno eseguire la copia da gesso e apprendere la tecnica del chiaroscuro, oppure eseguire un piccolo stampo per comprendere come avviene la riproduzione di un modello scultoreo, scoprire le proprietà e le caratteristiche del gesso e i suoi diversi utilizzi nel campo artistico e artigianale.

La tradizione del laterizio
Nel suggestivo spazio espositivo affacciato sui vecchi tetti del centro abitato è raccontata la storia di questa importante tradizione del territorio, dall’estrazione dell’argilla all’evoluzione delle fornaci. Nel 1873 i fratelli ingegneri Longari Ponzone impiantarono a Vicobellignano una moderna fornace a fuoco continuo: da allora la fabbricazione di laterizi si aprì ad una prospettiva di sviluppo industriale che continua ancora oggi. Alle classi in visita sono proposte una serie di attività il cui obiettivo è la conoscenza di questa produzione e dell’utilizzo fatto dell’argilla nel corso del tempo in ambito artistico e artigianale, conoscenza avvalorata dal confronto con i materiali e le usanze edilizie di territori ed epoche diverse e dalla ricerca delle testimonianze che la realtà locale offre negli spazi abitati cittadini o rurali, nei monumenti e nei musei riguardo all’uso di questo materiale. Fra i percorsi possibili: modellare un mattone d’argilla con la tecnica della lavorazione a secco, innalzare una struttura in muratura capendo i meccanismi e i differenti metodi costruttivi, approfondire la conoscenza di questo materiale naturale attraverso un’indagine volta alla scoperta e alla comprensione delle sue caratteristiche chimico-fisiche.

L’industria vetraria
Materiale non presente in natura, ma ottenuto attraverso un rigoroso processo di trasformazione della materia, il vetro si presta ad essere studiato attraverso una serie di osservazioni ed esperimenti scientifici. Il vetro non si produce più a Casalmaggiore da decenni, ma la presenza di importanti vetrerie in città è documentata a partire dal ‘500 e l’attività fu particolarmente fiorente soprattutto nel ‘700 e nell’800, grazie anche alla presenza di maestranze provenienti da Altare, importante centro di produzione in provincia di Savona.
Materiale dai mille usi quotidiani, il vetro ha rivestito un ruolo fondamentale anche nell’industria casalasca della bigiotteria, in quanto, grazie alle sue caratteristiche estetiche, consentiva la realizzazione di oggetti d’ornamento di qualità a costi relativamente bassi.



Le specifiche attività da svolgere devono essere concordate in anticipo con gli operatori in relazione all’età degli studenti.


A scuola di scienza e tecnica
Sono esposti alla Scuola Bottoli antichi strumenti scientifici provenienti dal Gabinetto di Fisica ottocentesco delle scuole di Casalmaggiore: macchinari per lo studio della pneumatica e dell’idrostatica, dispositivi dimostrativi per effettuare esperimenti volti alla comprensione dei fenomeni elettrici e chimici, la pila e l’elettroforo di Volta, anelli di Newton, la camera oscura o l’occhio artificiale, saranno alcuni tra gli strumenti che consentiranno l’incontro tra i ragazzi e il mondo degli studi scientifici. Pensando a questi oggetti e a ciò che grazie ad essi è stato raccontato e dimostrato verranno effettuate una serie di attività pratiche tese ad illustrare e chiarire i temi trattati: esperimenti per lo studio della luce naturale e artificiale, la costruzione di un caleidoscopio o di una camera oscura, osservazioni di oggetti attraverso le lenti, giochi di specchi…
Parallelamente potranno essere condotti approfondimenti sullo sviluppo scientifico e tecnologico locale, evidenziandone precise tappe, episodi e personalità, con particolare riguardo al ruolo storicamente rivestito dal fiume. La storia e l’economia del territorio sono state sempre state legate alla presenza del Po e all’andamento delle piene: attraverso vari interventi l’uomo, nelle diverse epoche, ha bonificato il territorio, regolamentando il corso delle acque e sfruttandone la forza ai propri fini. Utilizzando modelli opportunamente predisposti possono essere realizzati in laboratorio vari esperimenti di idraulica. Fra questi, esperimenti sull’acqua come forza motrice, ad esempio per macinare il grano: quando l’energia elettrica ancora non c’era, con questo sistema funzionavano infatti i mulini natanti, utilizzati a Casalmaggiore fin dal XIV secolo. Il fiume Po ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella storia della città, come elemento di separazione o di unione fra popolazioni e territori. Il passaggio dai primi ponti galleggianti, nati per esigenze militari o celebrative, al ponte in chiatte ad uso civile e commerciale può essere studiato attraverso i documenti, fino ad arrivare al ponte ferroviario in ferro, che segnò l’apogeo della tecnica ottocentesca, e alla costruzione - negli anni ‘50 del Novecento - del ponte stradale in cemento armato, all’epoca il più lungo d’Italia. Le attività laboratoriali proposte saranno volte a far progettare ai ragazzi ponti sempre più lunghi e più stabili, analizzando gli elementi costruttivi e sperimentando strutture modulari.

La stampa
Casalmaggiore ebbe un’industria tipografica fiorente dal XVI al XIX secolo. Se le origini della stampa e del libro potranno essere studiate a partire dal fondo librario antico posseduto dalla Biblioteca Civica, gli aspetti tecnologici della stampa potranno essere approfonditi attraverso la conoscenza e la valorizzazione degli attrezzi posseduti dalla Scuola di disegno Bottoli, fra cui un torchio, una ricca collezione di caratterie xilografici e in piombo, strumenti per la legatoria e una raccolta di antichi punzoni. In particolare, potranno essere sperimentate la stampa a caratteri mobili e la confezione del libro. D’altra parte, si potranno conoscere le principali tecniche della stampa d’arte, a partire dalla xilografia, di cui la Scuola Bottoli possiede una significativa raccolta. L’esecuzione di semplici incisioni su adigraf e plexiglaas consentirà agli studenti la realizzazione di ex-libris personalizzati. Potranno essere presentate le tecniche d’incisione tradizionali in cavo, ma anche sperimentate tecniche innovative che, non essendo tossiche, risultano praticabili anche da parte degli studenti.

Arte per Gioco

Il corso di Arte per Gioco viene riproposto annualmente con successo dal 2008: è rivolto ai ragazzi della Scuola Primaria al di fuori del contesto scolastico. Si tiene il sabato pomeriggio (otto incontri da gennaio a maggio) e vi partecipano attivamente anche le famiglie. Nel Museo i bambini trovano una realtà nella quale sono accolti, ognuno con i propri timori e sicurezze, dov’è assente qualsiasi forma di competizione o valutazione, dove ci si esprime serenamente e liberamente pur all’interno di regole comuni. Il coinvolgimento, la motivazione dei bambini, l’attenzione e la sensibilità posta dai genitori verso quanto viene proposto pongono in una relazione di scambio e in un rapporto di fiducia e di rispetto l’impegno del Museo e la partecipazione del suo pubblico. In ogni incontro si presenta un’opera, un artista o una mostra che diventano spunto per un’attività creativa laboratoriale. In questo modo si ottiene gradualmente una conoscenza approfondita delle collezioni del Museo e si pongono le basi di un rapporto intimo e consapevole col patrimonio storico-artistico, destinato a durare nel tempo. Nel contesto del corso vengono proposte per lo più esperienze innovative rispetto alle attività rivolte alle scolaresche e vengono realizzate,oltre ad opere individuali, opere collettive che arricchiscono il patrimonio didattico del Museo..



Mostre didattiche

Nell’ambito dei Servizi educativi il Museo cura la documentazione dell’attività svolta attraverso la realizzazione di prodotti che vengono poi utilizzati per la formazione di docenti e operatori. Al termine di cicli articolati di incontri (quali il corso di Arte per gioco o il progetto Di arte in arte) il Museo propone abitualmente brevi mostre dei lavori realizzati dai ragazzi. La mostra finale rappresenta il momento culminante di visibilità e valorizzazione del percorso svolto, da realizzare al Museo o presso la scuola (ma anche in altri luoghi della città), da condividere con i compagni delle altre classi, con i genitori e con la cittadinanza.

Museo Diotti, Via Formis 17, 26041 Casalmaggiore(CR)

Telefono/Fax 0375 200416
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Direttore e Responsabile Servizi Educativi
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Conservatore delle Civiche Raccolte d'Arte
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Operatori didattici
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Il Torrione sul Po