Mobirise

Galleria d'Arte Moderna

Tra Novecento e Chiarismo

Galleria d'Arte Moderna

Vengono riunite in questa sala alcune opere esposte nel 1931 nella Mostra d’arte di Casalmaggiore, allora acquisite dall’Amministrazione Comunale.
Questa ed altre mostre erano legate alla promozione culturale degli anni del fascismo, attuata da un gruppo di studenti universitari che le organizzarono coinvolgendo pittori delle province limitrofe. Accanto ad autori casalaschi quali Goliardo Padova, Mario Beltrami e Aldo Mario Aroldi ( si erano definiti “I 3 del Novecento”) e Giuseppe Giacomo Gardani, troviamo infatti Biazzi, Nodari Pesenti, Sifola e Tegon. Alcune opere di Beltrami e Padova documentano il successivo legame di questi due autori con il Chiarismo milanese. Si tratta di pittori che ebbero un posto di rilievo nelle esposizioni regionali lombarde a Milano degli anni ’30, nel caso di Padova con un significativo avvicinamento a Corrente, movimento documentato in sala dalla presenza di un disegno di Arnaldo Badodi.
Sempre negli anni Trenta, la fortuna delle arti grafiche coinvolge molti artisti locali, ma trova in Aldo Mario Aroldi, xilografo e illustratore attivo soprattutto a Milano, la figura più rappresentativa qui documentata attraverso xilografie, libri e materiali di lavoro.
Altre significative opere della collezione Mortara, di autori quali Vittori, Tosi, Bernasconi, Gaudenzi e Corradi, oltre al novecentista busto in alluminio di Leandra Mortara, figlia del collezionista, opera dello scultore Michele Vedani, dialogano con la collezione permanente.

Rinascita delle Arti Grafiche

Galleria d'Arte Morderna

La xilografia godeva negli anni Trenta, in Italia, di una particolare fioritura.
Era praticata da una cerchia ristretta di artisti, accomunati non tanto dall'adesione a una corrente stilistica, quanto piuttosto dal possesso e dalla pratica di una tecnica difficile e laboriosa; oltre che dall'amore per il libro, a cui spesso l'incisione xilografica era destinata. La loro produzione era diffusa soprattutto da alcuni editori specializzati nella cosiddetta editio picta, quali Cesare Ratta ed Ettore Cozzani. D'altra parte, anche Casalmaggiore era diventata, in quegli anni, punto di convergenza di studi ed esperienze artistiche sull'incisoria. Qui, l'insegnante Arnoldo Bonorandi stava realizzando, presso la Scuola di disegno "Bottoli", una pregevole raccolta bibliografica e di incisioni originali, incentivando donazioni sia di giovani artisti sia di maestri del genere, come Adolfo de Carolis.
Alla xilografia, in cui si specializzò con successo soprattutto Aldo Mario Aroldi, si dedicarono anche Mario Beltrami e Goliardo Padova.









Paesaggi Padani e Autoritratti

Galleria d'Arte Moderna anni '50 '70

I paesaggi (della campagna e soprattutto del Po) e gli autoritratti sono i due filoni attraverso cui il museo ha scelto di documentare la produzione dei suoi maggiori artisti fra gli anni fra gli anni del secondo dopoguerra e gli anni’70 del Novecento. Alcuni, come Beltrami e Padova, che erano già stati attivi nei decenni precedenti, in queste opere mostrano l’evoluzione della loro pittura e il loro modo completamente diverso di interpretare la natura e il fiume, più romantico per Beltrami, mentre per Padova, anche a seguito del trauma della deportazione, viene reso attraverso una materia turbata e sconvolta. Altri, quali Tino Aroldi e Gianfranco Manara, si affacciano in questi anni sulla scena pittorica. Di Aroldi sono presenti qui alcune opere del primo periodo (gli anni della partecipazione al Premio Suzzara) in cui il paesaggio è plasmato dal lavoro dell’uomo, sia nei campi che nell’industria. In Manara il tema del paesaggio e quello del pittore nello studio trovano uno sviluppo parallelo, anche se trattati l’uno con un occhio più sereno e quasi impressionista e l’altro in modo più sofferto e introspettivo.
Si segnala inoltre la presenza di due grandi bronzi dello scultore Ercole Priori e di una scultura in ceramica di Sandro Cherchi.



Tino Aroldi

Galleria d'Arte Moderna

Una sala è interamente dedicata a Tino Aroldi e riunisce oltre trenta opere sul tema del paesaggio e del fiume, donate nel 2007 al museo dalla sorella Carla. Lo studio del paesaggio si approfondisce attraverso ricerche sulla forma resa con pochi tratti essenziali, sulla luce, sul colore locale e sui toni, sempre più raffinati. I risultati più alti vengono raggiunti negli ultimi dipinti del 1997: accanto al paesaggio reale si è ormai costituito nella sua pittura un paesaggio ideale, totalmente interiorizzato, ma più vero e universale dell’altro, di cui ha finalmente captato l’essenza segreta, la forma.

Forme diverse dell'Astrazione

Galleria d'Arte Moderna

La parte più strettamente contemporanea del museo riunisce le opere che il Comune di Casalmaggiore ha acquisito in occasione delle mostre realizzate dalla prima metà degli anni ’90 ad oggi. In questo primo spazio l’artista maggiormente rappresentata, grazie alla consistente donazione di dipinti e soprattutto di grafica pervenuta al Comune, è la milanese Elena Mezzadra. La sua opera si distingue per raffinate ricerche spaziali affidate all’intersecarsi di piani cromatici non costretti in rigide geometrie ma fluttuanti e sfocati nella luce.
Accanto alla Mezzadra, alcune opere pittoriche o grafiche di celebri maestri italiani, quali Arturo Bonfanti, Giovanni Korompay, Enrico Della Torre e Vittorio Magnani, declinano in modi altrettanto personali il linguaggio dell’astrazione.

Realismo Esistenziale

Galleria d'Arte Moderna

Mentre trionfavano anche in Italia, negli anni Cinquanta, le ricerche che escludevano la rappresentazione della figura umana, quest'ultima venne strenuamente difesa da un gruppo di artisti milanesi che diedero vita al cosiddetto Realismo esistenziale: Mino Cerretti, Bepi Romagnoni, Giuseppe Guerreschi, Tino Vaglieri, Giuseppe Banchieri, Floriano Bodini e Gianfranco Ferroni, la cui produzione è documentata presso il Museo Diotti da un nucleo di opere provenienti per lo più dalla collezione del sociologo Danilo Montaldi. Si tratta di artisti accomunati dall’adozione di un linguaggio crudo, impietoso, che si richiama in parte all’espressionismo tedesco, quale strumento di testimonianza e reazione, in presa diretta, ai fatti di cronaca più dolorosi di quegli anni, come l'emigrazione dalle campagne e dal Sud, l'esplosione delle periferie urbane, la tragedia dei minatori di Marcinelle o l'invasione sovietica dell'Ungheria.

Archivio del Contemporaneo

Le più recenti acquisizioni del Museo Diotti, trovano collocazione parte nel bookshop, parte nell’ingresso e soprattutto nella Sala didattica.
Si segnalano in particolare i dipinti di Giancarlo Bargoni, Luiso Sturla, Peter Casagrande, Stefanie Hoellering, che documentano l’attività espositiva realizzata a Casalmaggiore dalla delegazione locale dell’Associazione Amici di Palazzo Te e dei musei mantovani, le opere di Giuliano Pescaroli, Matteo Bergamasco, Gianna Zanafredi, Danilo Aroldi, Chiara Federici, le fotografie di Antonella Pizzamiglio e di Guglielmo Pigozzi, oltre alle sculture di Brunivo Buttarelli, Italo Lanfredini, Marco Lodola e Giorgio Tentolini.
Si segnalano infine alcuni dipinti di Franco Rossari, il bibliotecario che è stato l’ultimo abitante della casa di Giuseppe Diotti. Qui si era ricavato uno spazio dove dipingeva nei momenti liberi, mentre le sale di lettura della biblioteca erano il naturale luogo espositivo in un singolare allestimento che affiancava ai libri cimeli storici, piante grasse e gli oggetti più svariati. A Rossari, al cui gusto e alla cui sensibilità si deve la conservazione di tanti dipinti, documenti e reperti, il museo ha dedicato il suo Spazio per le esposizioni temporanee.







Contattaci

Museo Diotti, Via Formis 17, 26041 Casalmaggiore(CR)

Telefono/Fax 0375 200416
E-mail info@museodiotti.it
Facebook facebook Museo Diotti

Direttore e Responsabile Servizi Educativi
Roberta Ronda
 
Conservatore delle Civiche Raccolte d'Arte
Valter Rosa
 
Operatori didattici
Associazione DiMusE
 
Associazione di sostegno al Museo
Il Torrione sul Po