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Scuola di disegno "G. Bottoli"

STORIA

Sorta dopo l’Unità d’Italia dalla trasformazione di una piccola accademia locale settecentesca, la Scuola di disegno “Giuseppe Bottoli” rappresenta oggi, con le sue cospicue raccolte didattiche, una sezione staccata del Museo Diotti. Il ruolo storico della Scuola – intitolata all’insegnante che la diresse alla fine dell’Ottocento e che ne divenne benefattore – fu però quello della formazione artistica e professionale di operai e artigiani attraverso lo strumento essenziale del disegno, primo livello di un tirocinio poi proseguito nelle botteghe o nelle industrie manifatturiere locali e in qualche caso fortunato approdato a una vera e propria carriera artistica.
Il periodo aureo della Scuola si ebbe agli inizi del Novecento quando, sotto la direzione del pittore e architetto Tommaso Aroldi, essa era frequentata da quasi duecento allievi, divenendo così la palestra di quei decoratori che intorno al 1910, anno dell’Esposizione Agricola-Industriale di Casalmaggiore, cambiarono il volto della città e degli interni delle case.
Tra gli anni ’20 e ’40, con la direzione di Arnoldo Bonorandi, la didattica della Scuola Bottoli cambiò sensibilmente: non si copiavano più solo ordini classici e gessi o le tavole litografiche sullo stile floreale, ma si apprendevano i primi rudimenti di meccanica, con un’attenzione più precisa al mondo industriale: è soprattutto in questi anni che è più forte il legame con le Fabbriche Riunite Placcato Oro e con la fabbrica di terraglie Zanibelli che sostenevano anche finanziariamente l’istituzione e creavano una filiera diretta fra scuola e industria.
Le trasformazioni dell’insegnamento e dell’industria si fecero però incalzanti nel secondo dopoguerra, cominciando a decretare la fine della Scuola: l’attrezzatura didattica era obsoleta rispetto a quella dei laboratori delle scuole tecniche pubbliche e, d’altra parte, le attività prima svolte a livello artigianale ora venivano assorbite nei processi meccanizzati e seriali della produzione industriale che potevano prescindere dall’abilità manuale affinata con l’esercizio del disegno. Fallito anche il tentativo del pittore Goliardo Padova – docente della Scuola negli anni Cinquanta – di avviare un insegnamento di grafica pubblicitaria e di design, gli ultimi docenti preferirono puntare al recupero di attività artigianali, soprattutto nel campo della lavorazione del legno.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

EDIFICIO

La scuola di disegno ha sede dal 1930 nel Palazzo Martinelli, un pregevole palazzetto del primo Cinquecento. Il recente restauro, realizzato nel 2014 col contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito del Distretto Culturale della provincia di Cremona, ha consentito il recupero di una delle più antiche dimore civili di Casalmaggiore che presenta tratti architettonici d’ascendenza bramantesca. Il portale e la facciata rivelano il rigoroso rispetto delle proporzioni geometriche; la facciata, in particolare, risultava in origine inscrivibile originariamente entro un quadrato e solo nel Settecento essa fu rialzata con l’aggiunta di un sottotetto. Fino agli anni ’30 del Novecento nella fascia marcapiano della facciata era visibile un’iscrizione in latino che, oltre a recare una data di riferimento per la storia del palazzo (1501), evidenziava il carattere colto della committenza, aggiornata rispetto alla cultura umanistica e architettonica del periodo. Committente del palazzo fu probabilmente un esponente della famiglia Mattei, a cui risale lo stemma lapideo esposto nell’atrio, sopra il portone di accesso al cortile. Particolarmente interessanti il bel portale d’accesso e la facciata interna sul cortile, con resti di un’antica loggia (oggi tamponata) arricchita da affreschi e decorazioni fittili.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

COLLEZIONI
La storia didattica dell’istituzione è ancora palpabile attraverso la ricostruzione dell’aula scolastica, col recupero dei banchi da disegno ottocenteschi e della ricca gipsoteca e con l’esposizione di modelli e prove didattiche. In questo luogo di studio e di lavoro, copiando le tavole dell’Albertolli, i calchi degli ornati classici e i repertori degli stili del passato, molte generazioni di falegnami, fabbri, muratori e decoratori nel corso dell’Ottocento trassero un campionario di forme da impiegare nel loro lavoro. Altri nuclei delle raccolte sono rappresentati dalle collezioni che documentano l’attività e le produzioni delle principali industrie artistiche locali. Una sala è dedicata all’arte della stampa e sviluppa il tema della storia della tipografia casalasca: qui sono esposti un antico torchio, svariati campionari di caratteri in legno e in piombo, alcuni attrezzi di un’antica legatoria e una selezione delle raccolte xilografiche e calcografiche della Scuola. Sono poi presenti testimonianze dell’antica industria vetraria, della ceramica, della bigiotteria e del laterizio.
E’ stato infine ricostruito presso la Scuola l’ottocentesco Gabinetto di Fisica e Scienze Naturali delle scuole cittadine.

Scuola di Disegno "G. Bottoli"

CORSI

Esaurita la sua funzione storica, la Scuola Bottoli è oggi preposta ad una più ampia formazione, sempre comunque nel solco della sua tradizione di scuola d’arti e mestieri. Oltre alle attività laboratoriali per le scolaresche – ispirate alle collezioni conservate - la Scuola infatti propone una serie di corsi di carattere amatoriale per adulti che implicano l’esercizio della manualità, come l’intaglio del legno, il restauro di mobili, la decorazione, la lavorazione del vetro. I corsi si tengono prevalentemente in orario serale oppure di sabato. Per informazioni e iscrizioni è necessario contattare la segreteria del Museo Diotti.

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Telefono/Fax 0375 200416
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