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Casalmaggiore nel Settecento

L'inizio del percorso espositivo fornisce spunti utili per comprendere il contesto in cui Giuseppe Diotti nacque nel 1779. Sotto le spinte riformistiche dell'imperatrice d'Austria Maria Teresa e del figlio Giuseppe II, Casalmaggiore - elevata nel 1754 al rango di città - visse nel Settecento una nuova stagione politica, culturale e sociale. Nel 1768 il pittore Francesco Antonio Chiozzi fondò una Scuola di disegno d'impronta accademica.
Molti dei dipinti esposti appartengono alla quadreria storica che la Fondazione Conte Busi onlus ha concesso in deposito al Museo.

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La casa-atelier 
di Giuseppe Diotti

Diotti tornò a vivere stabilmente a Casalmaggiore nell'ultima fase della sua carriera, dopo il pensionamento dall'Accademia Carrara di Bergamo che aveva diretto per trent'anni. Acquistò questo palazzo nel 1737, ne affidò la ricostruzione all'architetto Fermo Zuccari,  vi insediò il suo studio e allestì qui la sua notevole collezione d'arte (andata purtroppo dispersa).
In questa casa realizzò le sue ultime opere, fra cui il grande Giuramento di Pontida, rimasto incompiuto alla sua morte e ora esposto nella Sala Consiliare del Comune di Casalmaggiore.

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Diotti neoclassico

Dopo i primi studi a Casalmaggiore e a Parma, la formazione di Diotti si compì a Roma dal 1804 al 1809. A Roma vide da vicino l'arte antica e rinascimentale e conobbe i maggiori esponenti dell'arte neoclassica: quelli furono i suoi modelli di riferimento, a cui rimase fedele nel corso di tutta la vita. Alla base del suo metodo ci fu sempre una cura estrema del disegno, dallo schizzo preparatorio, agli studi di dettagli anatomici e di panneggio, ai grandi e rifinissimi cartoni che rappresentavano per lui delle opere già compiute, essenziali per l'apprendimento da parte dei suoi allievi.

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Fra '800 e '900

Il passaggio tra i due secoli a Casalmaggiore è segnato dall'Esposizione Agricola e Industriale del 1910. Fra i protagonisti di quella manifestazione vi furono Tommaso Aroldi, pittore e architetto, lo scultore Carlo Cerati e i pittori Alessandro Mina e Amedeo Bocchi. In quell'occasione fu allestita la prima mostra antologica di Giuseppe Diotti. Stragegico, in questo periodo e fino a tutti gli anni '30, fu in città il ruolo rivestito dalla Scuola di disegno "Bottoli".
Sono integrati nelle collezioni alcuni pregevoli dipinti della collezione di Pietro Mortara (fra cui opere della Scapigliatura e del tardo divisionismo), concesse in deposito al Museo dalla Fondazione onlus Casa di Riposo Leandra di Canneto sull'Oglio.

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Galleria d'arte moderna

Nell'ala più recente del palazzo trovano spazio le collezioni del Novecento che integrano il percorso espositivo documentando l'evoluzione dell'arte a Casalmaggiore dopo la scomparsa degli ultimi allievi di Diotti. 
Vi sono documentati i maggiori autori casalaschi, molti dei quali legati all'ambiente milanese e si nota come si faccia dominante nella pittura locale del Novecento il tema del Po e del paesaggio. Goliardo Padova, Tino Aroldi e Gianfranco Manara sono alcuni degli artisti maggiormente rappresentati. Una sezione è dedicata all'autoritratto, una al Realismo esistenziale fino a moderne correnti astratte e agli artisti locali contemporanei 

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Il percorso degli ateliers

In un'ala del Museo hanno potuto essere ricostruiti, grazie alle donazioni effettuate dagli eredi, gli studi di tre artisti legati. Il percorso degli ateliers riunisce in modo suggestivo e con forte evidenza narrativa e didattica, opere e oggetti appartenuti ai pittori Goliardo Padova e Palmiro Vezzoni e allo scultore Ercole Priori. Sono presenti arredi, attrezzi originali e materiali d'archivio.

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La Scuola di disegno "Bottoli"

La più antica istituzione culturale cittadina, le cui antiche origini risalgono alla scuola d'ornato settecentesca del Chiozzi, ha sede dagli anni Trenta del Novecento nel Palazzo Martinelli, pregevole esempio di architettura del primo cinquecento.
Vi sono documentate la storia della didattica artistica a Casalmaggiore, la nascita della prima idea di un museo cittadino e la produzione delle antiche industrie artistiche locali. 
Sezione separata del Museo Diotti, viene aperta al pubblico solo in occasioni particolari.