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Giuseppe Diotti

Giuseppe Diotti

Primi anni

Pittore, insegnante e collezionista, Giuseppe Diotti nacque a Casalmaggiore nel 1779, in un periodo in cui Casalmaggiore – favorita dal governo illuminato degli Asburgo - viveva uno dei momenti di maggior splendore della sua storia. Figlio di un bottaio, Diotti iniziò a studiare in una scuola per ragazzi poveri, per poi essere affidato alla guida del pittore locale Paolo Araldi. Fu tuttavia solo grazie all’appoggio economico del nobile Giovanni Vicenza Ponzone, committente delle sue prime opere, che potè rasferirsi a Parma, frequentando per un paio d’anni l’Accademia di quella città. Tornato a Casalmaggiore alla morte del padre, per poter  mantenersi come pittore, Diotti si adattò a fare un po’ di tutto: copie di dipinti famosi, quadri devozionali e insegne.

Primi anni

Formazione

Ebbe tuttavia la fortuna di entrare sotto la protezione di Paolo Fadigati, funzionario napoleonico, che - riconosciute le sue capacità - decise di aiutarlo a perfezionare gli studi. Vinse così una borsa di studio dell’Accademia di Brera che lo portò per alcuni anni a Roma, dove si compì la sua formazione artistica. Qui conobbe da vicino l’arte antica e rinascimentale, ammirando soprattutto Raffaello, studiando i precetti sul disegno di Leonardo e spedendo periodicamente a Milano le opere che documentavano il miglioramento del suo stile. A Roma Diotti conobbe i maggiori esponenti dell’arte neoclassica: quelli furono i suoi modelli di riferimento e tali rimasero nel corso di tutta la sua successiva carriera, condotta soprattutto a Bergamo dove gli fu affidata nel 1811 la direzione dell’Accademia Carrara.

Formazione

Committenze private

Fra i suoi committenti ci furono tanti nobili lombardi o esponenti dell’alta borghesia per cui eseguì ritratti, cicli di affreschi di carattere mitologico, dipinti di soggetto sacro o storico. Si ricordano gli affreschi eseguiti dal 1813 al 1826 per il Palazzo Mina-Bolzesi di Cremona, la Toeletta di Venere dipinta su un soffitto del Palazzo Favagrossa di Casalmaggiore, l’Assunzione della Vergine per la cappella di Villa Camozzi a Ranica e le grandi tele della Corte di Ludovico il Moro (1823, commissionata da Giacomo Mellerio per la sua Villa del Gernetto in Brianza) dell'Ugolino (1832, eseguita per il conte Tosio di Brescia). Altra prestigiosa commissione fu quella del Bacio di Giuda (1840)  per l'Imperatore Ferdinando I per la sua Galleria di Vienna.

Committenze private

Committenze ecclesiastiche

A Bergamo insegnò il disegno a tanti allievi - come il Piccio, Giacomo Trécourt, Enrico Scuri e Francesco Coghetti - che talvolta lo affiancarono nei cantieri più impegnativi. Fu chiamato a lavorare per molte chiese e operò soprattutto nelle città e nelle province di Bergamo e Cremona, ma anche a Casalmaggiore, dove mantenne sempre legami d’amicizia. Oltre al ciclo di affreschi per il presbiterio del Duomo di Cremona (1830-34), dipinse opere su tela per le chiese parrocchiali di Stezzano, Alzano Lombardo, Iseo e per la Cappella Colleoni a Bergamo. A Casalmaggiore gli fu commissionata la pala d’altare per la chiesa di Santo Stefano.

Committenze ecclesiastiche

La casa-atelier

Diotti condivise i propri interessi con tanti amici come il bibliotecario Agostino Salvioni, il pedagogista Ferrante Aporti e il critico Defendente Sacchi. Investiva tutto quello che guadagnava nell’acquisto di dipinti e stampe, tanto che formò una vera e propria collezione, di cui andava molto fiero. In vista della pensione, determinato a tornare a vivere nella città natale, acquistò nel 1836 un palazzo, lo fece ristrutturare dal suo amico architetto Fermo Zuccari e vi allestì la sua preziosa collezione a beneficio tanto degli allievi che continuavano a frequentarne lo studio, quanto dei suoi concittadini che avrebbero potuto un giorno visitare la casa.

La casa-atelier

Ultime opere

Nonostante il gusto neoclassico stesse passando di moda e si amasse una pittura meno levigata e formale, Diotti rimase sempre fedele al suo stile, come documentato dal dipinto di Antigone (1845) che lasciò all’Accademia Carrara come suo testamento spirituale. Una delle ultime opere dipinte a Casalmaggiore fu il grande Giuramento di Pontida che si trova oggi nella Sala Consiliare del Comune di Casalmaggiore. Fra gli ultimi allievi che frequentarono il suo studio di Casalmaggiore il più dotato fu Luigi Quarenghi, autore del ritratto ufficiale del maestro. Dopo la sua morte, nel 1846, la casa passò alla nipote Lucia che nel 1865 aprì per alcuni giorni al pubblico la Galleria di quadri del Diotti, ma i successivi eredi misero in vendita la casa e la collezione andò dispersa.

Ultime opere

Dalla casa al Museo

Dopo aver ospitato un Asilo infantile fino al 1931 e il Collegio don Bosco fino al 1962, la casa di Diotti fu acquisita dal Comune di Casalmaggiore alla fine degli anni Sessanta per allestirvi la Biblioteca Civica. Dopo il trasferimento della Biblioteca nell’ex Collegio dei Barnabiti (1996), il Comune di Casalmaggiore ha continuato ad utilizzare gli spazi nobili del palazzo per tenervi conferenze e mostre finchè nel 2004, col sostegno di Regione Lombardia e di Fondazione Cariplo, è stato avviato il restauro a cura dell’architetto Giacomo Zani e il 30 marzo 2007 è stato inaugurato il Museo Diotti, allestito sulla base di un progetto museologico di Valter Rosa.

Dalla casa al Museo

Come raggiungerci

Via Aldo Formis, 17 - 26041 Casalmaggiore (CR)